REFERENDUM, IL NO VINCE CON IL 54%: LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA. MAZZATA NEI DENTI A GIORGIA MELONI E AL SUO GOVERNO

lunedì 23rd, marzo 2026 / 19:24
REFERENDUM, IL NO VINCE CON IL 54%: LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA. MAZZATA NEI DENTI A GIORGIA MELONI E AL SUO GOVERNO
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Che roba contessa! Nessun analista o sondaggista lo aveva previsto: quasi il 60% di affluenza alle urne e una vittoria del NO abbastanza schiacciante: 54%. Quasi 2 milioni di voti di distacco.  Quando è così c’è poco da dire. Per il Governo e la sua Riforma della Giustizia una debacle epocale. Una “dentata” di quelle che fanno male e lasciano il segno. Meloni & C. hanno provato a forzare la mano per blindare il potere dell’esecutivo e hanno ricevuto un forte e chiaro NO grazie. Il messaggio che arriva dal Referendum è lampante e inequivocabile: la Costituzione non si tocca, e soprattutto non si stravolge con colpi di mano o colpi di maggioranza. Toccare la carta del ’48 porta male. Andò male a Renzi ed è andata male a Giorgia e Nordio. Ma dal referendum arriva anche un altro messaggio: quando la posta in gioco è alta, molto alta, e si rischiano derive autoritarie o quantomeno degli stravolgimenti dei principi fondativi della Repubblica nata dalla Resistenza al nazifascismo, la gente, il popolo italiano alza il muro come si fa nella pallavolo. E ad alzare il muro contribuiscono anche cittadini che magari alle Politiche o alle regionali a votare non ci vanno. Perché non si sentono più rappresentati. In questo caso la scelta era netta e semplice: o di qua o di là. E sono tornati a votare anche  giovani, cosa che ultimamente è avvenuta dirado. E il NO non ha vinto solo nelle tradizionali regioni a trazione centro sinistra, ha vinto praticamente ovunque, anche e soprattutto al sud. Per il Governo e per il centro destra un’altra mazzata nei denti.

Si dimetterà adesso Giorgia Meloni? Probabilmente no. Ma il colpo ricevuto, anche se tecnicamente non può dirsi un Ko, è comunque devastante. Il Governo e la maggioranza escono dal referendum con le ossa rotte e il naso frantumato. Probabilmente in quel 54% di NO non c’è solo uno stop alla riforma della giustizia e un monito a non toccare a costituzione, c’è anche uno STOP alla politica del governo su una serie di questioni, prima fra tutti la guerra, l’accondiscendenza nei confronti di Trump e di Israele… La Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra…

Normale che adesso il centro sinistra o campo largo canti vittoria, ma la maggioranza dei NO al referendum non è sovrapponibile tout court ad una possibile maggioranza politica. Non è detto infatti che i tanti che sono tornati a votare al referendum tornino alle urne anche per le politiche, le regionali o le comunali che ci saranno da qui al 2027. Elly Schlein , Conte, Fratoianni, Bonelli e i loro colonnelli faranno bene a riflettere sul perché in tanti hanno votato al referendum per “salvare ” la costituzione, mentre quando si tratta di votare per i partiti e le coalizioni, la percentuale dei votanti cala drasticamente.

Secondo noi, come altre volte, anche in questo frangente del referendum sulla giustizia (ma in realtà sulla Costituzione) la gente si è dimostrata più avanti dei politici, i quali – si è capito anche dalle previsioni e dai commenti sorpresi di fronte ai primi risultati-  hanno lasciato intendere di non avere minimamente il polso della situazione, mostrandosi lontani e avulsi dai problemi quotidiani delle persone. In ogni caso, il risultato del referendum, con queste proporzioni, può costituire un buon punto di ri-partenza per il centro sinistra, sempre che riesca ad elaborare un pensiero, una prospettiva, a fissare un orizzonte che non sia semplicemente quello di mandare a casa Giorgia Meloni e i vari Tajani, Crosetto, Donzelli, Larussa, Delmastro ecc.

Quanto al centro destra vedremo come riuscirà a metabolizzare la mazzata ricevuta. Come proverà a correggere il tiro. Certo è che far finta che non sia successo niente non sarà facile.

Nella foto (Il Post): l’avvio dello spoglio (Il post).     

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