CHIUSI, ALLARME FREDDO PER I CLOCHARD CHE DORMONO ALLA STAZIONE

giovedì 02nd, dicembre 2021 / 19:46
CHIUSI, ALLARME FREDDO PER I CLOCHARD CHE DORMONO ALLA STAZIONE
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CHIUSI – Sul profilo facebook del sindaco Sonnini, sotto ad un post in cui si parla di turismo è comparso due giorni fa questo commento: “Buongiorno sindaco ci sono 7 persone che dormono dentro alla stazione di Chiusi a me dispiace vederli buttati lì come bestie se per piacere può fare qualcosa x aiutarli grazie”.

Può sembrare un commento avulso rispetto al post del sindaco. E in parte lo è. Ma la segnalazione è comunque degna di considerazione e di attenzione. Prima di tutto perché segnala una situazione reale. Siamo andati a verificare e così è, persona più persona meno. Il 1 dicembre ne abbiamo contate 5. Non è escluso però, che più tardi se ne siano aggiunte altre due…

Sappiamo che le associazioni di volontariato in più occasioni hanno portato bevande calde, coperte e altri generi di conforto ai clochard. Sappiamo che l’amministrazione comunale stessa (gestione precedente) si era anch’essa mobilitata e sappiamo che certe persone non accettano volentieri l’aiuto e rifiutano soluzioni, anche temporanee, che possano metterle in condizioni di maggiore sicurezza. Solo, che con temperature gelide, come quelle di questi giorni, dormire nell’atrio della stazione o nei gabinetti pubblici può costare caro. La stazione, di notte, può rappresentare la soluzione più praticabile, la più sicura. Forse l’unica possibile per non morire di freddo.

E’ già successo, purtroppo, proprio alla stazione di Chiusi, il 13 dicembre del 2014, quando un uomo di meno di 40 anni fu trovato cadavere intorno alle 5 del mattino. Era di sabato, di passeggeri a quell’ora ce n’erano pochi, ma almeno una decina assistettero attoniti e inermi ai tentativi di soccorso, risultati comunque inutili. Le cronache dell’epoca – anche di primapagina –  parlarono di morte naturale, probabilmente per un malore improvviso.  Ma non è escluso che il freddo e la pioggia della sera precedente avessero avuto in qualche modo un peso o una correlazione con il decesso…

Ecco, a distanza di 7 anni da quel tragico 13 dicembre, a Chiusi la stazione di notte si popola ancora di gente che cerca un rifugio per dormire. I commento pubblicato sul profilo del sindaco parla di 7 persone. Non sono poche. E non sono neanche le uniche. Il fatto che si tratti di persone marginalizzate, spesso straniere, con problemi relazionali e a volte con piccoli precedenti penali, non giustifica l’indifferenza né tantomeno il cinismo di chi vi intravede solo un problema, una scocciatura, una rogna… e se qualcuno ci lascia le penne, fa spallucce e sotto sotto pensa “uno di meno”…

Un paese civile, democratico, per di più  con una amministrazione di centro sinistra, non può assistere senza far niente agli effetti della macelleria sociale perpetrata nell’ultimo decennio e ora acuita anche dalla pandemia.

Se fino ad ora i tentativi che pure sono stati messi in campo dal Comune e dall’associazionismo per cercare di risolvere o quantomeno limitare il fenomeno non hanno dato grandi risultati, anche questa non è una buona ragione per non insistere e per cercare soluzioni praticabili che possano evitare morti di freddo e diano dignità a persone sfortunate o messe in fuorigioco dalla vita…

Sul profilo di Gianluca Sonnini, la segnalazione citata non ha trovato alcuna risposta. Ci auguriamo (ma non abbiamo motivo di dubitarne) che il primo cittadino e l’Amministrazione comunale si siano comunque attivati e non abbiano fatto finta di non sentire, perché il problema esiste e non è un problema da poco.

m.l.

 

Nella foto: un clochard in una stazione ferroviaria (Il Gazzettino di Sicilia)

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