COSE BUONE: SUCCESSO DELLA PRIMA SERATA DI SLOW BEER A CHIUSI

domenica 22nd, luglio 2018 / 13:21
COSE BUONE: SUCCESSO DELLA PRIMA SERATA DI SLOW BEER A CHIUSI
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CHIUSI – Buon successo della prima serata di Slow Beer a Chiusi. Una bella serata in un centro storico finalmente vivo e pieno di gente. Ottime le birre artigianali targate Slow Food, stuzzicante lo street food made in Chiusi, proposto dai ristoratori locali con una certa fantasia unita alla tradizione…  Piacevole la musica soft che si poteva ascoltare qua e là davanti a vari locali e punti ristoro… Insomma una iniziativa ben fatta e ben riuscita, sperando che la seconda serata e il pomeriggio di oggi confermino la tendenza della prima. Doveva o sembrava dovesse essere una cosetta “di nicchia”, è stata invece un appuntamento di massa, ma senza “caciara”, ordinato ma non serioso. Le stesse attività del centro storico, bar e ristoranti ne hanno tratto vantaggio. Forte la presenza di giovani, ma non c’erano solo loro. Molti anche i turisti e – cosa piuttosto rara a Chiusi – molti i visitatori arrivati dai paesi limitrofi, Città della Pieve su tutti.

Eppure di concorrenza in giro ce n’era e ce n’è tanta in questi giorni. Basti pensare alla Sagra del Brustico a Villastrada che è una cosa di qualità e fa numeri impressionanti, al Rock For Life a Ponticelli, alla stessa Festa de l’Unità in corso a Chiusi Scalo. Sicuramente non saranno molto contenti gli organizzatori della Festa del Pd, per la concomitanza di Slow Beer. Bettollini  e i suoi assessori, che hanno patrocinato l’iniziativa spendendoci pure dei soldi (spesi bene comunque), saranno stati probabilmente redarguiti essendo pure loro del Pd…  E anche questo non è che  l’ennesima conferma, se ce ne fosse bisogno, della crisi strutturale del partito di maggioranza. Ma se la vogliamo dire tutta, sono stati lanciati più messaggi di sinistra allo Slow Beer che alla festa del Pd.

Perché il festival della birre made in Italy a marchio Slow food ci dice che è importante prestare attenzione alle produzioni di nicchia, al biologico, alla tradizione, alle colture e alle culture dei territori. Ci dice che anche un panino con la trippa o con la carpa in porchetta  può essere un presidio di resistenza umana alla dittatura del fast food di massa imposto dalla multinazionali. Ed è anche più buono. E ci dice che i centri storici si rilanciano soprattutto con iniziative intelligenti, certo più che con il trash ormai piuttosto dilagante; ci dice che la sinergia e la collaborazione tra operatori sono armi vincenti; che ogni iniziativa ha una sua musica, che non si vive di solo liscio e balli in batteria e che il rock è splendido, ma non adatto a tutte le situazioni…

Tutte cose queste che un tempo erano pane quotidiano nei ragionamenti di chi organizzava le Feste de l’Unità. Oggi nelle feste Pd neanche provano a ragionare. Per fortuna c’è Slow food che ci fa tornare a pensare che si può vivere (e anche mangiare e bere) meglio, se solo facciamo più attenzione a certe cose…

Buona la prima per Slow Beer insomma. E anche un buon viatico per il futuro e un buon segnale per Chiusi, che ne aveva bisogno.

m.l.

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