CHIUSI: E’ MORTO VASCO NASORRI, SCULTORE.

venerdì 27th, settembre 2019 / 15:40
CHIUSI: E’ MORTO VASCO NASORRI, SCULTORE.
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CHIUSI – Questa notte è morto Vasco Nasorri, ceramista e scultore. Un artista. Forse il migliore, degli artisti locali. Aveva 79 anni e da tempo una malattia degenerativa lo aveva portato lontano, su altre praterie…  Un calvario come quello dei suoi “cristi in croce”, che ha inchiodato lui stesso e i suoi familiari ad una condizione di vita che vita non è.  Il Calvario è finito. E adesso anche Vasco Nasorri viaggia lassù in quel mondo esterno che tante volte ha rappresentato con le sue opere, da laico credente. Viaggerà nel mondo dei più come quel suo straordinario Ulisse, rematore solitario alla ricerca della sua Itaca.

Vasco faceva parte di quella covata di artisti che uscì dalla scuola di ceramica che  Don Manfredo Coltellini aveva impiantato a Chiusi negli anni ’50 e primi ’60. C’erano con lui Giovanni Stefani di Cetona, oggi pittore affermato, Carlo Paggetti, ceramista, pittore e scultore anche lui, Fernando Foderini e Gianfranco Rocchi, ceramisti di grande valore…

Di opere di Vasco Nasorri  visibili a Chiusi ce ne sono diverse: il monumento alle vittime del fascismo in largo Giulio Cacioli a Chiusi città; il gruppo bronzeo che campeggia sopra l’ingresso della filiale Bcc Valdichiana a Chiusi Scalo. Un altro grande gruppo bronzeo, raffigurante la vicenda di Santa Mustiola non ha mai trovato collocazione né in Duomo, né altrove. E questo è un buco nero che Nasorri certamente non meritava. Un’opera grandiosa di Nasorri è anche il “sagrato” del santuario delle Beatitudini in Galilea.

Ma l’opera di Vasco Nasorri sta anche nei suoi bozzetti, nelle ceramiche, nelle statuette, nei disegni a carboncino (ce ne regalò uno nel 1991 per celebrare l’8 marzo, festa della donna), tutto materiale che il figlio Simone che da qualche anno  sta portando avanti  la tradizione di famiglia con un atelier che si chiama non a caso “Spazio Ulisse” nel centro storico di Chiusi Città, ha mantenuto e manterrà  a futura memoria. Utilizzando lo Spazio Ulisse per mostre ed eventi sulle arti figurative. Il modo migliore per dire a Vasco che il suo lavoro non è stato né inutile, né vacuo.

Chiusi perde un cittadino illustre. Una figura schiva, ma di grandi qualità artistiche e umane. Perde uno scultore che ha reso contemporanei, quasi di avanguardia i cristi e le madonne del ‘300, rimodellandoli secondo il suo punto di vista, che come dicevamo, è sempre stato quello di un uomo di frontiera, tra spiritualità e fede profonda (tutt’altra cosa dal bigottismo) e il pensiero laico, progressista, illuminista. Addirittura comunista sui generis. Perché Vasco Nasorri era di famiglia contadina e progressista, radicata fortemente nella realtà di Chiusi e della sua terra. Scelse la strada della ceramica, perché in quel momento, poco dopo la guerra, con le case di Chiusi ancora lesionate dalle cannonate, la scuola di Don Manfredo forniva anche una opportunità di crearsi un lavoro, nell’artigianato. Ma anche perché la ceramica si fa con la creta delle colline che si impasta con l’acqua e si cuoce nei forni come il pane… Perché la ceramica è materia viva. E’ radici.

Dalla ceramica al bronzo, poi è questione di evoluzione… di lavorazione e trasformazione produttiva, di messa in pratica di un’idea abbozzata ed elaborata sulla creta. E poi cotta al forno e diventata rossastra, come i mattoni delle case.

Vasco Nasorri in tutto ciò è stato un maestro. Un chiusino autentico anche quando ha lavorato alle sue sculture a Roma o in Israele…

Adesso che se ne è andato, siamo convinti che se avesse potuto avere percezione della condizione in cui era negli ultimi anni, avrebbe preferito andarsene anche prima, perché una vita che non è vita, non vale la pena di essere vissuta, soprattutto quando prima hai fatto cose rilevanti. Ecco, il nostro amico e maestro Vasco Nasorri non lo incontreremo più. Ma le sue opere restano. Gli artisti, come gli eroi, son tutti giovani e belli e non muoiono mai. Ciao Vasco, buon vento. Salutaci Ulisse.

m.l. 

 

 

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