PERUGIA: LA SFIDA DI RIPOPOLARE E RIVITALIZZARE I CENTRI STORICI FA I CONTI CON LA MOVIDA MOLESTA
CONVEGNO CONFESERCENTI AL PARK HOTEL SU IMPRENDITORIA, CREDITO E SVILUPPO”
Si è svolto a Perugia, sabato 9 maggio 2026, presso il Park Hotel Perugia, il convegno dedicato ai temi dell’innovazione, dello sviluppo e delle strategie per la crescita, promosso dalla Confesercenti. A tenere la relazione introduttiva la Presidente di “Impresa Donna Confesercenti Umbria” Ida Calzini.
Il tema del summit : “CREDITO E ZES. Leve strategiche per lo sviluppo delle Imprese Umbre”.
Molti i relatori intervenuti dal Presidente di Confesercenti Umbria Giuliano Granocchia alla Sindaca del capoluogo umbro Ferdinandi, dal giornalista economico Giuseppe Castellini alla dirigente del servizio artigianato, commercio e cooperazione della Regione Daniela Toccacelo, poi, per BANCA CENTRO Credito cooperativo Toscana Umbria il vice direttore Lorenzo Cantelli, il responsabile Istruttoria Garanzie Commerfin SCPA Francesco Saraò, la Presidente nazionale Impresa Donna Confesercenti Nazionale: Barbara Quaresmini.
Nel corso dell’incontro dedicato al tema delle pari opportunità e dello sviluppo economico territoriale, è stato evidenziato come inclusione, qualità del lavoro e valorizzazione del capitale umano rappresentino oggi fattori strategici per la crescita economica e sociale dell’Umbria.
Al centro dell’intervento il ruolo delle imprese, considerate non soltanto motore economico ma anche presidio sociale, elemento di coesione territoriale e strumento di innovazione.
Sì, la questione che in gergo viene chiamata “inverno commerciale”, in riferimento alla chiusura di esercizi commerciali storici in tutti i quartieri delle città, e Perugia non fa eccezione, a seguito dell’espandersi inarrestabile della grande distribuzione. E a questo proposito, la Confesercenti è intenzionata a cercare di mettere in atto una strategia basata sulla rivitalizzazione dei quartieri attraverso una estensione dei servizi a partire da quello dei trasporti, di una riqualificato arredo e decoro urbano, di un rilancio di attività culturali che tornino a far rivivere e ripopolare i quartieri cittadini. Insomma creare una sinergia tra Istituzioni, cittadini, associazioni, per la rinascita di spazi urbani oggi emarginati.
Nella sua articolata relazione, Ida Calzini ha affrontato anche il tema dell’accesso al credito, evidenziando il ruolo fondamentale del sistema bancario e del credito cooperativo nel sostenere investimenti, innovazione e crescita delle imprese. E il messaggio che ha lanciato nel suo ampio intervento il rappresentante di Banca Centro Cantelli, è stato rassicurante: “faremo la nostra parte”.
La sindaca Ferdinandi su questo aspetto ha usato parole e argomenti assai espliciti. “Bisogna saper dire pure dei NO” ha esordito riferendosi alla concessione continua di licenze in favore della grande distribuzione. Come dargli torto, basta scendere in alcune zone periferiche della città, per constatare il caos industriale e commerciale non più sopportabile, che negli anni si è sempre più espanso.
Così come bisogna saper gestire le licenze commerciali dentro ai centri storici. E qui la prima cittadina pur senza nominarla, ha fatto chiaramente capire che la passata Amministrazione ha commesso degli sbagli, come quando in via della Viola (centro storico), ha rilasciato ben 8 licenze ad altrettante attività che vendono tutti lo stesso prodotto: alcol. “Così facendo – ha sostenuto – si favorisce una movida turbolenta, non interessata a vivere i centri storici della città, in armonia”. E proprio in queste settimane la polemica tra alcuni esercizi commerciali e l’Amministrazione ha trovato ampio risalto sulla stampa. Quella della gestione dell’ordine pubblico, delle regolamentazione delle attività, che risultino compatibili con i tanti diritti che in quelle vie si affacciano e vengono a volte calpestati, non è cosa semplice. Sì perché ci sono pure attività commerciali, le famiglie che vi abitano, che dal caos turbolento, rumoroso, vandalico, di una certa movida, non ne traggono nessun vantaggio: anzi spesso molti danni. Dunque i controlli, la presenza da parte delle forze della vigilanza urbana, che faccia rispettare regole e convivenza. L’acropoli dunque come luogo certo del divertimento, ma con limiti ai decibel e un regolamentato intrattenimento.
