LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A TORRITA, I PICCOLI COMUNI CHE DICONO NO ALLE FUSIONI

lunedì 25th, settembre 2017 / 17:24
LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A TORRITA, I PICCOLI COMUNI CHE DICONO NO ALLE FUSIONI
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TORRITA DI SIENA – Si è svolta sabato scorso a Torrita d Siena la manifestazione nazionale “Orgoglio Comune” per dire no alle fusioni per decreto e alla cancellazione dei piccoi comuni. Quetione molto “calda” a Torrita dove un agguerrito comitato si oppone strenuamente alla fusione con Montepulciano, già decisa dai rispettivi consigli comunali e sulla quale si terrà un referendum nel 2018.  Di questi tempi la politica non riempie le piazze, non ci riescono più nemmeno Renzi, Berlusconi, Salvini o Beppe Grillo.  Su temi di questo genere poi è ancora più difficile mettere in piedi cortei oceanici…

Comuque a Torrita il corteo è stato significativo. “Lungo il percorso della manifestazione che ha attraversato longitudinalmente il paese di Torrita (da Piazza Don Giovanni a Piazza Matteotti) si sono contate circa 400 persone, a cui vanno aggiunte i numerosi commercianti che, non potendo partecipare, dato l’orario di apertura dei loro esercizi, si sono comunque affacciati a testimoniare la loro adesione e il loro supporto” racconta Carlo Stefanucci uno dei promotori del comitato torritese. Ironico il loro striscione: “Fusione? No Grazi” con chiaro ed esplicito riferimenmto al sindaco locale Giacomo Grazi che invece si è lanciato anima e corpo a favore della fusione e in iniziative abbastanza discutibili (poco apprezzate anche dai militanti del suo stesso partito e da altri colleghi sindaci del comprensorio) contro il comitato stesso. Chi di spada ferisce…

Abbiamo ascoltato testimonianze dirette che parlano di un fallimento politico amministrativo nel tentativo di semplificare, con le cancellazioni dei piccoli Comuni, un riassetto Istituzionale. Sabato a Torrita di Siena è sfilata una rappresentanza della Politica sana disinteressata al carrierismo politico personale, ma interessata al futuro delle proprie Comunità. Ecco, il termine ORGOGLIO COMUNE è l’esatta definizione di un orgoglio personale che ci accomuna al senso civico di appartenenza alle Comunità. Una battaglia di civiltà che nessuna parte politica potrà mai fermare! Viva Torrita di Siena libero Comune, libera Comunità!” scrive su Facebook Massimo Mercanti presidente della Pro loco di Cetona, schieratissimo come il suo sindaco Eva Barbanera e l’ex sindaco Fabio Di Meo contro le fusioni.

Il Comitato NO FUSIONE TORRITA -MONTEPULCIANO si dichiara “molto soddisfatto della riuscita della manifestazione”. Ancora Stefanucci:  “Siamo un Comitato spontaneo composto da cittadini torritesi e poliziani, di ogni ideologia politica, che si oppone allo sciagurato progetto di fusione dei Comuni. Orgoglio Comune 2017 ci ha permesso di constatare con mano, a casa nostra, che in ogni parte d’Italia si stanno combattendo battaglie simili alla nostra. Questo ci ha reso ancora più convinti di essere nel giusto e di non essere soli. La partecipazione dei torritesi, poi, ci ha detto, senza possibilità di smentita, che siamo cresciuti anche come seguito cittadino e che siamo riusciti mel nostro primario intento: informare la cittadinanza degli irreversibili pericoli della fusione. Questo progetto, che qualcuno voleva portare avanti nel silenzio più assoluto, adesso è di dominio pubblico e la popolazione potrà scegliere in maniera consapevole, anche sulla base delle testimonianze che coloro che ci sono passati prima di noi in altre località d’Italia con esiti alterni, ci hanno voluto portare“.

I promotori avevano contattato tutti i Sindaci d’Italia, ottenendo un altissimo numero di adesioni. Poi materialmente al corteo si sono contate solo  una trentina di fasce tricolori, provenienti da ogni parte della penisola. Erano rappresentati Comuni del Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Puglia. Presente anche il consiglire regionale toscano Casucci, della Lega Nord e numerosi comitati, come per esempio quelli di Pergine e Castelfranco di Sopra (Arezzo) che si oppongono rispettivamente alla fusione con Laterina e Pian di Scò…

In prima battuta ci avevano assicurato la presenza 10 sindaci della provincia di Siena, ma a Torrita sono venuti solo i primi cittadini di Monteriggioni e Pienza e il Vice Sindaco di Rapolano. Forse altri impegni istituzionali hanno impedito agli altri di partecipare” dice un po’ amareggiato Stefanucci, che comunque sottolinea come “gli interventi sono stati numerosi, più di 20 e molte le persone non hanno potuto parlare per motivi di tempo“.

Mentre a Torrita di Siena si discuteva e si sfolava, in Provincia di Udine si votava per la fusione tra Villa Vicentina (dove hanno vinto i NO) e Fiumicello (dove hanno vinto i SI). Non si dovrebbe addivenire a fusione, ma la Regione, appellandosi alla norma della somma dei voti dei due Comuni, potrebbe sovvertire l’esito delle urne e costringere Villa Vicentina a fondersi con Fiumicello,  come avvene in Toscana ad Abetone.  “È contro questo genere di ingiustizie che ci battiamo!” ha gridato un oratore dal palco.

Insomma la manifestazione di sabato ha dato coraggio, consapevolezza e forza a chi si oppone alla cancellazione dei piccoli comuni. Questo pare piuttosto evidente. Le testimonianze portate dalle varie parti d’Italia hanno dimostrato come quello delle fusioni dei comuni sia un processo che si può fare, ma non si può fare dall’alto, senza il consenso dei cittadini. Il rischio è quello di gettare al vento non solo la storia e  identità costruite nei secoli, ma anche il rapporto tra istituzione e comunità, in nome di parametri astratti, economicistici, come algoritmi aridi, senza anima e senza rispetto, per dirla con le voci dell’autodramma MalComune del  Teatro Povero di Monticchiello, edizione 2017. E, si sa, il teatro e la poesia possono sembrare talvolta aleatori, rispetto alle cose del mondo, ma vedono più lungo, sempre, della politica e dell’economia.

m.l.

 

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