COVID E DPCM: “CHI PRENDE ASSAI POCO, CHI GIOCA COL FUOCO…” MA IL CIELO NON E’ SEMPRE PIU’ BLU

lunedì 26th, ottobre 2020 / 11:39
COVID E DPCM: “CHI PRENDE ASSAI POCO, CHI GIOCA COL FUOCO…” MA IL CIELO NON E’ SEMPRE PIU’ BLU
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“Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta/chi gli manca la casa, chi vive da solo/chi prende assai poco, chi gioca col fuoco”… Ve la ricordate questa canzone di Rino Gaetano? Titolo: Ma il cielo è sempre più blu…  Che era forse una speranza come lo slogan “Andrà tutto bene” che molti sbandieravano durante la prima ondata dell’emergenza covid. Non solo non è andato tutto bene, ma non sta andando bene per niente. La seconda ondata sembra peggiore della prima anche se a dire il vero, adesso gli ospedali sono meno pieni (e più attrezzati anche come conoscenze e terapie) e le bare coi morti non vengono portate via con i camion dell’esercito. Ma il nuovo semi lockdown deciso dal Governo Conte con la chiusura di cinema, teatri, spettacoli dal vivo, palestre, centri sportivi, balere, dello sport dilettantistico e infine di bar e ristoranti alle ore 18, prelude ad un mese di novembre ancora più triste di quello che è…

E come nella canzone di Rino Gaetano c’è chi gioca col fuoco…  E ci soffia sopra. A Napoli, a Roma e in altre città ci sono state manifestazioni di protesta contro le restrizioni. La camorra e le organizzazioni di estrema destra ci si sono buttate a pesce. Come sempre avviene nei momenti più delicati. In piazza non c’erano solo camorristi, malavitosi e manipoli di neofascisti, però. C’erano anche loro, ma non solo loro. C’era, c’è e ci sarà anche gente comune esasperata dalla perdita di sicurezza sociale, dalla perdita di introiti per campare.

La chiusura di negozi e attività (bar, palestre, teatri ecc..) significa migliaia di lavoratori, di persone, di famiglie, senza lavoro e senza stipendio. Per chi non ha le pensione o lo stipendio sicuro e garantito, ma vive degli introiti giornalieri – che siano gli scontrini del bar o la pubblicità di quel bar che fa stare in piedi un giornale come il nostro, che siano gli abbonamenti alla palestra o al teatro, la “retta” della scuola calcio –  la crisi economica da pandemia può avere effetti disastrosi ed è normale che molta gente sia preoccupata, impaurita, disperata. E anche tra noi, nelle poche discussioni che ancora si fanno, nelle riunioni di redazione a distanza,  è su questo che ci si interroga. Su come uscirne. E anche su come resistere. Qualche anno fa la parola resistere andava di moda. Si usava per la lotta alle mafie e al terrorismo, per la lotta alla corruzione e al malaffare. Corruzione  e malaffare che drogavano il mercato, l’economia, gli appalti pubblici… Ricordate il procuratore Borrelli?

Dicevo che anche noi, qui e adesso, ci poniamo il problema.

Ieri, con un post sul suo profilo facebook il nostro amico e collaboratore Alessandro Lanzani, dalla trincea milanese, una sua ricetta l’ha fornita: Utopia sì grazie. La pandemia è ormai fuori controllo, tra 1 mese saremo da 500 morti al giorno in su. Ora l’ultima linea di difesa prima della violenza reciproca e kaos sociale è la redistribuzione della ricchezza per salvare le morti economiche dei nuovi poveri. Tasse pagate in italia per le multinazionali, patrimoniale solo per i grandi ricchi, decimazione degli stipendi per i superpagati burocrati di Stato. Drastica riduzione delle pensioni superiori ai 3000 euro. Questi soldi che si possono sequestrare con un dpcm ad hoc in una settimana, a volerlo con un atto di vero potere esecutivo. servono a pagare i contagiati da miseria e disperazione. Utopia? Ok e allora marciamo in un latrare di post verso la fine”. 