“Il piccolo commercio – sono sue parole – aiuta a combattere il degrado, la marginalità dei quartieri.
“Il Comune – ha assicurato – è a fianco dei piccoli commercianti”, rimandando l’appuntamento al prossimo Piano Commerciale a cui sta già lavorando. La Confesercenti fa sapere che a quel Tavolo sarà presente. Un’idea di commercio che metterà i quartieri della città al centro. La sindaca ha poi ricordato una delle figure storiche della città di Perugia e non solo, Luisa Spagnoli, una donna che seppe interpretare al meglio l’imprenditoria femminile, con gli asili nido aziendali, e tante altre opere che lasciavano intendere che l’impresa deve essere considerata parte integrante di una comunità.
Poi l’affaire BRT, che sta devastando interi quartieri cittadini, un’opera a cui nessuno crede, che sta costringendo diverse attività commerciali a chiudere. Un’opera voluta dalla passata amministrazione, sempre contrastata dall’attuale maggioranza, anche quando questa era all’opposizione. No! non era questa l’opera di trasporto pubblico di cui aveva bisogno la città, piuttosto bisognava portare a compimento il Minimetrò a cui affiancare una flotta di vari mini pullman che dalle periferie trasportavano cittadini alle varie stazioni. Ma non si può tornare indietro e l’opera va completata e messa in condizione di funzionare ed essere utile alla cittadinanza.
Ida Calzini ha sottolineato come “in una regione caratterizzata da un tessuto produttivo composto prevalentemente da micro e piccole imprese, sostenere l’attività imprenditoriale significa creare reddito diffuso, occupazione e competitività”.
Particolare attenzione la relatrice, l’ha dedicata dunque all’imprenditoria femminile, che l’ha definita “una risorsa strategica per il territorio. In Umbria – ha sottolineato – le imprese guidate da donne rappresentano circa un quarto del totale regionale, con una presenza significativa nei servizi, nell’agricoltura, nel turismo, nel commercio e nell’artigianato”. Certamente una percentuale significativa visto che le imprese guidate da donne in Italia non superano un 1/5.
L’oratrice ha sottolineato come, “nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, le imprese femminili abbiano mostrato una crescente capacità di consolidamento e di creazione di occupazione”. Di uno Stato Sociale regionale ancora più esteso, per favorire l’imprenditorialità femminile, ha parlato Daniela Toccacelo, che ha fatto nello stesso tempo un appello ai giovani a tornare a scommettere sulla Regione.
Ampio spazio è stato dedicato inoltre alla Zona Economica Speciale (ZES), considerata non soltanto un’insieme di agevolazioni, ma uno strumento capace di creare un “clima favorevole” agli investimenti, alla semplificazione amministrativa e alla competitività territoriale, con importanti opportunità anche per l’imprenditoria femminile e giovanile. Infine, è stata ribadita la necessità di investire nelle competenze, nella formazione e nell’innovazione tecnologica, rafforzando il rapporto tra scuola, università e imprese, e favorendo una maggiore presenza femminile nei settori STEM.
“La vera crescita di un territorio – è stato sottolineato in conclusione – si misura nella capacità di creare opportunità, valorizzare i talenti e non lasciare indietro nessuno.”
Castellini un po’ provocatoriamente ma neanche tanto, nella sua dettagliata relazione sullo stato dell’economia della Regione, dice che in qualche modo, la ZES sta a testimoniare che siamo tornati un po’ indietro rispetto al passato. Il fatturare tanto da parte delle imprese è un dato che alle banche non basta, in quanto queste vogliono capire bene la capacità dell’impresa di restituire i prestiti. “Sì – afferma Castellini – il fatturato è aumentato, ma i frutti sono fermi all’ 8%, quando la media nazionale è ben oltre il 10%. Una Regione che vivacchia, guardare al futuro è assai difficile. La mia impressione è che si seguiterà a vivacchiare”. Insomma poca propensione a investire nei beni immateriali, infatti è tornato in forma assai pronunciata il fenomeno dei laureati che se ne vanno dalla Regione, con il risultato che si farà poca innovazione di prodotto. Una nota di ottimismo l’ha espressa in chiusura Lorenzo Cantelli (Banca Centro):
“Il nostro agire ha più di 100 anni di storia. Noi non chiudiamo gli sportelli e i capitali restano sui territori”. Ma quanti di questi capitali vengono reinvestiti dalle imprese nella ricerca, nell’innovazione, nell’adeguamento dei sistemi produttivi?
Renato Casaioli








