CHIUSI SCALO: E’ SPARITA LA CONCA DEI RUZZI. APPELLO DEL PARROCO DON ANTONIO. UNA BRAVATA O UNO SCHERZO COME QUELLI DEGLI ANNI ’80?

lunedì 27th, agosto 2018 / 16:30
CHIUSI SCALO: E’ SPARITA LA CONCA DEI RUZZI. APPELLO DEL PARROCO DON ANTONIO. UNA BRAVATA O UNO SCHERZO COME QUELLI DEGLI ANNI ’80?
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CHIUSI SCALO – Allarme ai Ruzzi della Conca. Furto sacrilego (o quasi) nel ben mezzo della festa. E’ sparita la “Conca”. “Dopo la benedizione di venerdì sera, in apertura della festa, io l’ho custodita come sempre, ma sabato mattina la conca non c’era più”. Lo afferma Don Antonio Canestri in un video postato sulla pagina Fb del Comitato delle contrade. E lo stesso Don Antonio, deus ex machina dei Ruzzi, lancia un appello ai contradaioli a condividere il messaggio, sottolineando il valore simbolico e affettivo del trofeo…

“L’intero comitato è unito e solidale con le dichiarazioni rilasciate dal nostro Parroco. Questa sera prima della dichiarazione del vincitore della gara Tamburini/Sbandieratori comunicheremo eventuali risvolti riguardo le denunce e indagini in corso”, così si legge sula pagina Fb del Comitato che spera, naturalmente nella riconsegna della Conca da parte di chi l’ha fatta sparire…

A preoccuparsi sarà soprattutto la contrada del Mar Nero che ieri ha conquistato l’accesso alla finale di domenica prossima e che se dovesse vincere, dopo 36 anni dall’ultima e unica vittoria, si troverebbe a ricevere una conca di riserva…

Chissà se si tratta di un furto vero o di una trovata, certo è che l’appello lo ha lanciato il prete e i preti non dicono bugie, perché è peccato. Magari qualche volta a fin di bene, ma raramente e bugie piccole piccole…

Certo è che Chiusi non è nuova a fatti del genere. A metà anni ’90 a Chiusi Città fu “rapita” e portata via la Lupa capitolina donata da Mussolini alla città nel ventennio. Da allora quella che allatta Romolo e Remo, sotto alla Torre campanaria non è che una copia, leggermente più piccola.

E anche ai Ruzzi della Conca non sono mancate negli anni situazioni tendenti a creare suspence, disorientamento o solo un po’ di confusione, per alzare i toni della festa. Nel 1984 una edizione straordinaria de L’Agorà (periodico che usciva a Chiusi e Città della Pieve) annunciava e pubblicava la mattina del sabato precedente la sfida del bracciale, una ordinanza del sindaco Peppicelli che bloccava la manifestazione. Motivo, le scommesse clandestine e una serie di illeciti sportivi sulla corsa del maiale, culminati con arresti e denunce nella notte… Una Radio locale (Radio Spot International) resse il sacco, rilanciando la notizia… Panico nella contrada del Sottogrottone che organizzava la festa in via Montegrappa (all’epoca la festa si svolgeva a rotazione, ogni anno in una contrada diversa), processione di contradaioli in Comune a protestare. Il sindaco stette a gioco…  Ovviamente era uno scherzo. Ma durò un po’ più del previsto.

L’anno dopo, 1985, dopo una feroce polemica del Partito Radicale contro il Palio di Siena e contro l’uso “violento” dei cavalli, anche al parroco di Chiusi Scalo, Don Vasco Della Lena, arrivò una lettera dei Radicali, con tanto di convocazione in un albergo di Chianciano, per una conferenza stampa contro l’uso dei maiali ai Ruzzi della Conca. Carta intestata del partito di Pannella, riferimenti al contestato Palio di Siena, e anche in quel caso telefonate a go-go e processione di dirigenti di contrada verso l’albergo indicato nella lettera, con l’albergatore esterrefatto costretto a rispondere e a spiegare che lui non c’entrava proprio niente e che non c’era nessuna conferenza stampa. Anzi, a molti rispose che era il 4 settembre e non il primo di aprile… Nonostante ciò il pomeriggio, alla sfilata in costume, alcuni contradaioli chiusini si presentarono con cartelli al collo contro il Partito Radicale e a difesa del diritto di far correre i maiali e anche poi di farli a porchetta.  Anche in quel caso ci fu chi “resse il sacco”, come il compianto Marco Agostinelli che faceva lo speaker dei Ruzzi e dal microfono in piazza soffiava sul fuoco, aizzando la folla contro “il partito del no” (che tra l’altro a lui, socialista, stava anche piuttosto simpatico). Volarono fischi e improperi all’indirizzo del povero Pannella, ignaro di tutto…

Scherzi, insomma per ravvivare l’ambiente. Per tenere alta la “tenzone” e per riderci un po’ su prendendosi poco sul serio. Lo fanno ogni tanto anche altrove. A Città della Pieve qualche anno fa ignoti rubarono il toro del terziere vincitore del Palio… Insomma roba da disfida paesana. Vedremo più avanti chi ha fatto sparire la Conca, se sia sparita davvero oppure no, se Don Antonio ha lanciato un appello serio o se ha semplicemente “retto la balla” per scaldare il clima e altri gli han dato man forte…

Ci sta tutto. Perché a Chiusi Scalo è festa e la festa è anche una sfida che ha bisogno di sale e pepe, perché purtroppo altri ingredienti, come la bellezza del luogo o il richiamo a tradizioni secolari, non li ha e la bravura degli atleti del Bracciale da sola non basta… Stavolta la sorpresa del Mar Nero in finale è già di per sé una novità rilevante, un elemento di curiosità in più… Adesso c’è anche la suspence per la conca sparita, per davvero o per finta.

m.l.

 

 

 

 

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