CHIUSI, BETTOLLINI ASPETTA LA VERIFICA DI MAGGIORANZA. IL PD PRENDE ATTO DEL SUO ADDIO AL PARTITO SENZA PROVARE A RICUCIRE… IL SINDACO PENSA AD UNA LISTA CIVICA TUTTA SUA?

lunedì 17th, agosto 2020 / 12:55
CHIUSI, BETTOLLINI ASPETTA LA VERIFICA DI MAGGIORANZA. IL PD PRENDE ATTO DEL SUO ADDIO AL PARTITO SENZA PROVARE A RICUCIRE… IL SINDACO PENSA AD UNA LISTA CIVICA TUTTA SUA?
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CHIUSI – La verifica di maggioranza, per capire se il sindaco Bettollini, ora che è uscito dal Pd, una maggioranza in consiglio comunale ce l’ha ancora oppure no, non c’è stata. Ma è ferragosto. E’ tempo di ferie. E le ferie in Italia sono un rito sacro dai tempi di Augusto imperatore di Roma…

Probabilmente ci sarà a fine mese, o al massimo i primi di settembre. Il sindaco continua a fare il sindaco: aggiorna via social sul covid, ringrazia tutti per il successo del festival Orizzonti, annuncia il “piano di lavoro” per poter riaprire le scuole in sicurezza, secondo le norme antipandemia… Nei post che pubblica su facebook si avverte una vena di amarezza per “il cambio di strada politica” a cui si è trovato costretto. Ma anche questo ci sta. Perché quel cambio, quell’addio al partito che lo ha candidato ed eletto e che lui ha difeso fino alla serata -incontro con gli amministratori alla festa del Pd chiusino, il 29 luglio, cambia il suo scenario personale, ma anche quello della città. E tutto ciò avviene in un clima surreale. Di estrema freddezza, nonostante fuori il termometro segni 40 gradi…

Il Pd ha fissato per giovedì prossimo 20 agosto, a Macciano, l’assemblea degli iscritti. Con due punti all’ordine del giorno: punto 1) elezioni regionali; punto 2) presa d’atto dimissioni del sindaco dal Pd. Cioè il partito di maggioranza dà priorità all’appuntamento elettorale e poi “prende atto” delle dimissioni dal partito del primo cittadino. E “presa d’atto” è come dire, ratifica. Come se si trattasse di dimissioni per ragioni personali. O problemi insormontabili. Neanche un tentativo – magari di facciata – per provare una ricucitura dello strappo; nessuno del gruppo dirigente che si sia esposto con un “dai Juri ripensaci!”. Oppure con un più laconico : “parliamone”. Presa d’atto e stop. Come se il Pd non aspettasse altro e non vedesse l’ora di togliersi Bettollini dai piedi. Lo ha fatto da solo, tanto meglio. Il partito ne prende atto e va avanti. Ma va avanti? questo adesso è il nodo.

E le regionali del 20 e 21 settembre da cartina di tornasole e occasione di confronto, anche interno, possono trasformarsi in un incubo. Se va male, ma anche se va bene a Giani, ma non va benissimo in provincia di Siena salta tutto il gruppo dirigente senese, a partire dal segretario Valenti (colui che di fatto ha detto a Bettollini che nel Pd non era gradito).

Ma intanto il Pd, ha già perso il comune di Chiusi. Il sindaco di Chiusi non è più del Pd. E Bettollini, da capofila dei sindaci Pd (in quanto quello eletto da più tempo e, diciamolo, anche il più “attivo” dal punto di vista mediatico), va ad ingrossare la pattuglia dei sindaci NON Pd della zona. Che non sono pochi: Chianciano, Piancastagnaio e Pienza sul versante senese, Città della Pieve, Tuoro, Fabro, Orvieto, sul versante umbro…

Qualche giorno fa, dopo l’annuncio del sindaco del suo addio al Pd, ci chiedevamo se il Pd di Chiusi fosse più forte o più debole senza Bettollini. Bene, oggi pensiamo che sia decisamente più debole. Perché una fetta di Pd (iscritti) e una fetta di elettorato Pd sta con il sindaco. E potrebbe seguirlo e votare lui, non il candidato Pd, se Bettolini decidesse di presentarsi con una propria lista.

