CHIUSI, STASERA E MERCOLEDI’ LA CONTA ALL’INTERNO DEL PD. SCARAMELLI HA PORTATO VIA POCO O NIENTE… I DOLORI DEL GIOVANE JURI

lunedì 11th, novembre 2019 / 19:05
CHIUSI, STASERA E MERCOLEDI’ LA CONTA ALL’INTERNO DEL PD. SCARAMELLI HA PORTATO VIA POCO O NIENTE… I DOLORI DEL GIOVANE JURI
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IN PROVINCIA DI SIENA IN 200 FIRMANO UN APPELLO PER RESTARE NEL PARTITO E RILANCIARLO. MOLTI I SINDACI TRA I FIRMATARI
– Sta per scadere il mandato conferito dal Pd al sindaco Bettollini per verificare se anche nel gruppo consiliare ci sarà la diaspora dei renziani verso Italia Viva e in che misura.
Lunedì scorso all’assemblea degli iscritti Bettollini si prese 10 giorni di tempo. Ma la verifica sullo stato della maggioranza ci sarà questa sera. Poi Mercoledì nuova assemblea plenaria, per tirare le somme. Poco trapela ovviamente, la questione è delicata.
Ma quella che sembrava una vera e propria “voragine” sembra via via ridimensionarsi alle dimensioni di una pozzanghera. Qualcuno ci ha ripensato o ci sta ripensando. O forse era più un tuono che una valanga…
Stefano Scaramelli per ora si è portato dietro poco, quasi nulla: il segretario dell’Unione Comunale Cimarelli, che però negli ultimi due anni,  cioè da quando è segretario, nessuno ha mai visto né sentito. Poi il segretario di Chiusi città Davide Canini, che era appena entrato nella prima squadra dalla formazione primavera e anche di lui pochissime tracce. Infine l’ex segretaria prima di Cimarelli, ed ex capogruppo Pamela Fatichenti che da tempo non abita più nemmeno a Chiusi. Altra “meteorina” passata senza che nessuno se ne accorgesse. Per il resto di ufficiale niente.
Domani o dopo mercoledì ne sapremo di più. Anche qualche consigliere comunale sembrava aver mostrato l’intenzione di seguire Renzi e Scaramelli, ma ad oggi nessuna conferma ufficiale. Nè dimissioni presentate. Se l’obiettivo era svuotare il Pd, sembra per ora un obiettivo fallito.
E’ atteso ovviamente anche un pronunciamento chiaro da parte del sindaco Bettollini, che fino a qualche settimana fa sembrava saldissimo nella convinzione di rilanciare il Pd – lo fece anche in occasione del comizio di Zingaretti a Città della Pieve, prima delle elezioni regionali umbre – ma che adesso sembra più titubante, forse perché ha avuto paura di rimanere da solo o con pochissimi seguaci e fedelissimi… E anche perché stressato dalla vicenda Acea. Sembra nella situazione del giovane Werther di Goethe…
Chiaro che se Bettollini dovesse lasciare il Pd, si aprirebbe davvero una voragine che farebbe saltare il banco. Se dovesse passare a Italia Viva, per esempio, dovrebbe dimettersi da sindaco. Come potrebbe continuare a farlo, essendo stato eletto con il Pd?
Non solo, ma Bettollini con una mossa del genere, spiazzerebbe molti dei suoi sostenitori e si rimangerebbe in un baleno, gran parte del credito che si è conquistato in questi 4 anni. 
Se dovesse costringere il Comune ad un nuovo periodo di “reggenza” e a nuove elezioni anticipate, finirebbe per essere assimilato a Scaramelli e Ceccobao che anteposero i propri interessi e la propria carriera al mandato ricevuto dagli elettori, cosa che Bettolini ha sempre detto che non avrebbe mai fatto. E le elezioni anticipate il Pd le perderebbe, probabilmente a vantaggio della Lega che a Chiusi non ha presenza, né radicamento, ma è il partito di Salvini, che ha già un migliaio di voti sicuri e sarebbe l’unica alternativa, perché altre non se ne vedono.
Probabilmente Bettollini non lo farà, resterà al suo posto e nel Pd, farà la sua battaglia per le regionali, magari a sostegno di Vincenzo Ceccarelli (endorsement già dichiarato peraltro nelle settimane scorse) e per il rilancio del partito. Perché al contrario i rischi di una implosione generale sarebbero devastanti. Per il Pd, per il centro sinistra e per la sua stessa persona.
Vedremo. Intanto da Siena, il segretario provinciale del Pd Andrea Valenti ha diffuso un appello a rimanere nel Pd per rilanciarlo, firmato in meno di un giorno, da oltre 200 tra sindaci, assessori, consiglieri comunali, segretari, dirigenti locali e semplici iscritti e militanti. Di Chiusi ci sono solo Micheletti, Fiorella Fanciulli, Paolo Giglioni e Mauro Culicchi per ora, ma è un presidio, in attesa delle due riunioni di questa sere e mercoledì. Altri si aggiungeranno. Sara Marchini, Simone Agostinelli di sicuro. Ma non saranno i soli.

