FRANA SULLA 146, I LAVORI AL VIA IL 5 MARZO. IL CONSIGLIERE PROVINCIALE NASORRI SPIEGA LA SITUAZIONE

venerdì 07th, febbraio 2014 / 10:25
FRANA SULLA 146, I LAVORI AL VIA IL 5 MARZO. IL CONSIGLIERE PROVINCIALE NASORRI SPIEGA LA SITUAZIONE
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CHIUSI – I lavori per la sistemazione della frana di Querce al Pino, sulla S.P. 146  saranno consegnati alla ditta appaltatrice il 5 marzo. Lo afferma il consigliere provinciale Marco Nasorri, ex capogruppo Pd, ora fuori dal partito. Ecco di seguito l’interventoi che Nasorri ha tenuto ieri in consiglio provinciale a Siena.

La consegna dei lavori per la sistemazione della frana lunga la strada 146 avverrà il prossimo 5 marzo. Speriamo, quindi, di terminare una vicenda che si protrae da un anno.

Purtroppo un nuovo smottamento, rende la situazione lungo la provinciale veramente difficile. Se, non saranno messe in campo iniziative e procedure straordinarie per trovare risorse e velocizzare l’iter burocratico dell’intervento. Esiste, infatti, il concreto rischio di ripetere la stessa situazione che abbiamo visto da un anno a questa parte. Se, qualcuno pensa che il problema sia spingere Bezzini o gli uffici provinciali a intervenire, vuol dire non aver capito la reale situazione che stiamo attraversando. Nel mare delle emergenze, occorre che provincia e tutti i comuni della zona facciano fronte unico con la regione, per ottenere risorse straordinarie e poter operare in somma urgenza.
In tutta l’annosa vicenda, ci saranno stati ovviamente dei limiti. Chi amministra deve assumersi le responsabilità e riconoscere errori nel proprio operato. Tuttavia, avendo, in questi mesi seguito e presentato in Consiglio tre interrogazioni e un ordine del giorno, approvato all’unanimità per sollecitare tutte le iniziative possibili a far partire celermente i lavori, devo riconoscere che c’è stata sempre la necessaria attenzione. In discussione non è la disponibilità di impegno del Presidente e della giunta. La realtà dice che la provincia non ha più risorse. Il fondo del barile è stato ormai raschiato più volte. Da una parte il maltempo ha flagellato l’intero territorio, creando continue emergenze. Dall’altra parte, si sono avuti solo tagli ai trasferimenti. Il Bilancio del 2009 era superiore i 140 milioni di euro, quello del 2013 è crollato a meno di 80 milioni. Fare le cose, anche le più essenziali, in queste condizioni è impossibile.
Purtroppo, non è solo un problema di soldi. Ugualmente complicato è dover affrontare situazioni emergenziali e straordinarie con leggi e strumenti ordinari, già per altro inefficaci nelle condizioni di normalità. Non è possibile che per anni, un ente pubblico abbia vincoli come il Patto di stabilità che impedisce di spendere quei pochi soldi, anche per le urgenze. Non è sopportabile che, dalla data di approvazione di un progetto, per ottemperare alle procedure burocratiche, prima di poter iniziare i lavori, debbano passare non meno di 6 mesi di tempo. E, pensare che per ripristinare la SP 146 è stata adottata una procedura semplificata.
A titolo esplicativo, ricordo che il 31 dicembre 2013 sono stati aggiudicati i lavori alla ditta vincitrice della gara. Tra verifiche documentali varie, richieste di certificazioni, notificazione a tutti i concorrenti dell’esito della gara, siamo arrivati al 28 gennaio per approvare la determina di aggiudicazione definitiva dell’intervento. E non finisce qui. Prima di poter firmare il relativo contratto con la ditta e iniziare i lavori, devono trascorrere altri 35 giorni, per consentire alle altre ditte concorrenti di poter effettuare eventuali ricorsi. Cosa, per altro non improbabile, poiché ricorrere non costa in pratica niente.
E’ possibile che non si comprenda che servono leggi snelle e chiare, che consentano di operare in tempi brevi e certi. Tutti dicono che occorre semplificare le norme sulle procedure di gare e sugli appalti, che bisogna migliorare le leggi che regolano la vita di istituzioni e cittadini. Le priorità però sono sempre altre.
Nella Commissione provinciale Assetto del Territorio, abbiamo affrontato più volte questi temi, avanzato proposte, attraverso documenti consiliari, fatto ciò che era nelle nostre disponibilità regolamentari per agevolare gli iter procedurali. Un impegno che mi sembra mortificante, per quanto appare essere stato inutile all’atto pratico.
In Italia si legifera di continuo e su tutto. Norme che si sommano ad altre norme. Siamo arrivati alla bellezza di quasi 250 mila leggi che si contraddicono, si accavallano, creando incertezze, enormi costi di gestione per i cittadini e le amministrazioni pubbliche.
Abbiamo un paese intero in emergenza per le continue calamità naturali, ma si discute solo di legge elettorale, dell’ennesima riforma del mercato del lavoro e, mentre la crisi crea disoccupazione, per mettere al lavoro un’impresa e risolvere un’urgenza sono necessari mesi e mesi e poi spesso i lavori eseguiti non vengono neanche pagati. Disapprovo coloro che in modo semplicistico smantellerebbero tutto. Questioni complesse non si possono ridurre a semplificazioni spicciole. Tuttavia, non è sopportabile discutere sempre e solo di cose che riguardano l’esercizio del potere a tutti i livelli e mai delle cose che servirebbero a far andare meglio il paese reale.
Marco Nasorri
Consigliere provinciale

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