PARTONO OGGI I RUZZI DELLA CONCA. FESTA DOPPIA PER IL CENTENARIO DELLA CHIESA DI CHIUSI SCALO
CHIUSI SCALO – Comincia oggi la festa dei Ruzzi della Conca. Perché i Ruzzi sono una festa e non solo una sfida. Che però c’è, è inusuale, ma ha un suo perché e richiama un gioco popolarissimo fino ai primi anni del ‘900 che si giocava negli “sferisteri”. Spesso con un muraglione che serviva da sponda. Ce ne sono ancora anche in Valdichiana: a Torrita, a Sinalunga, a Chianciano… A Chiusi città, quello che oggi è il giardino del Prato (piazza Vittorio Veneto) era comunemente detto “il gioco del pallone”, che era la Palla al bracciale, non il calcio, ancora sconosciuto. E la disfida della palla al bracciale è ovviamente il clou della festa, il sale di tutta la kermesse. E’ il pane e il companatico, tutto il resto è contorno.
Dopo 41 anni di digiuno adesso nel Bracciale comanda la contrada del Mar Nero, la più piccola e la meno popolata, quella del quartiere dei ferrovieri (via Manzoni, Via Redi, via Raffaello Sanzio, via Meucci…) che porta i colori dell’Inter: nero e azzurro. Ha vinto nel 2023 e nel 2025, dopo il primo lontanissimo trionfo nel 1982. Anche quest’anno sarà la squadra da battere. E gli “interisti” hanno anche un motivo in più, come la Fiorentina di Grosso e Paratici. Un motivo che si chiama centenario. Il centenario della Chiesa di Chiusi Scalo dedicata a Santa Maria della Pace, che fu consacrata nel 1926 e che è il fulcro intorno al quale è nata la festa dei Ruzzi della Conca nel 1981. 
E’ lì che ogni anno viene benedetta la Conca ed è lì che si conclude, con la processione solenne dell’8 settembre, la manifestazione. E la chiesa di Chiusi Scalo è certamente territorio neutrale, ma si trova fisicamente nella contrada del Mar Nero, che quando ancora la festa si svolgeva a rotazione in una delle 5 contrade, utilizzava proprio il campetto parrocchiale sotto al campanile pendente. Sì perché la Chiesa di Chiusi Scalo, ha anche questa particolarità: il campanile che pende, visibilmente, come la torre di Pisa.
Nel 1926, quando fu costruita la chiesa a Chiusi Scalo nel quartiere Mar Nero c’erano solo i palazzi e il dormitorio dei ferrovieri. Ma lì di fronte c’era già l’Officina Mori (il palazzo con l’aquila, adesso “incartata” per morivi di sicurezza) e a Chiusi Scalo c’erano aziende importanti: una distilleria, un paio di pastifici, un cementificio, due fornaci, una fonderia, c’erano imprese di trasporto, distributori di benzina che all’epoca erano ancora rarissimi e c’era persino una concessionaria della Harley Davidson, che nemmeno Siena poteva vantare. Tutto ciò perché c’era la stazione ferroviaria. E un grande scalo merci. La crisi del ’29 spazzò via quasi tutto. Poi ci pensò la guerra, con il bombardamento del 21 novembre del ’43 che rase al suolo la stazione, a fare il resto…
La sfilata in costume dei Ruzzi della Conca rievoca proprio il periodo della nascita e della crescita di Chiusi Scalo, intorno alla sua stazione e alla sua parrocchia… E sotto questo aspetto è una rievocazione diversa da tutte le altre di stampo medieval-rinascimentale.
