BASKET, DOMENICA PROSSIMA SFIDA ETRUSCHI-ROMANI. LA SAN GIOBBE CHIAMATA AD UNA PROVA DI ORGOGLIO

giovedì 11th, novembre 2021 / 14:40
BASKET, DOMENICA PROSSIMA SFIDA ETRUSCHI-ROMANI. LA SAN GIOBBE CHIAMATA AD UNA PROVA DI ORGOGLIO
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CHIUSI – La Umana San Giobbe domenica prossima torna a giocare in casa, al Pala Pania di Chiusi scalo. E avrà bisogno del sostegno dei propri tifosi e di una città che cominci a sentire la squadra come sua…

La formazione di coach Bassi era partita in quarta, tre vittorie consecutive a Ferrara e Latina e in casa contro San Severo, poi però si è “arenata”,  inanellando altrettante sconfitte, due con le ultime in classifica Chieti e Fabriano e una, l’ultima, sabato scorso,  con la capolista Scafati, ancora a punteggio pieno. Al di là delle sconfitte e degli zero punti riportati, a preoccupare Bassi sono state soprattutto le prestazioni, meglio ancora l’approccio alle gare da parte dei suoi ragazzi.

La San Giobbe nelle ultime tre uscite sembra aver smarrito la baldanza e la sicurezza che aveva messo in campo nelle prime tre, ha perso certezze anche nei suoi uomini migliori e più carismatici, come l’americano Wilson, un vero e proprio top player per la A2, ma anche il suo connazionale Medford e i veterani Pollone, Fratto, Musso, Criconia che quando le partite si son fatte complicate hanno cominciato a mostrare di soffrire il salto di categoria.

Forse è solo una questione di preparazione atletica, di carichi di lavoro che – dopo la partenza a razzo –  stanno appesantendo un po’ gambe e braccia della truppa… O forse la risposta è ancora più semplice: ed è che quando le cose vanno bene e tutto gira per il verso giusto, la palla entra facilmente nel canestro, quando invece la strada è in salita la palla sbatte spesso sul cerchio… e il rimbalzo lo prendono gli avversari.  Succede. La San Giobbe è una neo promossa, dovrà soffrire. Lo sa coach Bassi, lo sanno i giocatori, lo sa la società.

Domenica a Chiusi arriva la Stella Azzurra Roma, società storica, fondata nel 1938, e famosa per avere uno dei vivai migliori d’Italia. Tra i giocatori “allevati” dalla quadra romana anche Andrea Bargnani, il primo italiano ad essere scelto con il numero uno in un draft NBA (Toronto Raptors 2006). La Stella Azzurra ha militato anche nella massima divisione nazionale e, dopo qualche anno in Serie B, è tornata in A2 due stagioni fa, acquisendo il titolo dei Roseto Sharks. Il florido settore giovanile e la prima squadra non sono l’unico fiore all’occhiello della Stella Azzurra che ha anche un folto settore femminile che gioca nelle categorie dalla under 13 alla under 19. E’ una squadra della Capitale, dicevamo, ma questo campionato lo gioca nel Palasport di Frosinone ed ha a questo proposito firmato un accordo con la società di calcio locale (serie B) per quanto riguarda l’ingresso al palasport. Una sorta di gemellaggio, per aumentare il pubblico.

