Da Spineta a San Valentino

giovedì 13th, febbraio 2014 / 21:42
Da Spineta a San Valentino
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Riflessioni sulla “staffetta” in casa PD.

Chiusi – Il Premier Enrico Letta, il 7 Maggio 2013 all’Abbazia di Spineta, disse: “Fare spogliatoio”. Adesso il “Ciclone” Renzi ha portato via tutto, spogliatoio compreso. Del resto, il 7 Maggio, un’epoca fa, scrivevamo: “Il Governo Letta e l’Abbazia di Spineta. La storia e la leggenda dell’Abbazia e gli infausti presagi” (http://win.primapaginachiusi.it/Search_View.aspx?Articleid=2010&word=Spineta&ContentType).

Basta, infatti, visitare il sito www.abbaziadispineto.com e leggere alla voce storia la seguente frase: ” Un tempo, era un luogo impervio, quasi completamente coperto di rovi e “spinaie”, come si dice qui, all’estremo sud del territorio toscano; e la peculiarità del luogo preminentemente boschivo appare nell’antichissimo toponimo di Spineto, o Spineta o degli Spineti, derivante dalla pianta Spinum”.

Cofferati, all’epoca disse che il PD andava verso il suicidio. E’ indubbio che il Partito democratico, non ci fa mancare niente. Un partito che un anno fa ha “vinto” le elezioni, ed è di maggioranza relativa, ha fatto parlare di sé abbondantemente in questo anno, tra Primarie e quant’altro.

Cosa pensa il popolo PD? Sconcerto? Realismo? Delusione? Entusiasmo? Le prime reazioni alla “staffetta” tra Renzi a Letta, anche se alcuni pensano ad una “ pugnalata” del primo al secondo, sono contrastanti e riflettono le diverse anime del partito. Renzi novello Icaro? Vedremo.

Certo è che Letta, forse, non meritava, un simile trattamento, ma è la Politica. Anni fa un Ministro socialista la definì elegantemente “sangue e merda”. Eccoci qui. Sono passati decenni ma siamo sempre allo stesso punto. Quanti di noi hanno rivisto le scene delle “staffette” tra Prodi e D’Alema per rievocare un recente passato.

La domanda è se si possa giudicare un Governo che è durato poco più di un anno. Siamo tornati ai governicchi democristiani che duravano pochi mesi. Siamo tornati ai cambi di Presidente del Consiglio, di democristiane e dalemiana memoria. Passo indietro o in avanti? Il dibattito è aperto.

E’ altrettanto legittimo chiedersi quali sarebbero state le reazioni, se il tutto fosse successo a parti inverse, cioè dentro la compagine di centrodestra.

Certo è che “Matteo il conquistatore” riprendendo il titolo di un recente libro, non si ferma davanti a niente. Per buttarla in campanilismo un fiorentino ha fatto le scarpe ad un pisano. Le parole, i riti ed i commenti sono da Prima repubblica: “ Cambio di passo”, “rinnovo”, “ bisogno di ritrovare entusiasmo”, “palude” ecc. Almeno dal punto di vista del lessico politico, le cose non sembrano proprio cambiate.

E aleggia, di nuovo, la leggenda infausta di Spineta: “Sotto le pietre dell’antichissimo castello, una sacrilega contessa si aggira. Una furia infernale la tiene avvinta nei suoi artigli, la batte, la flagella ogni ora, notte e giorno. E nelle cupe notti di tempesta si ode un lamento di voce umana che mette nel cuore la tetra paura. E la terra sterile e nera non germoglia mai il sorriso di un fiore…”.

Dove porterà il Governo, il possibile futuro Premier Matteo Renzi, a fare spogliatoio? Certo è che a Renzi non manca il coraggio, la freschezza e forse anche l’incoscienza. Ma chi lo conosce bene dice che è sempre stato così. La speranza è che riesca davvero a mettere in pratica quello che dice. Riuscirà davvero ad uscire dalla palude? Solo il PD può esprimere davvero un cambiamento?

Andando oltre, le battute e le leggende, domani Letta salirà al Quirinale. Il giorno di San Valentino, il martire cristiano che fu decapitato il 14 Febbraio 273, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.

Letta è stato “decapitato” politicamente… ma a favore di chi? E di cosa?

David Busato

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