Si comincia oggi, dicevamo. Ed è l’edizione numero 45. Quando la festa nacque (anche per contrastare lo strapotere delle feste de l’Unità), pochi avrebbero scommesso su una tale longevità. Il villaggio della festa, è in Piazza XXVI giugno. Domenica 30 prima manche della Palla al Bracciale, domenica 6 settembre la finale. Nel mezzo Ruzzini per i bambini, bracciale femminile e per under 20, celebrazione dei 100 anni della parrocchia, intrattenimento serale con musica, ballo, e naturalmente ristorante, pub, e bistrot per aperitivi, ognuno gestito da una contrada diversa. Menù vario e ricco, molto attento alle tradizioni locali, con una novità rilevante: tutte le sere oltre a pici, oco arrosto, cinghiale, trippa e bistecche di chianina, sarà possibile degustare anche piatti di pesce di lago, che fanno parte della cultura materiale chiusina e che si trovano solo ai ristoranti sul lago: brustico, latterina e persico fritto, spaghetti alle uova di pesce e alla tinca… Per conoscere e vivere Chiusi, questi sono piatti da assaggiare, piatti che per secoli hanno sfamato i chiusini che lucci, persici, tinche e anguille li pescavano anche nei fossi di campagna, con il “forchettone”, dopo le piene.
Chiusi Scalo non è un luogo suggestivo come i centri storici medievali, è altra cosa, come la festa dei Ruzzi è altra cosa rispetto al Bravio, al Saracino, al Palio dei Terzieri. Tra l’altro è l’unica festa con disfida che si svolge in unica sede, con tutte le contrade che gestiscono ognuna qualcosa, ma in sostanza lavorano insieme. La rivalità c’è, ma è confinata nelle gare del Bracciale, che sono avvincenti e spettacolari. Il villaggio della festa è un po’ decentrato rispetto al cuore dello Scalo, e questo oggettivamente fa abbassare il pathos e la percezione del clima da palio. Ma… il ristorante è di buona qualità, il resto pure: i piatti proposti sono davvero un saporito richiamo alla tradizione più genuina che si è tramandata di generazione in generazione anche in un luogo diverso dagli altri, che 100 anni fa somigliava più a Dodge City che a Sarteano…
Nelle foto: la contrada del Mar Nero vittoriosa nel 2025 e, in basso, nel 2023.









Grazie per l’ interessante amarcord, fa sempre piacere rivivere ricordi dell’ infanzia. E intanto, nonostante i gufi, i ruzzi sono sempre là.
Per Giangiacomo Rossi.Non solo ” nonostante i gufi i ruzzi sono sempre là”,ma della famiglia dei gufi fanno parte anche gli allocchi,e che siano sempre là è un segnale poi poi mica tanto confortante- a parte logicamente gli amarcord- che sono di tutti in ogni campo.Ieri sera ero seduto su di una panchina e riflettevo sulla gente che mi passava di fronte e di come mi appariva.Una sensazione tutta personale ma anche oggettiva se si voglia. Parlavo della gente e della società che è concentrata in tali manifestazioni, soprattutto dei giovani ma anche degli anziani, muniti esteriormente di orecchini,tatuaggi,vestiti apparentemente(specialmente le donne giovani e ragazzine)in maniera succinta e che mettono in mostra le loro” facoltà” quasi ad esporre merce in vendita in un bancone ma anche anziani, famiglie intere che ballonzolano al suono di musica reggae e che con la birra in mano ed osservate dall’esterno non è che si faccia una grossa fatica ad intuire cosa passi loro per la mente o cosa non passi.Mi chiedevo infatti se questi giovani avessero un padre ed una madre che facciano capire criticamente (soprattutto alle ragazzine ma anche ai maschi ) aspetti valoriali sia di come si vestono ma anche di dove vadano ad aggregarsi e le loro compagnie .Vede Giangiacomo, ogni epoca ha avuto le proprie peculiarità che si sono riflesse in modi diversi sulla società ma non voglio con questo farne un dramma sociologico, dico solo che oggi il sistema dove siamo immersi tutti, porta una parte della società a ricercare forse delle aperture di cui se ne sente il bisogno ma perorando tali aperture come musica, spettacolo, ristorazione ed altro, non fanno altro che ubbidire sapientemente od incoscentemente a tutti quei dettami che inglobano la