CITTA’ DELLA PIEVE, IL PD PRENDE LA RINCORSA PER RICONQUISTARE IL COMUNE. PARLA IL NEO SEGRETARIO CLAUDIO FALLARINO.

CITTA’ DELLA PIEVE, IL PD PRENDE LA RINCORSA PER RICONQUISTARE IL COMUNE. PARLA IL NEO SEGRETARIO CLAUDIO FALLARINO.
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I RAPPORTI CON RISINI E LUCIA FATICHENTI. SCUOLA, STAZIONE, INFRASTRUTTURE E UN PARTITO PIU’ AUTOREVOLE, QUESTI I NODI SUL TAPPETO…

CITTA’ DELLA PIEVE – Il Pd pievese ha deciso di prendere la rincorsa. Lunga. Dopo due tornate elettorali amministrative perse contro Fausto Risini, vuol provare a riconquistare il Comune nel 2029. E come al palio di Siena, si è messo fuori dai canapi, per entrare al galoppo quando ci sarà “la mossa”. Per lanciare il cavallo di rincorsa si è affidato all’usato sicuro. Dal mese di giugno, infatti, si è dato un nuovo segretario comunale. Che è Claudio Fallarino, cavaliere del lavoro ed ex sindaco della città nei primi anni 2000. Non è una bocciatura di Marco Cannoni, ultimo segretario e candidato battuto da Risini nel 2024. Ma dopo due sconfitte consecutive, il Pd ha ritenuto che serve un timoniere più esperto, più navigato. Più “scafato”, con esperienza alle spalle e magari anche un po’ di pelo sullo stomaco. Ma anche capace di ri-mobilitare la vecchia guardia e l’elettorato che si è smarrito e liquefatto.

“Il Partito è in difficiltà, questo è evidente, se no, non avrebbe perso due volte di fila. E’ un partito da ricostruire, da ridisegnare” dice Fallarino, con il quale scambiamo due chiacchiere davanti ad una birra. Ma poi aggiunge: “E’ vero che abbiamo perso, ma abbiamo perso di poco e sostanzialmente solo nel centro storico. Risini ha vinto le elezioni ma ha preso men o del 50% dei voti di chi è andato a votare e meno del 30% degli aventi dititto. Governa legittimamente in forza della vittoria, ma è un sindaco di… minoranza. La maggioranza dei pievesi non è con Risini. Se Pd e la lista Fatichenti avessero unito le forze e non si fossero presentati divisi, Risini le elezioni le avrebbe perse”..

Ma adesso con Lucia Fatichenti i rapporti si stanno appianando? le due liste di opposizione marciano spesso in sintonia…

“Sì, stiamo cercando di lavorare insieme, e su molte questioni l’intesa c’è… E’ buon segno. Stiamo lavorando per superare la giunta Risini… “.

Quale è il punto più critico della gstione Risini secondo Claudio Fallarino?

“E’ la mancanza totale di partecipazione, di condivisione delle scelte con  la popolazione. Mai un confronto pubblico. Fausto Risini pensa forse di fare il Podestà invece che il sindaco. La giunta stessa è pressoché inesistente, silente. Parla solo lui… Un uomo solo al comando. Si chiama Fausto, ma non è Coppi… E così facendo non aiuta Città della Pieve che soffre di isolamento rispetto alla regione Umbria e anche rispetto al resto del Trasimeno. Faccio un esempio: la grande mostra sul Perugino per i 500 anni dalla morte del pittore, nel 2023, è stata gestita in modo poco condiviso con il resto del territorio, e infatti ha registrato 13.000 visitatori circa, quando quella del 2004 più concertata con Perugia e altre città dell’Umbria, superò la soglia dei 50 mila…

Su quali temi programmatici il Pd a guida Fallarino intende dare battaglia?

Uno è senza dubbio quello della scuola. Abbiamo attualmente 5 indirizzi di scuola superiore, ma si stanno impoverendo i servizi e già si avverte a causa di questo, una certa fuga di alunni… Questo va evitato. Anzi, al contrario, la politica locale dovrà favorire e incentivare la scelta di Città della Pieve come polo scolastico, magari facendone un vero e proprio campus… Per noi si tratta di una priorità. Poi c’è il tema dei trasporti e delle infrastrutture e su questo come Pd siamo convinti che la stazione di riferimento debba essere quella di Chiusi-Chianciano Terme e mi piace l’idea lanciata da primapagina di trovare un modo, anche nel nome, per legarla a Città della Pieve e al Trasimeno, perchè è sempre stata la stazione di Città della Pieve e del Trasimeno. A questo proposito sono e siamo convinti anche della necessità di collegare Perugia a Chiusi con una strada adeguata e veloce. Perché Chiusi è anche la porta per due caselli A1, Chiusi appunto e Fabro. Non basterà però raddrizzare qualche tornante. Servirà una strada vera che sfondi dalla Pievaiola verso Chiusi e la Fondovalle che porta a Fabro. Regione e Anas si mettano intorno ad un tavolo e studino il progetto più idoneo… Ma occorre far presto.

Su questo tema della valorizzazione della stazionedi Chiusi  e della strada Perugia-Chiusi anche Risini è d’accordo…

“Non siamo gelosi. Certe battaglie  più siamo e più è facile vincerle”.

Vedi possibile un coinvolgimento su questa linea del Comune di Perugia?

“Credo che sia anche nell’interesse della città di Perugia, lo dice la carta geografica. Credo che Perugia, ma anche la Regione, debbano cominciare a guardare verso sud oves… cioè verso Chiusi e verso la Toscana e non più solo verso le Marche…”.

Passiamo al partito. Cosa sta succedendo nel Pd del Trasimeno?

“Sta succedendo che, dopo il congresso regionale, si deve ricostruire anche l’organismo comprensoriale. E la mia opinione è che serva un partito e un gruppo dirigente autorevoli che siano di supporto e di stimoli alle aministrazioni locali e non siano appiattito o espressione solo delle amministrazioni locali. Insomma un partito meno “liquido”. Ritengo che serva anche un candidato alla segreteria che sia espressione unitaria e non di equilibri fragili. Credo anche che per essere autorevole, la segreteria comprensoriale debba vedere la presenza di tutti i segretari comunali, oltre che di altre figure significative. Dico di più: credo che il segretario debba essere espressione dell’area sud del Trasimeno. Proprio per il ragionamento fatto in precedenza sulla necessità di guardare da questa parte e non in altre direzioni… Questo territorio, questa parte del comprensorio e dell’Umbria ha pagato costi altissimi negli ultimi 15-20 anni, è stato lasciato a sé stesso, si è impoverito, è stato penalizzato nella sanità, nei trasporti, nelle politiche industriali e culturali. Ha bisogno di un nuovo inizio. Di una riconquista di autonomia e di autorevolezza, in sostanza della riconquista del peso specifico e politico che ha perso”.

m.l.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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