Non solo: il Pd non ha alleati. Il Psi è una presenza aleatoria. Italia Viva è alleata con il Pd alle regionali, ma alle comunali non è detto. E poi Scaramelli, che è tipo scaltro, per fare la stampella sparerebbe un prezzo alto e forse non vorrebbe fare solo la stampella. Per il resto il Pd a Chiusi, adesso che è debettollinizzato, potrebbe forse pensare ad un recupero dei Podemos o di una parte di essi, ma così come il Pd anche quell’area lì non è più la stessa di 5 anni fa… Alle Europee la sinistra a sinistra del Pd è rimasta sotto ai 200 voti (alle comunali Possiamo ne prese più di 600). A Chiusi alle ultime elezioni (le Europee) il Pd si è fermato a 1.629 voti (40%). Alle comunali incidono altre dinamiche, ma non sono i numeri di un tempo. Non possono far stare tranquilli.

La destra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) non ha una presenza locale strutturata e visibile, ma ha un plafond fisiologico di almeno 1.300 voti (alle europee 1.439). Il divario è poco.

I 5 Stelle, sempre alle europee si fermarono a 497  voti (13%). Adesso sono un po’ evaporati, in parte sono stati fagocitati dalla Lega, ma anche i voti grillini sono comunque voti di “opposizione”, difficile pensare ad un accordo locale con il Pd, anche se il Movimento con il voto sulla piattaforma Rousseau ha dato il via libera a possibili alleanze. Quindi la somma dei voti contro il Pd a Chiusi è già oggi maggioranza. E che qualcuno dei “contras” possa alla fine accordarsi con il Pd è ipotesi alquanto labile e più aleatoria della presenza del Psi.

Se poi spuntasse pure una lista Bettollini, la vittoria se la giocherebbero probabilmente la destra e Bettollini, non il Pd. Anche il sindaco non potrebbe sperare nel sostegno di qualche partito, li ha avuti sempre tutti contro, alcuni in modo viscerale, ma rispetto al Pd potrebbe giocare in campo più aperto, in maniera più trasversale e, pur mantenendo la barra a sinistra, senza troppe etichette, pescando in vari ambienti, da quelli imprenditoriali, a quelli della cultura, dell’associazionismo… Una sorta di “lista dei responsabili” per dare continuità al lavoro fin qui fatto. Non sappiamo se il sindaco ci stia seriamente pensando. Di sicuro c’è chi lo sta incitando a farlo.

Il Pd, insomma si è infilato in un bel ginepraio e per uscirne dovrà sudare parecchio. Se la verifica di maggioranza il Pd la rinvierà ancora, magari a dopo le regionali, Bettollini potrebbe anche prendere il toro per le corna e chiederla lui, direttamente in consiglio comunale, appena possibile. I consiglieri Pd sono 7, uno è del Psi. Tre (Lanari, Micheletti, Marchini) fanno parte della giunta. Di fronte ad una richiesta di fiducia da parte del sindaco per andare avanti fino alla fine della legislatura, è ipotizzabile un voto contro? E di chi?

Con una mossa del genere Bettollini metterebbe tutti, gruppo consiliare e pd, con le spalle al muro. Non è un mistero che lo stesso Bettollini sia intenzionato a sciogliere il nodo solo in consiglio comunale, in diretta streaming, senza incontri o trattative nelle segrete stanze.  Certo, adesso Bettollini deve fare il sindaco senza più un partito alle spalle (ma la differenza è solo formale, perché non lo ha mai avuto, neanche prima, su queste colonne lo avremo scritto 65 volte), il Pd invece non ha più il sindaco di Chiusi e qui la differenza invece è sostanziale.

m.l.

 

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