società di massa e che molte volte vengono scambiati per cultura e se dentro la testa hanno questo non possono averne altro a quell’età e questo è naturale.quindi non si scopre nulla che l’importante sia la formazione e di come uno venga educato a pensare. Ormai mi sembra chiaro che dove è arrivata la nostra società sempre più guidata da tali fenomeni, la persona diventa un automa ed a conferma di tutto questo ad un osservatore anche superficiale come il sottoscritto certi pensieri vengono alla mente,soprattutto perchè sono stato spettatore anche di tutti gli altri generi che venivano da prima ed anche da parecchio prima.Ci tengo a precisare- lungi da me fare il moralista perchè facimente in questi campi si viene scambiati per tali- anzi… La società è indubbiamente cambiata, si è globalizzata, si è integrata con certi valori o disvalori dei quali si fa portatrice, ma il fine ultimo è quello che è soggetta non a pulsioni di libertà individuali e collettive ma anche di altro genere che spesso impediscono ai cervelli più semplici ed anche più giovani di vedere oltre, a causa della non conoscenza ed anche della crisi delle famiglie ed anche la crisi della scuola che fa fatica a dare qualcosa di valoriale ai giovani.E chi manovra ed organizza certe cose non credo che lo faccia per un moto di crescita culturale o sia benefattore od altro, ma soprattutto perchè la gente non debba pensare ad altro e la società di oggi anche ad un semplice nostro sguardo ci dice che ci stanno riuscendo pienamente, perchè è molto più facile accettare e partecipare a manifestazini più leggere chè a cose che siano indirizzate verso altri lidi molto più reali che rispecchino bisogni reali delle persone.Ecco uno dei motivi per i quali chi si oppone concettualmente e certamente anche con tutti i limiti a certi andazzi – e non vuol dire criticare il divertimento e lo svago- ma viene scambiato per un gufo che critica solamente e nulla costruisca.Il fatto è che le redini di dove va la diligenza della socetà vengono sempre più prese e gestite da comparti che spesso parlano di politica e di aggregazione e di tematiche sociali ma in realtà dispiegano tutta la loro attività e tutta la loro forza organizzativa in fatti reali dove politicamente si costruisce spesso indifferenza, reattività, e soprattutto disinformazione, spesso al suono di balli e canti la gente convoglia al voto credendo che solo questo sia un fatto che testimoni la libertà.La rincorrono tutti la libertà, sembra che sia la cosa alla quale si tenda più di ogni altra cosa, ma poi non ci si chiede. ”libertà sì di certo ma per fare cosa? Sono per questo ”un gufo ?”. Forse si, ma perchè cerco di essere critico in qualche modo, fermo il fatto che i ”gufi” appartengono ad una larga famiglia dove all’interno ci sono anche gli allocchi come dicono in Toscana. E agli allocchi per catturarli basta far vedere loro delle luci ed oggi la nostra società purtroppo di sole luci è fornita e chi la guida le usa ma non a fine di benessere della gente ma a fine proprio e per assicurarsi la continuità del potere, i voti ed il fatto che la gente creda e pensi che siamo sul terreno giusto.Per i voti viene mobilitato un apparato incredibile, passati quei pochi giorno la politica ritorna a produrre quello che vediamo ma perchè la maggior parte del popolo ormai avvezzo da decenni a questo ”clima” è un popolo bue al quale si possa sottoporre tutto senza osservarne alcuna reattività, anzi spesso è proprio il popolo bue che critica e si scaglia contro chi critichi tale stato di cose. Ed ad un popolo narcotizzato si può sottoporre e presentare tutto ciò che si voglia ed incanalarlo a tal fine. E questo succede nei fatti. La marcia in detto campo è lenta ma inesorabile e può essere anche rappresentata nella famosa teoria della ”rana bollita” intorno alla quale anche io e lei abbiamo sempre discusso in questo giormale. Ecco, anche tali manifestazioni delle quali si parlava e dove si notava ciò che ho detto, secondo me rappresentano un piccolo ma importante tassello che forma tale andazzo.