Tra i firmatari troviamooltre allo stessoValenti, molti nomi noti in Valdichiana come Sirio Bussolotti, Silvana Micheli, Stefano Paolucci, il sindaco di Sarteano Francesco Landi, di San Casciano Agnese Carletti, di Cetona Roberto Cottini, poi il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini, il presidente della Provincia Silvio Franceschelli, il consigliere regionale Simone Bezzini, la deputata Susanna Cenni, l’ex presidente della Provincia e sindaco di Rapolano Sandro Starnini, il sindaco di Sinalunga Edo Zacchei e quello di Torrita Giacomo Grazi, di Trequanda Claudio Machetti, Stefania Lio, capogruppo a Pienza, poi Fabio Di Meo, Andrea Biagianti, Marcello Fallarino, Mattia Nocchi, Rosanna Pugnalini, Alberto Millacci, Mirko Del Buono, Paolo Bucelli, Giacomo Serini…

Il testo dell’appello è questo:
“RESTIAMO NEL PARTITO DEMOCRATICO, PER RILANCIARLO
Il Partito Democratico è la nostra casa, una casa che abbiamo costruito insieme 12 anni fa per cambiare la politica italiana e metterci al servizio del nostro paese. La casa dei riformisti del centrosinistra italiano è questa, fuori dal PD ci sono solo velleità individualistiche e salti nel buio che indeboliscono il PD e, di conseguenza, aiutano la destra. In un momento complicato dividersi non serve, disorienta il nostro popolo e ci indebolisce. Le scissioni sono sempre sbagliate, anzitutto per chi le fa.
Noi siamo nel Partito Democratico con orgoglio e determinazione, per contribuire alla sua crescita e per rilanciarlo. Orgoglio, perché il PD in provincia di Siena è fatto di tanti amministratori, militanti e iscritti che ogni giorno si prendono cura, in modo disinteressato, delle proprie comunità. Determinazione, perché siamo consapevoli che il PD vada cambiato, il nostro progetto politico può e deve essere rilanciato e per farlo serve l’aiuto di tutte e tutti. Noi ci siamo”.
Insomma uno zoccolo da cui ripartire il Pd ce l’ha ancora. C’è un po’ di vecchia guardia, ma anche molta gioventù. E buona parte di quella generazione di 40enni che si sono avvicinati negli anni del renzismo, ma nel renzismo stavano un po’ stretti o un po’ fuori contesto. Sembra un rilancio anche identitario. Quasi di orgoglio. Il fatto che i sindaci abbiano aderito praticamene in massa, è anche quello un segnale inequivocabile. Anche a Bettollini, che ha preso tempo, ma non è l’ultimo della fila.
m.l.
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