Ha ragione Lanzani, non c’è e non ci può essere altra strada se non una drastica e reale “redistribuzione del reddito”. Ma un Dpcm che tagli le pensioni d’oro e di platino, i superstipendi e tassi i grandi patrimoni mobiliari, sarebbe stato oggettivamente difficile con il Pci al 33% e con i sindacati capaci di portare 2 milioni di lavoratori in piazza, pacificamente, in mezza giornata… Figuriamoci oggi, con una classe politica in cui hanno un ruolo personaggi come Rocco Casalino, coi sindacati ridotti al lumicino e gran parte dei lavoratori senza tutele e senza rappresentanza reale. Difficile, difficilissimo.
Chi la propone a livello politico una cosa del genere? il Pd?
Non a caso le risposte della borghesia, come si chiamava un tempo, vanno in direzione diametralmente opposta. Il Liceo Manzoni di Milano (quello che Alessandro Lanzani ha frequentato da ragazzo) ha infatti provato ad introdurre, per rispondere meglio alle normative anticovid,  un doppio criterio per le preiscrizioni di gennaio: media del 9-10 in Italiano, Matematica e inglese alle Medie e residenza nella zona del Manzoni, ovvero nel centro di Milano. Un criterio meritocratico, ma anche neanche troppo vagamente classista.  Più che distanziare gli studenti, sembra si volessero tenere a distanza i poveri, quelli più “indietro” e quelli che abitano in periferia… La delibera del consiglio di istituto è stata sospesa, dopo le proteste. Ma il fatto che ci abbiano pensato e provato la dice lunga. “Del resto mia cara di che si stupisce? oggi l’operaio vuole il figlio dottore, non c’è più morale contessa…”. Torna in mente la famosa canzone di Paolo Pietrangeli inno del ’68 milanese e colonna sonora dell’autunno caldo. Qualcuno ha provato a tornare al ’66…  Altro che reddito universale e redistribuzione della ricchezza…
A livello locale, sempre ieri, un altro amico, Massimo Marchettini, imprenditore, gestore di una palestra-centro fitness e anche allenatore di volley ha lanciato il grido di guerra: “Urge intervenire: decidiamo dove e come e protestiamo, incazzati come Rocky quando dopo averle prese per 14 round si rialza e sconfigge Ivan Drago!! Decidiamo dove…a Roma ? Andiamo a Roma e rimaniamo lì fino a che non pongono fine a questa follia!!”.
Poche ore prima aveva apostrofato Conte, il Governo e in particolare i 5 Stelle con frasi durissime: “Che siano maledetti… anzi stramaledetti, tutti coloro che governano e tutti i loro accoliti… Hanno decretato la fine del commercio dell’artigianato dell’industria dello sport e di tutto ciò che è privato. La colpa è di chi ha votato questi dementi incapaci anzi, CRIMINALI…. ma cosa pensavate quando avete votato i 5 stelle, che salvassero l’Italia?? Deficienti , l’hanno portato alla definitiva rovina!!  Deficienti… ed ora chi lo ferma più questo incapace questo pazzo criminale questo folle dittatore??!!”
E di post magari meno infuocati, ma comunque preoccupati, se ne leggono a decine sui social da parte di ristoratori, baristi, artigiani… C’è chi inneggia alle manifestazioni di piazza di Roma e Napoli, chi prevede per sé e per tanti altri tempi grami, lacrime e sangue, chi “spara” sui garantiti, chi al contrario minimizza e nega perfino l’evidenza, chi consiglia a tutti due gocce di Xanax…
Il sindaco di Chiusi Bettollini, che anche in questa seconda fase dell’emergenza covid rimane uno dei più presenti sui media nonostante Chiusi stavolta non sia in prima linea, si assume il ruolo di pompiere e cerca di infondere calma, rispetto a “chi gioca col fuoco”:
Calma amici. Se c’è un effetto collaterale che unisce il Covid al Dpcm è la facilità di metterci gli uni contro gli altri.  Se ne esce insieme. Se ne esce come comunità!”
E’ evidente come la pandemia stia mettendo a durissima prova non solo il sistema sanitario e la tenuta sociale e pure psicologica delle persone, ma anche il sistema economico dominante.  Può sembrare un linguaggio arcaico e desueto, ma questo è: è il capitalismo che fa acqua da tutte le parti e sta andando in frantumi come modello. Aveva ragione chi diceva  “Non torneremo alla normalità, perché la normalità era ed è il problema”. Il pericolo principale è pensare al Coronavirus come un fenomeno isolato, senza storia, senza contesto sociale, economico o culturale. Non c’è normalità alla quale ritornare quando quello che abbiamo reso normale ieri ci ha condotto a quel che oggi abbiamo.
Le risposte non possono essere le rivolte alla Masaniello, come propone l’amico Massimo Marchettini, per rovesciare questo governo e mettercene un altro (perché il tutto il mondo occidentale e capitalistico i governi hanno fatto le stesse cose, in molti casi meno di quello italiano) o negare la gravità della situazione… Le risposte o saranno epocali, nel senso di un cambio totale di paradigmi, o saranno sempre e comunque parziali e insufficienti…
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