CHIUSI, L’UNIONE ATEI E AGNOSTICI IMPONE LO STOP ALLE BENEDIZIONI PASQUALI NELLE SCUOLE. E’ POLEMICA. MA LA LAICITA’ DELLO STATO E’ UNA COSA SERIA

giovedì 26th, marzo 2026 / 10:42
CHIUSI, L’UNIONE ATEI E AGNOSTICI IMPONE LO STOP ALLE BENEDIZIONI PASQUALI NELLE SCUOLE. E’ POLEMICA. MA LA LAICITA’ DELLO STATO E’ UNA COSA SERIA
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CHIUSI  – La questione è esplosa già da qualche giorno ed ha portato la città di Chiusi agli onori o… disonori della cronaca. Nella cittadina etrusca  si sono precipitate anche troupes delle reti tv nazionali.  No, non è stata trovata la mitologica tomba del lucumone Porsenna. Nè si tratta di un caso di cronaca nera, come poteva far pensare l’arrivo anche degli inviati di Rete 4, che è la rete cui piace di più sfrucugliare nelle vicende che solleticano la pancia della gente…

Si tratta di tutt’altro. E’ successo che una associazione nazionale, l’UAAR, Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti, ha diffidato, con tanto di esposto firmato da un avvocato, il locale Istituto Comprensivo Graziano da Chiusi dal procedere, come tradizione, alle benedizioni pasquali nei plessi scolastici dall’asilo alle medie.  Consuetudine questa ormai consolidata e radicata. Ovviamente senza alcun obbligo o prescrizione per gli alunni o per gli insegnanti.

Solo che qualcuno, poco d’accordo, con questa “consuetudine”, ha allertato appunto l’UAAR.  La preside Daria Moscillo che aveva inizialmente comunicato, tramite circolare, gli orari e i giorni delle benedizioni nel mese di marzo, ha dovuto fare marcia indietro. Il Consiglio di Istituto infatti ha deciso di sospendere le benedizioni. “Tale decisione è stata assunta con dispiacere e con senso di responsabilità per preservare il clima sereno, collaborativo e rispettoso che da sempre caratterizza la comunità scolastica e il territorio di Chiusi”, hanno spiegato gli organi scolastici.

Da qui la sollevazione dei genitori. Che non hanno mancato di esternare il proprio disappunto, anche davanti alle telecamere delle Tv, rispondendo alle domande dei cronisti.

Anche il sindaco Gianluca Sonnini ha dovuto prendere capello sulla faccenda: “Ho seguito la vicenda confrontandomi sia con la dirigente sia con il parroco. Comprendo il dispiacere di molti genitori per una tradizione sentita, ma siamo di fronte a una situazione delicata che richiama il rispetto delle norme e delle responsabilità di chi è chiamato a decidere nell’ambito scolastico, anche alla luce della diffida ricevuta. Dispiace perché polemiche del genere in una comunità come la nostra non si sono mai verificate. Al di là della fede e delle sensibilità di ciascuno, resta fermo il principio della laicità della scuola che si basa sulla libertà religiosa e sul pluralismo confessionale garantito dalla nostra Costituzione”.

Che tradotto, significa: di fronte alla diffida e in nome della laicità della scuola è stato giusto sospendere le benedizioni.

Don Antonio Canestri, vicario generale della Diocesi di Montepulciano e parroco di Chiusi scalo, getta acqua sul fuoco e accetta la decisione: “Abbiamo sempre seguito la legge e le norme, soprattutto siamo sempre stati propositivi e inclusivi. Ci siamo confrontati col dirigente scolastico e il consiglio di istituto ha approvato all’unanimità un calendario di benedizioni come attività extracurricolare. Nessun obbligo. Se le norme sono cambiate, ne terremo conto per il futuro. Da parte nostra nessuna volontà di polemizzare”.

Diciamolo chiaramente, Chiusi poteva finire in Tv per cose più rilevanti: per il suo grandioso patrimonio archeologico, storico e anche religioso; per la particolare tradizione culinaria; per le cose che non vanno, come una stazione importante massacrata da decisioni prese dall’alto senza tener conto delle esigenze del territorio o come la processione di TIR che ogni giorno attraversa alcune strade del centro abitato per raggiungere una fabbrica che produce materiale ferroviario e potrebbe benissimo servirsi del treno e dei binari per movimentare ciò che produce…  E diciamo pure – lo diciamo anche noi, da laici – che la benedizione pasquale non fa male a nessuno e non impone niente a nessuno. E’ una cosa che fa parte della tradizione, della “cultura materiale” come – da queste parti – la colazione pasquale con l’uovo lesso la “ciaccia” al formaggio e il capocollo. Però la questione della “laicità della scuola” (che è cosa diversa dalla parità fra religioni) è una cosa seria e, a volte, anche tradizioni consolidate e apparentemente “innocue” possono comunque inficiarla, aggirando i dettami della Carta Costituzionale. E questo non va bene.

Troppe volte, anche a Chiusi si è assistito e si assiste ad una commistione fra sacro e profano. Qualche anno fa su queste colonne sollevammo il problema dei tabernacoli con immagini sacre piazzati in ogni posteggio e pure nelle rotatorie. Facemmo notare che secondo noi non sarebbe il caso che il sindaco (lo hanno fatto tutti, almeno da Ceccobao in poi) vada in processione con la fascia tricolore, tranne particolari occasioni…

E’ vero che anche i tabernacoli o il sindaco con la fascia dietro la madonna, così come il crocifisso nelle aule scolastiche o negli uffici pubblici non fanno male a nessuno, ma la “laicità dello Stato” imporrebbe una minore ingerenza della religione nella sfera pubblica. Poi certo, non è raro trovare in certi uffici pubblici il busto o la foto del Duce e quella è peggio, molto peggio, di una madonnina o del cristo in croce.

m.l.

 

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