MONTEPULCIANO – Non sarà archiviata l’inchiesta aperta per il crollo delle mura di Collazzi, avvenuto nel marzo del 2022 (FOTO). La richiesta di archiviazione (la seconda) è stata infatti respinta dal GIP di Siena Sonia Caravelli che ha ordinato al pubblico Ministero di procedere nei confronti dei tre indagati: l’ex vicesindaca e assessore ai lavori pubblici all’epoca dei fatti Alice Raspanti, un dipendente comunale (Roberto Rosati) e il referente della ditta esecutrice dei lavori che portarono al cedimento (Mauro Bardelli). In sostanza il GIP ha accolto le controdeduzioni e l’opposizione all’archiviazione presentata alla famiglia residente nella palazzina minacciata dal crollo ed evacuata e dall’Associazione Il Bersaglio, da un cui esposto è partita la procedura giudiziaria. Nell’ordinanza del GIP si legge: “In conclusione, i lavori di movimentazione e scavo, strutturalmente differenti da quelli che hanno giustificato l’intervento d’urgenza, sono stati svolti, in assenza di qualsiasi autorizzazione e in zona sottoposta a vincolo, in prossimità di mura antichissime e mai sottoposte ad opere di restauro benché ne fossero ampiamente note le caratteristiche e vi fosse già un discreto allarme, anche alla luce di alcuni piccoli crolli verificatisi persino durante lo svolgimento delle prime attività approvate”. Non solo, secondo il GIP il crollo di una porzione di mura e di parte della proprietà Giani era “prevedibile ed evitabile con la dovuta diligenza nonché operando con la necessaria perizia”. Dato che nella parte soprastante l’area in questione vi erano abitazioni private e a valle una pubblica via regolarmente aperta al transito di pedoni il rischio delle operazioni era evidente ed è stato “un caso che al momento del crollo non fossero presenti persone nell’area del cantiere o nel giardino della famiglia Giani”. Infine il GIP rileva anche la configurabilità dell’abuso edilizio, in quanto la norma esclude la necessità del titolo edilizio per opere pubbliche deliberate dal Consiglio o dalla Giunta Comunale che siano però assistite dalla validazione di un progetto conforme alle prescrizioni urbanistiche, ma nel caso di specie “in riferimento ad ulteriori opere realizzate, diverse da quelle sottoposte alla Giunta comunale nel Verbale di somma urgenza, non vi è alcuna pronuncia degli organi preposti, né vi è alcun progetto o valutazione circa la conformità alle disposizioni normative” (…) Né si si può nondimeno dubitare che gli indagati fossero conoscenza delle attività che si stavano svolgendo, essendo stata ricordata, da più di un testimone, la loro frequente presenza sul sito anche durante le lavorazioni”.
Insomma Assessorato, ufficio tecnico e ditta appaltatrice, secondo il GIP hanno agito non proprio a regola d’arte” e sono perseguibili per crollo colposo e abuso edilizio. Ma poi c’è anche un aspetto conseguente (evidenziato dal legale dell’Associazione il Bersaglio) che è quello del “danno erariale” procurato, riferibile alla spesa di circa 2 milioni e 100 mila euro, finanziata dalla Regione Toscana per il ripristino delle Mura. Un esborso che si sarebbe potuto evitare “operando con maggiore diligenza e con la necessaria perizia”.
La vicenda riguarda l’amministrazione precedente alla attuale e un assessore che non fa più parte dell’esecutivo e nemmeno del consiglio comunale, ma il sindaco è lo stesso e il colore della maggioranza pure. Naturale che l’aria natalizia sfavillante di Montepulciano registri anche questo nuvolone nero, che neanche la nebbia di questi ultimi 10 giorni è riuscita a nascondere. D’altra parte la nebbia era in basso, il colle poliziano un po’ più su…
M.L.