Vorrei aggiungere un altra cosa a quanto detto sopra e dove molti credo saranno i contrari su come vedere tali problemi. Codesto di cui si parlava è il modo più inoffensivo e strisciante per raggiungere la non reattività delle persone e renderle inoffensive. Ma questo vale per ogni sitema, ma vale soprattutto per l’Italia perchè la natura di questo popolo è quella di accettare tutto o quasi le venga proposto, a cominciare per un esempio proprio spicciolo spicciolo sul rapporto con un oggetto divenuto di consumo di massa e cioè con i telefonini per poi passare a forme musicali che nulla hanno a che fare con la cultura italiana per la quale musica vengono esaltati talvolta e molto spesso i milioni di dischi venduti facendo inebriare i giovani (i media ce li mostrano ) riuniti in gruppi di decine di miglia di persone o più che ballano, si esaltano gridano sfogando così le loro ansie vitali. Se per il possesso di telefonini siamo il popolo che li possieda più di ogni altro qualche ragione in questo ci sarà credo. E non sono sempre tali ragioni plausibili perchè i bisogni cosiddetti indotti aprono nelle nostre menti degli squarci inauditi che evidenziano quale sia la psicologia di massa di un popolo e di come questo si ponga rispetto ai consumi,anche quelli più compulsivi. Un altra cosa che riguarda la psicologia di massa e l’abitudine ed all’indirizzo della sensibilizzazione umana verso gli animali dove spesso vi sono comportamenti umani incredibili ma che rischiano di divenire normali ed accettati da tutti o da una gran parte della gente perchè ritenuti normali.Mi sono divertito questa estate quando per sfuggire dala calura sono andato qualche giorno alla sommità del Monte Amiata.Mi sono divertito a contare i singoli o le coppie o le famiglie dove vi era un cane, e questo vi prego di serbare attenzione non per denigrare gli animali che anche io amo ma per dire che ho letteralmete contato in certe ore la quantità di gente accompagnata da cani.Qualcuno- spesso donne- parlava con il cane al gunzaglio- quaIcuno anche si faceva leccare il viso dal cane chiedendo ”cosa vuoi, dillo alla mamma”…Ecco, non esagero ma a certe ore il 20 percento di gente che mi passava davanti aveva il cane.Allora questo cosa è se non un bisogno di sfogare le proprie ansie e mitgarle con la presenza di un animale ? Da che mondo è mondo l’uomo si è circondato da animali ed ha vissuto con loro ma li ha trattati da animali, rispettati ed accuditi- ci mancherebbe altro- ma adesso il ”rincoglionimento dei cervelli” secondo me ha raggiunto livelli parossistici ed ancora continua,specailmente poi se guardiamo al confronto di come sono trattati all’interno di quesa nostra società mentre in altre societò umane gli stessi uomini, donne e bambini muiono di stenti..Allora questo cosa è se non un offuscanmento delle facoltà umane dovute a questa epoca nella quale sono cambiate anche drasticamente le ragioni delle priorità dei bisogni ? Intervistati dai media sono tutti al settimo cielo di fronte agli spettacoli che ci propone il sistema che ti fa vedere le ragioni e la quantità di uomini che sembrano fruire di una vita felice.E allora forse non basterebbe una riflessione da parte di chi la possa fare su cosa ti venga proposto dal sistema ? Non è forse questa una ”deviazione di genere politico” perchè oggi non siamo più abituati criticamente a vedercelo questo affinchè non si formino schiere che contestino tale sistema e che crescano con certi determinati principi ? In tutto questo lavoro che chiamerei oggi si dice ”un arma di distrazione di massa” non c’è forse dentro la motivazione di altri settori della società quali il settore economico, il settore etico e morale, il fattore religioso