CITTA’ DELLA PIEVE: IL COMUNE CONTRARIO AD UN CENTRO ACCOGLIENZA MIGRANTI A SAN LITARDO

CITTA’ DELLA PIEVE: IL COMUNE CONTRARIO AD UN CENTRO ACCOGLIENZA MIGRANTI A SAN LITARDO
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CITTA’ DELLA PIEVE – Nei giorni scorsi si è sparsa la notizia che nel territorio pievese, per la precisione a San Litardo, sulla strada per Chiusi, potrebbe sorgere un centro di accoglienza per immigrati. La struttura dovrebbe trovare allocazione presso l’ex resort Poggio dei Papi, che è in vendita e verrebbe acquistato per tale scopo da una cooperativa o associazione no profit che già gestisce altri CAS in provincia di Perugia. In molti hanno subito drizzato le antenne. Come già successe a Piegaro, tempo fa, anche a Città della Pieve è cominciata la “levata di scudi”.
Il Comune, subodorando le possibili polemiche e per fissare dei paletti, ha addirittura emesso un comunicato sulla questione. Nota in cui esprime la netta contrarietà verso la prospettiva di un CAS a San Litardo. Ecco il testo del comunicato diffuso dall’amministrazione Risini:
“In merito alle segnalazioni riguardanti la possibile vendita della struttura alberghiera “Poggio dei Papi”, situata in località San Litardo, l’Amministrazione Comunale di Città della Pieve intende esprimere la propria posizione con estrema chiarezza e fermezza. Qualora le voci di una possibile trasformazione del complesso in un centro di accoglienza per immigrati dovessero trovare conferma nei fatti, l’Amministrazione manifesta sin da ora la propria totale contrarietà.
Città della Pieve è una realtà in forte crescita dal punto di vista turistico, culturale e produttivo. Destinare a funzioni diverse strutture ricettive di pregio che, vista la loro posizione, risultano strategiche per accrescere il bacino di accoglienza turistica, penalizzerebbe gravemente l’economia locale e l’immagine della città.
Per questa Amministrazione accogliere immigrati dovrebbe significare porre in essere tutte le condizioni necessarie a garantire una sana integrazione, crescita e consapevolezza nella volontà di entrare a fare parte di una comunità con il lavoro, la formazione e la costruzione di una rete sociale. Accoglienza significa entrare pienamente a far parte di una comunità e non subire questi centri gestiti dai “soliti noti” dove le persone vengono parcheggiate e usate per incassare contributi, senza alcuna cura per il loro futuro e per la loro reale integrazione.
Per queste ragioni esprimiamo, qualora le voci siano fondate, sin da subito la nostra forte contrarietà a tale ipotesi. L’Amministrazione Comunale continuerà a monitorare con la massima attenzione l’evolversi della situazione e si impegna a tenere la cittadinanza costantemente informata su ogni sviluppo che riguardi il futuro della struttura e del nostro territorio”.
Insomma uno “stop” all’operazione senza troppi giri di parole, con, in più, una critica per nulla velata alle organizzazioni (definite “i soliti noti”) che gestiscono l’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo nel territorio.
Migranti e richiedenti asilo, che con le politiche guerrafondaie e con i bombardamenti decisi unilateralmente e senza alcun mandato da Trump e Netanyahu, aumenteranno in maniera esponenziale. Perché dal Libano attaccato da Israele, da Gaza ridotta ad un cumulo di macerie, dall’Iran, e da tutti i Paesi toccati dai conflitti, la gente continuerà a fuggire cercando rifugio altrove.
Poi è chiaro che l’accoglienza vada gestita in maniera trasparente, con l’obiettivo di far integrare i profughi e non ti tenerli parcheggiati per lucrare sui contributi, alimentando in tal modo anche una narrazione distorta e una percezione altrettanto distorta e fondamentalmente razzista e reazionaria.
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