CHIUSI, 20 ANNI FA L’UCCISIONE DI DON ROMANO IN UNA DELLE TANTE GUERRE DIMENTICATE. LO VOGLIAMO RICORDARE?

mercoledì 06th, aprile 2022 / 11:11
CHIUSI, 20 ANNI FA L’UCCISIONE DI DON ROMANO IN UNA DELLE TANTE GUERRE DIMENTICATE. LO VOGLIAMO RICORDARE?
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CHIUSI – A proposito degli orrori della guerra e delle guerre dimenticate, a Chiusi Scalo, in piazza XXVI Giugno, c’è una stele che ricorda un uomo ammazzato barbaramente, per strada, come i cittadini di Bucha, esattamente 20 anni fa, in una di quelle guerre di cui si è sempre parlato poco. Don Romano era un parroco cattolico, aveva fatto il “vice” nella Chiesa di Santa Maria della Pace a Chiusi scalo per diversi anni, insieme ad un suo connazionale, Don Emilio, che è ancora in Toscana. Veniva dal Congo, don Romano ed era tornato nel suo paese per dare una mano alla sua gente, là dove c’era più bisogno. Il 23 aprile del 2002 un commando armato lo uccise, come un cane, per strada. Un prete africano vittima innocente di una guerra lunga e sanguinosa nella quale il confine tra eserciti regolari, bande armate al servizio di piccoli ras, mercenari al soldo di compagnie multinazionali senza scrupoli è sempre stato molto labile.

In mezzo alla guerra che sta facendo morti e macerie in Ucraina e rischia di portare tutta l’Europa e non solo verso un conflitto globale che difficilmente avrebbe vincitori e vinti, ricordare a 20 anni esatti il sacrificio di Don Romano, in una guerra dimenticata ci sembra doveroso. Ci piacerebbe che il Comune di Chiusi lo facesse in forma istituzionale. Piazza XXVI giugno nel nome stesso ricorda la data della liberazione da un’altra barbarie, quella del Nazifascismo, avvenuta nel 1944.

Tutto il parco giochi di Piazza XXVI giugno è intitolato a Don Romano, ma la targa che portava il suo nome col tempo si è frantumata e non è più leggibile. Andrebbe ripristinata, così come andrebbe ripulita e risistemata la stele che ricorda il sacrificio del prete congolese. 

La guerra è una montagna di merda, sempre, dovunque, a tutte le latitudini. Non ci sono guerre giuste, guerre buone, guerre sacrosante e guerre corrette. Tutte le guerre fanno vittime innocenti. E purtroppo anche adesso, in questo 2022 disgraziato, nel mondo non c’è solo la guerra in Ucraina, ce ne sono anche altre di guerre di cui nessuno parla. A volte anche un piccolo gesto come ripristinare e ripulire una stele ricordo, può contribuire ad accendere dei riflettori e far ragionare e riflettere le persone anche su ciò che sta succedendo in Ucraina. Ricordare ciò che successe a Chiusi nei giorni precedenti quel fatidico 26 giugno del ’44, ricordare l’uccisione in Congo di Don Romano nel 2002 può aiutare a comprendere, a farsi un’idea più compiuta della guerra e del perché va fermata.

Da qui al 23 aprile mancano ancora 17 giorni, forse il Comune ce la può fare a ripristinare la stele e la targa del parco giochi. Non dovrebbe essere un lavoro impossibile.

m.l.

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