GARANTE PER L’INFANZIA: ALLA FINE SCARA LA SPUNTO’. UNA PAGINA DI POLITICA VECCHIA COME IL CUCCO

mercoledì 13th, maggio 2026 / 11:13
GARANTE PER L’INFANZIA: ALLA FINE SCARA LA SPUNTO’. UNA PAGINA DI POLITICA VECCHIA COME IL CUCCO
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FIRENZE – I bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze di tutta la Toscana e i genitori residenti nella regione che hanno figli da 0 a 18 anni esultano. Da oggi possono sentirsi tutti più tranquilli e rassicurati. Da ieri c’è chi vigila e sarà il “Garante per l’infanzia e l’adolescenza“. Il Consiglio regionale della Toscana ha infatti votato ed eletto per tale ruolo l’ex sindaco di Chiusi ed ex consigliere regionale Stefano Scaramelli.

Votazione a scrutinio segreto: 19 voti a favore, 15 a favore di altri candidati, 5 schede bianche. Quindi alla fine la partita è finita come doveva finire e Scaramelli l’ha spuntata. Anche contro il candidato proposto da Avs e M5S Luciano Trovato che ha ottenuto un solo voto. Mentre 14 li ha presi la candidata proposta dal centro destra Paolina Pistacchi.

L’ha avuta vinta Giani, costretto in una prima fase a fare marcia indietro e a salvarsi in corner, con l’escamotage del voto segreto su una rosa di nomi. Ma lui, la promessa a Scaramelli l’aveva fatta e in un certo senso il governatore si è dimostrato uomo di parola. Dimostrando due cose: 1) in politica le cambiali firmate, poi vanno pagate; 2) in questa politica gli impegni presi nei corridoi del palazzo valgono più di tutto il resto: il do ut des è la moneta corrente. Il resto sono chiacchiere

Scaramelli infatti si era messo a disposizione e alle regionali dell’autunno scorso fu proprio lui, in qualità di consigliere uscente, a consentire la presentazione della lista Giani-Casa Riformista, evitando la raccolta delle firme che sarebbe stata un ostacolo e una rottura di coglioni non da poco. Ci mise pure la faccia accettando la candidatura, sapendo che difficilmente stavolta sarebbe stato eletto, ma con la promessa di ricevere qualcosa in cambio, dopo.  La cambiale. Che Giani ha pagato. Sperando in un successivo do ut des, ovvero l’appoggio di Italia Viva, partito di Scaramelli, quando si candiderà a sindaco di Firenze.

Il Pd si è allineato senza battere ciglio. E a nulla sono valsi i malumori all’interno del partito, soprattutto nel senese, e la levata di scudi di una quarantina di associazioni del Terzo settore (Arci, Acli, Auser, perfino la Cgil…) che poi sono quelle che alle elezioni portano i voti. Giani ha voluto far capire che le cambiali si pagano, appunto e che lui “tira diritto” . Che la politica non può e non deve piegarsi alle proteste e sollevazioni popolari, né ai richiami alla necessità di avere, per certi ruoli, delle specifiche competenze. E ha anche voluto far capire che in Regione comanda lui. Non a caso è stato l’unico a parlare per la maggioranza nel dibattito di ieri sulla elezione del Garante per l’Infanzia, nel quale ha difeso la scelta e ha difeso pure Scaramelli: “Non è possibile che ci si debba vergognare di fare politica, stiamo parlando di una figura che ha sufficiente competenza e sensibilità politica per attivare tutte le figure necessarie per seguire questi temi”, ha  detto, lasciando intendere che per lui è sufficiente essere un politico navigato. E Scaramelli lo è.

Come abbiamo già scritto altre volte, è vero che per fare il ministro o l’assessore alla sanità non è necessario essere un primario ospedaliero, o per fare il ministro o l’assessore ai trasporti vere una laurea in ingegneria aerospaziale. Serve la capacità politica di relazionarsi, di trovare e attingere alle giuste competenze quando necessario, serve avere una visione, un’idea, un obiettivo…  Ma è anche vero che se uno che ha fatto 10 anni il consigliere regionale, sta un giro fermo non  muore nessuno. Tornare a lavorare in banca e non in fonderia non è una iattura. O una tragedia. Si può fare politica anche gratis. Volendo.

Con il voto di ieri in Consiglio Regionale la maggioranza che governa la Toscana ufficialmente ha scelto il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. In realtà ha dato a Stefano Scaramelli il contentino che gli era stato promesso, infischiandosene delle proteste, dei distinguo, dei malumori. Ha scritto una pagina di politica vecchia come il cucco. Ha anteposto il bilancino del do ut des, alla stessa compattezza del “campo largo” e ad una visione nuova, più larga, più avanzata del governo del territorio.  Siamo rimasti alla politica di una volta, al democristianismo portato all’ennesima potenza, che poi è un modo di far politica in cui Scaramelli e i renziani eccellono. Lì sì, sono dei campioni assoluti. Su come si fa ad accaparrarsi dei posticini al caldo e ben retribuiti potrebbero tenere corsi universitari.

Ora che Scara è sistemato, e sistemato in questo modo, però c’è un problema: chi ci andrà, ad Arezzo, a Prato e dove si voterà fra qualche giorno, e nei comuni dove le elezioni ci saranno la primavera prossima (tra cui anche Chiusi, Sarteano, Trequanda, Montalcino) a dire ai giovani che sono tornati in massa alle urne per il referendum che la politica si fa in questa maniera? E che con Scaramelli Garante per l’Infanzia i bambini e gli adolescenti toscani sono in una botte di ferro?

Conosciamo Stefano Scaramelli da quando era un ragazzino di parrocchia. Di parrocchia, non di sezione. Stavolta ci aspettavamo uno scatto d’orgoglio e di amor proprio: “pensate che non sia adeguato per fare il garante? pazienza, trovatene un altro… Io torno al mio lavoro, e a fare politica come tutti. Ho anche qualche idea per la mia città, per la Toscana… Ne vogliamo parlare?”. Invece niente. Si è abbarbicato a quella promessa di Giani, a quella cambialina da riscuotere. E’ rimasto lì in trincea ad aspettare che nonostante la bufera, la barchetta andasse in porto. Con sopra un compenso da 3.500 euro… Di idee nemmeno l’ombra. Speriamo ne abbia qualcuna su come tutelare e garantire i minori. Di sicuro sarà già lì che studia. E già ci sembra di vederlo in giro per asili, scuole elementari e medie, centri ricreativi, reparti pediatrici… Gli siamo sinceramente nel cuore. Sarà un duro lavoro. In bocca al lupo.

m.l.

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