che in qualche forma accanto a tutto ed accompagnando il tutto si manifestano e guarda caso anche quest’ultimo è schierato per il mantenimento del sistema al di la dei discorsi che stà facendo anche per bocca delle sue massime autorità ? A giorni alterni critica le guerre, a giorni alterni dà ragione solo a certi settori delle guerre, critica giustamente situazioni e condizioni delle quali essendo troppo appariscenti dal punto di vista morale dello status delle popolazioni, non riesce a fare a meno di non criticare per non cadere nel campo opposto (Palestina ed Israele ).Lo si comprende bene tutto questo guardandolo.Questi si sono sempre mossi storicamente e schierati sempre dalla parte del più forte e cioè del potere costituito e quando si sono schierati dalla parte del più debole hanno durato poco (parlo dei vertici chiaramente ….) si pensi a Papa Luciani, all’arcivescovo Romero, Padre Ernesto Cardenal ed a tanti altri che rappresentavano la ” chiesa di rottura” che era schierata visibilmente dalla parte dei poveri ( ho davanti agli occhi il dito giudicatore di Papa Voytila alias Giovanni Paolo II quando sceso dall’aereo a Managua davanti a tutti i mass media mondiali gridò in faccia ad Ernesto Cardenal- allora ministro della cultura del Governo Sandinista- quella frase : ”resuelve tu situacion eclesial”, cioè ”bada alla tua situazione con la chiesa”.Difatti poco dopo proprio dalla chiesa fu Scomunicato a Divinis ed oggi nella cultura religiosa e politica degli italiani queste cose si sono letteralmente dimenticate che siano avvenute e la gente comune ha sempre convenuto con la partecipazione soprattutto anche emotiva sempre in quel punto, sostenendo ed oleando quella macchina dispensatrice di nebbia e non di certezze ma che fa parte integrante della propria storia,più che altro antica se si vada a ritroso nella storia ma anche attuale per la quale è sempre passata agli occhi dei più ed ancora oggi passa come una dispensatrice di speranza per i poveri. Queste sono le cose che i giovani dovrebbero aver presente, a cui dovrebbero interessarsi, dialogare, conoscere la storia che li riguarda ed anche senza rinunciare al divertimento cercare di vedere e capire i motivi per i quali li si inglobi di continuo in una macchina preparata per loro e sostenuta spesso anche da quei partiti ai quali la politica ha deciso di offrire le proprie istanze di voto affinchè come ho già detto sia i ricchi chè i poveri votino lo lo stesso partito.Ma non sembra tutto questo che faccia girare il meccanismo nel senso contrario al quale dovrebbe giustamente girare ? Il sovvertimento valoriale inizia proprio dalla cultura che i giovani tentano di esprimere ma vengono per questo incanalati proprio per renderli alla fine reattivi al cambiamento che fa sempre paura in ogni sistema costituito di questa terra ed oggi vi sono anche i poveri che plaudono a tutto questo.Lo hanno sempre fatto e giorni fa mi è capitato un filmato dove un giovane tuona contro tali poveri dicendo loro alla luce di quanto accade sia in italia sia nel mondo :”siete la zavorra del mondo”.Naturalmente lo si capisce bene che non tuona contro la loro condizione di poveri ma tuona contro il sistema organizzato che li ha resi in tale status.E allora occorre che si organizzino e trovino il modo guidati da persone idonee a ”sciogliere i cani”. Scommettiamo sin d’ora che troverebbero contrari tutti i maggiori potentati di questo mondo, incluso il comparto mediatico e quello religioso chè quello politico a suo dire dispensatore di ” democrazia” ?
In parte condivido, ma la sua digressione va ben oltre gli scopi del mio commento, e tutto sommato fa il paio con le critiche a certi post di Marco sulla musica rock.