CHIUSI: LE CANDIDATURE CON IL CONTAGOCCE, L’ASSENZA DI PROGRAMMI E L’AZZERAMENTO DELLE OPPOSIZIONI

lunedì 23rd, agosto 2021 / 12:06
CHIUSI: LE CANDIDATURE CON IL CONTAGOCCE, L’ASSENZA DI PROGRAMMI E L’AZZERAMENTO DELLE OPPOSIZIONI
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CHIUSI – La novità della campagna elettorale per le comunali, questa volta è quella delle “liste alla spicciolata”. Uno, due, tre nomi al giorno… Deve essere una nuova strategia di marketing politico. Dei tre candidati a sindaco che hanno annunciato la loro presenza sulla scheda, Massimo Tiezzi, lista Chiusi Futura ha per ora ufficializzato 7 nomi; Massimiliano Barbanera 4; Gianluca Sonnini per il Pd neanche uno… ma si sa che due degli uscenti ci saranno: Simone Agostinelli e Mario Cottini. Per il resto mistero. Piano piano arriveranno tutti a 12… Ma così sembra un reality show: chi verrà “nominato” oggi?

I 7 nomi della lista Chiusi Futura di Massimo Tiezzi sono Lucia Lelli, Luciano Fiorani, Gabriella Bennati, Francesco Ferroni, Gaetano Gliatta, Francesca Capuccini e Gisella Zazzaretta.  E già qui c’è un po’ di tutto: una bella signora che partecipò a Miss Italia nei primi anni ’90 e che ha fatto parte del Comitato Aria durate la bagarre Acea (Lelli); un altro esponente del Comitato, con un passato nel Pci, poi nella Rete e infine nei 5 Stelle come Fiorani, da anni su posizioni molto critiche verso le amministrazioni locali e la sinistra ufficiale in genere; la referente locale della Lega di Salvini (Capuccini) e una figura legata al mondo del volontariato e della solidarietà vissuta in maniera quasi mistica (Zazzaretta), con un passato recente nel Pd. Infine l’ex candidato del centro destra Gliatta, una pensionata (Bennati) e un “direttore commerciale”, per la precisione dell’Eurospin di Po’ Bandino. Vedremo i prossimi.

Massimiliano Barbanera per ora ha ufficializzato Chiara Sacco, nota per una bella carriera nel canottaggio, Barbara Ferri e Alberto Giulietti, due “facce nuove”, finora però mai viste né sentite in ambito politico, più Alessandra Venturini, che nel 2016 era in lista con il Pd, ma non venne eletta. Tutti e tre di “area Scaramelli”.

Sonnini e il Pd non hanno ancora sciolto il nodo alleanze. Trovare la quadra, come si dice adesso, non deve essere semplice. Con la legge elettorale vigente, il Pd non è nelle condizioni di concedere troppo spazio agli alleati, non può rischiare di ritrovarsi, in caso di vittoria, con tre eletti su 8 non dei suoi, perché rischierebbe di essere messo in minoranza alla prima “frizione”. E le frizioni possono capitare, soprattutto se hai nella maggioranza figure e forze politiche che fino ad ora sono state all’opposizione.

Tutti dicono “prima i programmi, poi i nomi”. I nomi arrivano col contagocce, uno per volta… di idee programmatiche neanche l’ombra, se non banali e generiche dichiarazioni di principio, su tutela ambientale, partecipazione, rilancio turistico… Tiezzi per esempio con un post su Facebook ha spiegato come intende costruirlo il programma, ma non ha detto una parola su cosa ci vuol scrivere dentro. Gli altri anche meno.

Ma ancora non siamo entrati nel mese canonico di campagna elettorale ufficiale (comincia il 4 settembre), vedremo se nei trenta giorni dalla presentazione delle liste al voto, ci sarà modo di capire meglio cosa i tre candidati abbiano in mente.

Resta un mistero – anche dal punto di vista strettamente politico – il perché le due forze di opposizione attuali, ovvero Podemos e M5S, abbiano deciso di fare comunella con il Pd, di fatto azzerandosi entrambe in una marmellata informe, invece di provare a rappresentare loro, insieme, una possibile alternativa. Bene che vada eleggeranno uno o due consiglieri (ma dovranno giocare con sagacia la partita delle preferenze) e forse otterranno un assessore esterno, senza diritto di voto in Consiglio. Probabilmente Possiamo e M5S, considerando anche che non essendoci più Bettollini, il Pd potrebbe essere più “malleabile” e accondiscendente, pensano di incidere di più. Ma avranno fatto bene i loro conti?

Intanto nei paesi dei dintorni, sia sulla sponda toscana che su quella umbra, molti esponenti della politica e delle amministrazioni locali guardano a ciò che sta succedendo a Chiusi come fossero davanti alle “cronache di Narnja”. La situazione in effetti è alquanto surreale: a meno di 40 giorni dal voto ancora non sono note le liste, neanche uno straccio di proposta programmatica, non si sa neanche se il partito di maggioranza correrà da solo o in compagnia e se le attuali opposizioni (uniche opposizioni) salteranno il fosso passando nell’area della maggioranza uscente, facendo harakiri e cancellando in un colpo solo sia ciò che resta dei 5 Stelle sia la sinistra a sinistra del Pd. 

Una cosa è certa (e lo abbiamo già scritto in altri articoli): da queste elezioni comunali, la sinistra di Chiusi forse uscirà più unita, ricompattata, ma unita nel segno della restaurazione dell’ancient regime, dell’era Ceccobao, i cui “alfieri” sono di nuovo tutti in pista. E siccome come giornale nel 2016 sostenemmo i Podemos, una domanda ai Podemos la vorremmo fare: ma davvero pensate che quelli che stavano con Ceccobao sono meglio di Bettollini & C.? Se la risposta è sì, qualcosa è andata storta. E forse ha ragione chi si domanda cosa hanno messo nel vaccino…

m.l.

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