CHIUSI, LA CONTA NEL PD: NELLA PICCOLA STALINGRADO MONTEVENERE BETTOLLINI PAREGGIA

martedì 13th, ottobre 2020 / 11:09
CHIUSI, LA CONTA NEL PD: NELLA PICCOLA STALINGRADO MONTEVENERE BETTOLLINI PAREGGIA
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CHIUSI – La frazione di Montevenere era famosa per un pino che svettava sul cucuzzolo più alto e si vedeva già nelle foto scattate dagli Alleati quando diedero l’assalto a Chiusi nel giugno del ’44 e per essere stata per i quattro decenni successivi la “stalingrado chiusina“. Se il Pci a Chiusi prendeva il 66% dei voti sul 90% degli elettori (perché all’epoca votavano tutti, non come adesso che il 34% sta  a casa), a Montevenere superava l’80.  Nella sezione comunista di Montevenere c’erano alcuni partigiani e molti ex mezzadri e lì il partito è rimasto a lungo mezzadrile e leninista. Anche dopo la fine della mezzadria e pure del leninismo. Era un retaggio delle lotte contadine anni ’50, quando se non eri organizzato in maniera ferrea era difficile difendersi dalle angherie dei padroni e dai manganelli dei celerini di Scelba.

A Montevenere il partito è sempre stato il partito che ha sempre ragione, quello che se decide una cosa vuol dire che va fatta in quel modo. A Montevenere la parola dissenso, tanto più dentro casa, non era contemplata.

A Montevenere il partito del sindaco ha sempre fatto il pieno di voti alle comunali ed ha attraversato indenne e impermeabile i cambi di nome, simbolo e bandiera, si è sempre adeguato, rimanendo nella buona e nella cattiva sorte fedele alla linea. Qualunque sia la linea. Tanto che negli ultimi anni, con l’ingresso nel partito degli ex Dc, l’iniziativa più rilevate che la frazione ha prodotto è stata il… presepe vivente, con gli storici militanti del Pci vestiti da pastori.

Ieri sera il Circolo Pd di Montevenere, che è sempre lì dove era la storica sezione Pci , ha tenuto la sua assemblea degli iscritti con all’ordine del giorno “Valutazione del mandato amministrativo e relativa valutazione politica”. Dove per valutazione politica si intende – come negli altri circoli – anche una valutazione sulle dimissioni del sindaco dal Pd e sulla sua eventuale ricandidatura.

Si sapeva che a Montevenere c’è la parte più critica nei confronti di Bettollini, quantomeno sono di Montevenere coloro che all’assemblea degli iscritti comunale espressero le posizioni più dure. E in effetti – secondo quanto raccontano alcuni dei presenti – la partita è stata spigolosa, a tratti dura. Si è parlato molto, quasi esclusivamente del convitato di pietra, ovvero di Bettollini.

La segretaria del circolo Fiorella Fanciulli e con lei Mauro Culicchi, Alfio Anselmi (tre figure storiche che erano già in pista ai tempi del Pci, Anselmi è stato pure vicesindaco e assessore e capogruppo in comune) e Jacopo Meloni, architetto, progettista di alcune opere pubbliche recenti o in corso, hanno preso le distanze dal sindaco accusato di aver creato una situazione complicata con l’uscita dal partito, ma anche per alcune scelte amministrative e politiche. Tra i capi di imputazione l’isolamento di Bettollini e quindi di Chiusi rispetto al resto della zona Valdichiana, la gestione del caso Acea, la querelle con i vertici scolastici del 2019, ma anche il suo carattere e l’indole da uomo solo al comando…

A difesa del sindaco sono intervenuti Livio Marchini (altra figura storica di Montevenere), Sara Marchini, assessore in carica, la quale ha sottolineato come Bettollini non può essere l’unico capro espiatorio perché l’azione amministrativa è sempre stata collegiale, ma anche l’ex segretaria del circolo Doretta Rossi e Graziella Grancio (presidente Auser di Chiusi Scalo, ma residente e iscritta al Pd di Montevenere) che non erano presenti, ma hanno inviato interventi scritti. Nel mezzo, in posizione non del tutto acritica, ma nemmeno del tutto critica nei confronti di Bettolini, il capogruppo Simone Agostinelli e Luciano Scricciolo, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale. In termini calcistici un pareggio. Per Bettollini un punto fuori casa, che non era scontato.

Va precisato che le critiche sulla vicenda Acea e su quella delle scuole, per esempio, emerse a Montevenere più nettamente che altrove, nessuno le sollevò all’epoca dei fatti e in entrambi i casi il Pd le poche cose che ha detto, le ha dette a sostegno dell’amministrazione.

Comunque, al di là di alcune questioni, anche il circolo di Montevenere ha espresso una valutazione sostanzialmente positiva dell’operato dell’amministrazione, un po’ meno sulla figura del sindaco. E’ emerso però a Montevenere, come negli altri circoli, il disagio, anche degli stessi assessori, di affrontare una discussione su Bettollini senza Bettollini, senza cioè che il sindaco potesse esporre la sua visione delle cose. Qualcuno ha parlato di processo senza che l’imputato potesse difendersi, altri hanno sottolineato che è stato Bettolini a mettersi fuori dal partito da solo e nessuno lo ha cacciato…

Dalle 4 assemblee di circolo fin qui svolte – stasera toccherà a Macciano – si è capito che una parte larga del corpo attivo del Pd vorrebbe ricucire lo strappo e vorrebbe anche Bettollini ricandidato alle elezioni. Ma c’è anche una parte che non lo ama, lo descrive come lo sceriffo di Dodge City, un po’ bullo e un po’ autocrate e vorrebbe chiudere la sua stagione. Questa parte è meno consistente, ma agguerrita. Ed è in larga misura fatta da esponenti della vecchia guardia, quelli che c’erano anche prima di Bettollini ed erano a fianco di Ceccobao, per non andare ancora più indietro. E Ceccobao è stato senza dubbio un uomo solo al comando più di Bettollini.

Lo abbiamo già scritto nei giorni scorsi: più che un tentativo del gruppo dirigente Pd di cambiare strategia politica o forma-partito (anche nel rapporto con l’amministrazione), rispetto all’era Bettollini, questa “conta” sembra più che altro un tentativo di rivincita dell’ancieme regìme nei confronti del “rottamatore” che è anche un corpo estraneo rispetto a quel mondo…  Non è questione di spostare più a sinistra o al centro l’asse del Pd e dell’amministrazione, la battaglia non riguarda nemmeno le possibili alleanze. La questione ormai è di… pelle. Nel Pd chiusino è in atto una resa dei conti dolorosa, ma giocata più sul piano umano e personale che sul piano politico. La ricucitura potrà anche avvenire, ma non sarà semplice…

Al di là delle intenzioni reali della segretaria Cardaioli, che magari erano altre in partenza, questo è ciò che emerge e trabocca dalla pentola in ebollizione…

L’ultima tappa del giro di consultazioni sarà quella del circolo di Macciano. Gli iscritti sono una decina, non di più. Numeri piccoli. Sarà come quelle cronometro di 30 km piazzate a fine Tour…

m.l.

 

NELLA FOTO: Bettollini davanti ai seggi elettorali per le regionali. Sarà lui il candidato del centro sinistra alle comunali?  La partita è ancora aperta.

 

 

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