PARTONO OGGI I RUZZI DELLA CONCA. FESTA DOPPIA PER IL CENTENARIO DELLA CHIESA DI CHIUSI SCALO

venerdì 28th, agosto 2026 / 12:19
PARTONO OGGI I RUZZI DELLA CONCA. FESTA DOPPIA PER IL CENTENARIO DELLA CHIESA DI CHIUSI SCALO
0 Flares 0 Flares ×

CHIUSI SCALO – Comincia oggi la festa dei Ruzzi della Conca. Perché i Ruzzi sono  una festa e non solo una sfida. Che però c’è, è inusuale, ma ha un suo perché e richiama un gioco popolarissimo fino ai primi anni del ‘900 che si giocava negli “sferisteri”. Spesso con un muraglione che serviva da sponda. Ce ne sono ancora anche in Valdichiana: a Torrita, a Sinalunga, a Chianciano… A Chiusi città, quello che oggi è il giardino del Prato (piazza Vittorio Veneto) era comunemente detto “il gioco del pallone”, che era la Palla al bracciale, non il calcio, ancora sconosciuto. E la disfida della palla al bracciale è ovviamente il clou della festa, il sale di tutta la kermesse. E’ il pane e il companatico, tutto il resto è contorno.

Dopo 41 anni di digiuno adesso nel Bracciale comanda la contrada del Mar Nero, la più piccola e la meno popolata, quella del quartiere dei ferrovieri (via Manzoni, Via Redi, via Raffaello Sanzio, via Meucci…) che porta i colori dell’Inter: nero e azzurro. Ha vinto nel 2023 e nel 2025, dopo il primo lontanissimo trionfo nel 1982. Anche quest’anno sarà la squadra da battere. E gli “interisti” hanno anche un motivo in più, come la Fiorentina di Grosso e Paratici. Un motivo che si chiama centenario. Il centenario della Chiesa di Chiusi Scalo dedicata a Santa Maria della Pace, che fu consacrata nel 1926 e che è il fulcro intorno al quale è nata la festa dei Ruzzi della Conca nel 1981. 

E’ lì che ogni anno viene benedetta la Conca ed è lì che si conclude, con la processione solenne dell’8 settembre, la manifestazione. E la chiesa di Chiusi Scalo è certamente territorio neutrale, ma si trova fisicamente nella contrada del Mar Nero, che quando ancora la festa si svolgeva a rotazione in una delle 5 contrade, utilizzava proprio il campetto parrocchiale sotto al campanile pendente. Sì perché la Chiesa di Chiusi Scalo, ha anche questa particolarità: il campanile che pende, visibilmente, come la torre di Pisa.

Nel 1926, quando fu costruita la chiesa a Chiusi Scalo nel quartiere Mar Nero c’erano solo i palazzi e il dormitorio dei ferrovieri. Ma lì di fronte c’era già l’Officina Mori (il palazzo con l’aquila, adesso “incartata” per morivi di sicurezza) e a Chiusi Scalo c’erano aziende importanti: una distilleria, un paio di pastifici, un cementificio, due fornaci, una fonderia, c’erano imprese di trasporto, distributori di benzina che all’epoca erano ancora rarissimi e c’era persino una concessionaria della Harley Davidson, che nemmeno Siena poteva vantare. Tutto ciò perché c’era la stazione ferroviaria. E un grande scalo merci. La crisi del ’29 spazzò via quasi tutto. Poi ci pensò la guerra, con il bombardamento del 21 novembre del ’43 che rase al suolo la stazione, a fare il resto…

La sfilata in costume dei Ruzzi della Conca rievoca proprio il periodo della nascita e della crescita di Chiusi Scalo, intorno alla sua stazione e alla sua parrocchia… E sotto questo aspetto è una rievocazione diversa da tutte le altre di stampo medieval-rinascimentale.

Si comincia oggi, dicevamo. Ed è l’edizione numero 45. Quando la festa nacque (anche per contrastare lo strapotere delle feste de l’Unità), pochi avrebbero scommesso su una tale longevità. Il villaggio della festa, è in Piazza XXVI giugno.  Domenica 30 prima manche della Palla al Bracciale, domenica 6 settembre la finale. Nel mezzo Ruzzini per i bambini, bracciale femminile e per under 20, celebrazione dei 100 anni della parrocchia, intrattenimento serale con musica, ballo, e naturalmente ristorante, pub, e bistrot per aperitivi, ognuno gestito da una contrada diversa. Menù vario e ricco, molto attento alle tradizioni locali, con una novità rilevante: tutte le sere oltre a pici, oco arrosto, cinghiale, trippa e bistecche di chianina, sarà possibile degustare anche piatti di pesce di lago, che fanno parte della cultura materiale chiusina e che si trovano solo ai ristoranti sul lago: brustico, latterina e persico fritto, spaghetti alle uova di pesce e alla tinca… Per conoscere e vivere Chiusi, questi sono piatti da assaggiare, piatti che per secoli hanno sfamato i chiusini che lucci, persici, tinche e anguille li pescavano anche nei fossi di campagna, con il “forchettone”,  dopo le piene.

Chiusi Scalo non è un luogo suggestivo come i centri storici medievali, è altra cosa, come la festa dei Ruzzi è altra cosa rispetto al Bravio, al Saracino, al Palio dei Terzieri. Tra l’altro è l’unica festa con disfida che si svolge in unica sede, con tutte le contrade che gestiscono ognuna qualcosa, ma in sostanza lavorano insieme. La rivalità c’è, ma è confinata nelle gare del Bracciale, che sono avvincenti e spettacolari. Il villaggio della festa è un po’ decentrato rispetto al cuore dello Scalo, e questo oggettivamente fa abbassare il pathos e la percezione del clima da palio. Ma… il ristorante è di buona qualità, il resto pure:  i piatti proposti sono davvero un saporito richiamo alla tradizione più genuina che si è tramandata di generazione in generazione anche in un luogo diverso dagli altri, che 100 anni fa somigliava più a Dodge City che a Sarteano…

Nelle foto: la contrada del Mar Nero vittoriosa nel 2025 e, in basso, nel 2023.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Mail YouTube