POLITICA E COMUNICAZIONE FANNO SPETTACOLO: A MONTE DEL LAGO VA IN SCENA IL FESTIVAL DELLE CORRISPONDENZE. LA CONTRO-TERRAZZA DI SAN CASCIANO…

POLITICA E COMUNICAZIONE FANNO SPETTACOLO: A MONTE DEL LAGO VA IN SCENA IL FESTIVAL DELLE CORRISPONDENZE. LA CONTRO-TERRAZZA DI SAN CASCIANO…
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Mentre a San Casciano Bagni dal mese di luglio si susseguono gli incontri de La Terrazza, con personaggi del mainstream politico cultural televisivo  (tra gli altri Veltroni, Lucia Goracci, Claudio Fava, Francesca Archibugi, Claudio Amendola, Massimo Giannini; Del Debbio e Belpietro hanno dato buca), sulle rive del Trasimeno, è in corso una iniziativa molto simile, diciamo pure speculare. Si tratta del Festival delle Corrispondenze, che si tiene nello splendido borgo di Monte del Lago, frazione di Magione. E’ cominciato il 28 agosto, con tre anteprime a Perugia e Castel Rigone, per proseguire poi, come accennato a Monte del Lago dal 1 a 6 settembre.

Un evento organizzato da Comune di Magione, Gal Trasimeno-Orvietano, associazione ricreativa Monte de Lago con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Fondazione Perugia, camera di Commercio, Università, Rai Umbria e qualche decina die qualche decina di sponsor). Sicuramente non era questo l’intento dei promotori, né del direttore artistico Massimo Arcangeli, ma di fatto il Festival delle Corrispondenze, soprattutto per chi vive nel territorio a cavallo fra Umbria e Toscana sembra effettivamente “una “Contro-Terrazza. Ovvero il contraltare alla rassegna sancascianese.

Qualche nome? Le tre anteprime hanno visto protagonisti Carlo Lucarelli, Marco Travaglio e Lucio Caracciolo. La prima giornata a Monte del Lago: Giovanni Minoli (giornalista, conduttore  e autore di trasmissioni e format tv he hanno fatto scuola come Mixer, La Storia siamo Noi, Quelli della Notte… ), Gino Castaldo (critico musicale e scrittore) e Paolo Crepet (sociologo). E tutti e tre non le hanno mandate a dire al sistema della comunicazione attuale. “Il politicamente corretto? Non lo conosco, lo odio da quando l’ho sentito nominare la prima volta, mai praticato” ha detto ad esempio Minoli che ha riservato frecciate piuttosto velenose ad alcuni colleghi, da Vespa a Fazio alla Fagnani, che è stata la sua segretaria e che con Belve “fa un varietà, non giornalismo”. Allo stesso modo Castaldo ha stroncato senza appello la musica e gli interpreti che vanno di moda adesso: “questi cantanti Trap li legherei ad una sedia e li costringerei ad ascoltare per ore Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd… che ha fatto ascoltare anche al pubblico presente, per rendere meglio l’idea. Idem Crepet sulla deriva di una società che ha perso pure l’anima…

La rassega prevede poi incontri (tre al giorno) con lo storico Giorgio Caravale, con la scrittrice Melania Mazzucco e con il direttore del Foglio Claudio Cerasa (che Minoli ha definito uno dei migliori, se non il miglio direttore di giornale  in circolazione). Poi una lectio magistralis di Alessandro Aresu sulla geopolitica, e una chiacchierata con il giornalista Filippo Ceccarelli (“Da De Gasperi a questi qua”), Roberto Mercadini… E ancora il filosofo Telmo Pievani, Anna Foa, Cathy La Torre e Adriana Pannitteri; Giacomo Panozzo; e Antonio Caprarica, storico corrispondente Rai… e ancora Tommaso Cerno, Beppe Severgnini, Edoardo Prati, Ottavia Piccolo, Mario Portanova caporedattore di Millennium, Aldo Grasso, Andrea Scanzi.

Anche il festival umbro si muove nel mondo della comunicazione mainstream, e prevede alcune presenze diciamo così “piuttosto paludate”, ma fra i protagonisti c’è pure una bella schiera di voci critiche, comunque non allineate e fuori dal coro sia sui temi della politica internazionale che su quelli di politica interna, di certo non in sintonia con il vento da minculpop che piace tanto al Governo Meloni. Vedi il caso Ranucci-Report. Su cui sempre Minoli ha commentato così: “per me Ranucci doveva essere lasciato al suo posto. Punto”.

Certo il parterre è nutrito, molti nomi sono noti, anzi notissimi e di richiamo. L’ingresso è gratuito e libero. Il borgo di Monte del Lago, forse il più suggestivo di tutto il Trasimeno, con viste mozzafiato, è una location d’eccezione, ma forse un po’ angusta per un evento del genere. La platea degli incontri rischia di essere insufficiente. Però il tramonto sul lago val bene una gita. Se poi c’è l’occasione di ascoltare riflessioni interessanti sul mondo d’oggi, quello reale e quello “virtuale” raccontato dai media, la gita vale doppio. 

Nel suo faccia a faccia con il direttore artistico Arcangeli, Minoli ha detto, fra le altre, due cose: 1) l’intervista perfetta è quella in cui l’intervistato deve essere messo nelle condizione di rispondere con un sì o con un no… 2) il modello ancora più efficace per inventare un programma televisivo è tutt’ora quello delle parabole del Vangelo…  Sulla prima sorge spontanea una domanda: e quanti sono oggi i politici o gli operatori capaci di rispondere con un sì o un no? Sulla seconda, non vorrà mica sottintendere Minoli che anche il vangelo in fondo in fondo è fiction?

m.l.

 

 

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