BATTAGLIE AD OROLOGERIA: CHIUSI, LA LEGA RIAPRE IL CAPITOLO NICHEL NELLA ZONA DI FONDOVALLE. MA DIMENTICA IL PREGRESSO

mercoledì 20th, gennaio 2021 / 16:41
BATTAGLIE AD OROLOGERIA: CHIUSI, LA LEGA RIAPRE IL CAPITOLO NICHEL NELLA ZONA DI FONDOVALLE. MA DIMENTICA IL PREGRESSO
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Scrivono i consiglieri regionali della Lega Marco Landi e Elisa Montemagni:  “Nel 2018, come ci segnala l’Avvocato Francesca Capuccini, referente del nostro partito a Chiusi, l’Arpat aveva eseguito dei controlli ad un impianto di smaltimento rifiuti ubicato proprio a Chiusi Scalo, ad oggi di proprietà di Acea Ambiente srl. Tali analisi avevano rilevato elevati valori di nichel nel sottosuolo e considerato che nell’area in questione si potrebbero insediare nuovi impianti di smaltimento rifiuti; ci chiediamo, stante la criticità palesata dai predetti controlli, se, doverosamente, siano stati eseguiti successivi sopralluoghi dopo la predetta data, ormai piuttosto lontana nel tempo. In merito a ciò, quindi abbiamo redatto un’interrogazione in cui puntiamo a fare piena chiarezza sulla delicata questione, volendo conoscere, dunque, se siano state poste in essere mirate azioni di bonifica ed una successiva messa in sicurezza dell’area. A tal proposito vogliamo delucidazioni dall’Assessore competente su chi risulti essere il soggetto che, per Legge, deve ottemperare alle idonee disposizioni . Dopo oltre due anni è giunto, dunque, il momento di fare totale luce sulla questione”. 

Premesso che tenere alta l’attenzione su questioni ambientali e casi di inquinamento è sempre cosa buona e giusta, vale forse la pena ricordare – anche ai consiglieri della Lega – che la questione non risale al 2018, ma a 5 anni prima.

L’inquinamento da nichel della falda acquifera sottostante la zona di fondovalle e precisamente sotto la zona industriale di Chiusi Scalo, emerse nell’ottobre 2013. Fu portato alla ribalta da questo giornale, dopo una serie di controlli effettuati da Arpat nei piezometri del depuratore all’epoca gestito dalla società Bioecologia Srl e oggi di proprietà di Acea. Durante tutto il 2014 la vicenda fece molto discutere, nacque un comitato, ci fu un esposto alla Procura della Repubblica, inviato anche ai vari enti competenti per territorio. Furono fatti anche dei rilievi sul campo, sia da parte delle istituzioni pubbliche che da parte del comitato. Questa stessa testata fece analizzare per proprio conto l’acqua prelevata nei fossi e canali della zona. E il 15 gennaio 2015 organizzò anche una conferenza pubblica a Chiusi Scalo sul tema, nella quale fu evidenziata anche l’alta percentuale di tumori e malattie rare sia nella zona delle Biffe di Chiusi Scalo (la più vicina all’area industriale), sia per esempio a Ponticelli, frazione di Città della Pieve, che si trova a valle.

Nel settembre 2014 il Comune di Chiusi presentò una denuncia penale nei confronti della ditta Nigi Agricoltura Srl e dell’agenzia governativa Agea, per uno sversamento di materiali stoccati in attesa di smaltimento (sangue e materia di risulta da macellazione di animali)  stoccati in attesa di smaltimento presso alcuni capannoni, avvenuto nel 2008 e ritenuto la possibile causa dell’inquinamento da nichel. I materiali in questione erano dell’agenzia Agea e i capannoni della Nigi Srl e si trovano a ridosso dell’area ex Centro Carni dove è ubicato il depuratore, che però, dai rilievi effettuati all’epoca risultò estraneo alla presenza di nichel oltre la soglia consentita.

Il progetto Acea che prevedeva la realizzazione del famigerato carbonizzatore idrotermale prevedeva anche l’acquisto e la ristrutturazione del depuratore esistente e la bonifica dell’intera area a carico di Acea. In seguito alle proteste (anche della Lega) e all’evidenza di elementi di criticità e di scarsa chiarezza il progetto carbonizzatore è stato ritirato, mentre il depuratore continua a funzionare, in attesa dello smantellamento e ricostruzione. La bonifica si è fermata.

Ora i due consiglieri leghisti in Regione Toscana Landi e Montemagni tornano alla carica, facendo però riferimento solo a al 2018, cioè a quanto è emerso recentemente, intorno alla vicenda Acea che ha tenuto banco dal 2018 all’inizio del 2020. Ad occhio e croce sembra più una iniziativa ad orologeria, di taglio elettoralistico, per intenderci. Cioè per per far sapere che esistono, perché parlare dell’inquinamento da nichel nella zona industriale di Chiusi Scalo, senza specificarne i contorni e tutta la storia pregressa, dà l’impressione di una certa approssimazione, che è tipica della politica di questi tempi, ma che lascia un po’ sconcertati.

Vedremo cosa risponderà l’assessore regionale competente. Sarebbe interessante sapere anche a che punto è l’iter giudiziario della denuncia presentata dal Comune di Chiusi nel 2014 e a quali conclusioni sono arrivati i magistrati senesi. E anche come Acea, ora proprietaria dell’impianto di depurazione e dell’area, intenda procedere per ciò che riguarda la bonifica. Carbonizzatore o no, quella va fatta comunque.

 

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