CAMBIO DELLA GUARDIA AL LARS ROCK FEST, MAREK LUKASIK NUOVO DIRETTORE ARTISTICO

lunedì 24th, settembre 2018 / 18:04
CAMBIO DELLA GUARDIA AL LARS ROCK FEST, MAREK LUKASIK NUOVO DIRETTORE ARTISTICO
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CHIUSI – Poco più di due mesi dopo l’ultima edizione il Lars Rock Fest di Chiusi cambia “manico”. Alessandro Sambucari lascia la direzione artistica della manifestazione, un po’ per motivi personali e di lavoro, un po’ per lasciare spazio ad altre sensibilità, dopo 7 anni. Un “settennato” che ha visto crescere il Lars sotto ogni punto di vista, da quello della qualità della proposta musicale, all’organizzazione, al pubblico che è cresciuto con una progressione costante. Adesso il festival rock chiusino, pur rimanendo una kermesse di nicchia, ha una sua identità e un’audience nazionale e mediatica rilevante. Anzi per un certo tipo di proposta  ovvero il post punk britannico e le nuove frontiere del rock elettronico si configura da qualche anno come un’occasione tra le più importanti e ghiotte di tutta la penisola. C

Al posto di Sambucari che ha fatto un ottimo lavoro, con un budget non certo stratosferico, arriva Marek Lukasik, 34 anni, origini polacche, ma residenza umbra, già nel giro del Lars e nello staff di Sambucari da tempo. Una scelta dunque di continuità e in qualche modo “interna” all’ambiente e all’associazione GEC che sovrintende al festival. Non si tratta dunque di un terremoto o di un “cambio di linea” come avvenne nel 2017 per il festival Orizzonti con il passaggio dalla gestione Cigni a quella del compianto Roberto Carloncelli, ma di un avvicendamento più lineare, senza troppe scosse. Lo stesso Alessandro Sambucari rimarrà a dare una mano, con altre mansioni.

Vedremo più avanti se Lukasik continuerà sulla medesima linea di Sambucari e sullo stesso filone musicale.  Attualmente il Lars Rock Fest è la manifestazione culturale di massa più rilevante nell’arco dell’anno a Chiusi.  Quella che richiama più pubblico e attira più attenzioni mediatiche, da parte delle testate più o meno specialistiche, tra i festival rock del territorio, ormai solo quello di Acquaviva, che però ha 21 anni di vita, gli superiore. Gli altri sono stati tutti raggiunti o superati. Sarebbe un peccato cambiarne i connotati e disperderne il “valore aggiunto” conquistato in questi anni. Ma questo il neo direttore Lukasik lo sa.  Qualche aggiustamento potrà, naturalmente essere apportato. A nostro avviso per esempio, una sezione o un evento, o una serata non necessariamente inserita nelle tre serate canoniche, ma anche prima o dopo il festival, dedicata al rock e i suoi fratelli di produzione locale, autoctona,  non ci starebbe male. Servirebbe a radicare il festival, ad alimentare il “movimento” e creare attenzione anche da parte del pubblico generico del posto, spesso un po’ distratto o poco avvezzo alle sonorità stridenti e acide del post punk britannico o al vento musicale che arriva da oltreoceano.

Ci auguriamo anche che il cambio della guardia alla direzione artistica non sia preludio ad un taglio al budget (il sindaco e presidente della Fondazione Orizzonti, nel salutare il nuovo direttore non ne ha fatto cenno) e che la manifestazione possa continuare a crescere. In bocca al lupo a Marek Lukasik e ai suoi compagni di avventura.

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