Dal punto di vista dei risultati la Stella Azzurra viene da partite 2 vinte e quattro perse nelle prime sei. L’ultima contro Cento persa proprio allo scadere per 66-67. Ma la formazione laziale nonostante i due punti in meno rispetto a Chiusi vanta prestazioni di buon livello in tutte le uscite, avendo vinto la prima ad Osimo contro Fabriano (altra squadra che gioca fuori sede), poi la trasferta sul difficile campo di Forlì 72-75, e perso di una manciata di punti in trasferta a San Severo e contro la capolista Scafati (61-63). L’unica “batosta” l’ha rimediata contro Ferrara, perdendo 84-91.
Sul piano individuale ha il croato Sandi Marcius, tra i top 5 rimbalzisti del girone con una media di 8.2 (Wilson di Chiusi è primo con 10.7 di media). E lo stesso Marcius è tra i top 5 per valutazione complessiva con 19.0 di media (Wilson 19.8, Con il 76.7% di tiri da 2 realizzati Marcius è anche il miglior tiratore da 2 del girone. In più la Stella Azzurra ha anche il maltese Darril Jackson che è il miglior tiratore di liberi con il 100% di realizzazione.
Una squadra tosta dunque. Che però, per risultati fin qui ottenuti e per il gioco espresso, appare comunque battibile. E la San Giobbe delle prime tre giornate è sembrata squadra  in grado di giocarsela con chiunque. Quella vista nelle successive tre gare un po’ meno. Quindi Wilson & Co, sono chiamati ad una prova molto importante, per ricominciare a marciare. Bassi ha già detto, nel post gara di Scafati, che non vuol più vedere facce abbacchiate e atteggiamenti rinunciatari, ma vuole vedere in campo una squadra di “torelli” indemoniati.  Insomma vuole la prestazione, non solo il risultato.
La formazione chiusina paga anche qualche infortunio (quello del giovane Possamai, 2 metri e 18, per esempio che operato al menisco non è stato mai disponibile e non si sa quando lo sarà, il che ha significato non avere l’alernativa all’altro “lungo” Ancellotti) e, in generale paga, un po’ anche una media altezza dei giocatori non elevatissima. E in A2 i centimetri e la stazza pesano e contano non poco. Però, nonostante questo gap, nelle prime tre gare ciò non aveva inficiato prestazioni maiuscole e convincenti.
Adesso è il momento di recuperare convinzione, mentalità, fiducia nei propri mezzi e condizione fisica…
Se il pubblico darà una mano, sarà più semplice. Il tifo, come è noto è sempre il giocatore in più.  Se poi sono 500 o mille in più è meglio ancora…
Le norme della Serie A2 impongono alle società di avere a disposizione almeno 2.000 posti. Al momento il Pala Pania non li ha (ne ha circa 1.000). Dalla partita in casa successiva a quella di domenica però potrà disporre della tribuna supplementare prefabbricata, con la quale potrà raggiungere lo standard richiesto. Come detto in altra parte dell’articolo, alcune squadre dello stesso campionato di A2 giocano fuori sede per motivi legati alle strutture. Chiusi non poteva certo permettersi di perdere anche il basket  così come ha perso la pallavolo quando la Emma Villas, promossa in A2, decise di andare a giocare a Siena.
Chiusi, nel campionato di basket di A2 è una sorta di Cenerentola, un paese di 8.000 abitanti tra città di 30-50-100.000, al di là delle due squadre romane. Ma il palasport è all’altezza, con la nuova tribuna sarà anche “a norma” per la categoria. Vedere 2.000 persone al Palapania per una partita di basket sarà difficile, perché il Basket non ha una grandissima tradizione in loco, perché Chiusi non ha i numeri e il territorio circostante finora non ha ancora risposto. La “scintilla” deve ancora scoccare. Ma può scoccare, perché il campionato di A2 è di livello, si vede un buon basket. Chiusi ha un bel giocattolo tra le mani e non deve romperlo, o gettarlo via, ci si deve divertire… 
La Pallacanestro – come si chiama in italiano – è uno sport complicato, ha regole difficili da comprendere per chi non è esattamente un addetto ai lavori, ma è anche uno sport che è “modello” per altri. Il calcio ad esempio ruba molto dal basket quanto a ripartenze, blocchi difensivi, giocate estrose. Una partita di basket, oltre a divertire, può aiutare a capire anche altre cose, come certe dinamiche calcistiche…
Questo per dire che domenica al Pala Pania di Chiusi c’è una partita importante. Importante per la San Giobbe, ma anche per Chiusi. In tempi ormai molto lontani Chiusi giunse a sfidare con Porsenna il nascente potere (e strapotere) di Roma. Domenica a Chiusi arrivano i romani. Gli Etruschi non vorranno certo farsi trovare impreparati.
m.l. (ha collaborato Lorenzo Trabalzini)
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