OSPEDALI DI NOTTOLA E CAMPOSTAGGIA, ANCHE CHIRURGIA E ORTOPEDIA “SOTTO OSSERVAZIONE”: FANNO POCHE PRESTAZIONI

giovedì 03rd, settembre 2026 / 17:20
OSPEDALI DI NOTTOLA E CAMPOSTAGGIA, ANCHE CHIRURGIA E ORTOPEDIA “SOTTO OSSERVAZIONE”: FANNO POCHE PRESTAZIONI
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MONTEPULCIANO – Non solo il punto nascita, anche altri reparti degli ospedali di Nottola e Campostaggia (Poggibonsi) sono sotto la lente d’ingrandimento e a rischio taglio. Tra questi anche i reparti fondamentali di chirurgia a Nottola e Ortopedia a Poggibonsi. Per esempio l’ospedale della Valdichiana ha effettuato 21 interventi per tumore al colon, mentre la soglia minima sarebbe 50. Oppure le protesi d’anca a Campostaggia non avrebbero raggiunto la soglia di 100, fermandosi però molto vicino, a 96. Per questo l’ex direttore della Asl Toscana Sud Est Marco Torre, passato alla Direzione Sanità e Welfare della Regione Toscana, prima di passare la mano, qualche settimana fa, ha deliberato di monitorare la situazione per un anno. Per quanto riguarda Nottola il documento della Asl che ha fissato il periodo di osservazione, fa notare  che il presidio serve un territorio con distanze significative dai centri maggiori, e un’ulteriore concentrazione dell’offerta comporterebbe,  “rilevanti difficoltà di accesso ai servizi” per la popolazione. Quindi non è detto che i reparti verranno chiusi. L’obiettivo del piano di riorganizzazione non è infatti la riduzione dei servizi e la soppressione dei reparti che lavorano meno, ma “l’incremento dei volumi, lo sviluppo delle competenze professionali e il miglioramento degli esiti clinici attraverso la differenziazione”. Il 1 Settembre scorso il Presidente della Regione Giani si è recato a Poggibonsi dove ha incontrato la sindaca Susanna Cenni insieme ad altri amministratori locali, tra cui anche il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini. Nell’incontro si è parlato soprattutto della situazione in Valdelsa, ma la presenza di Angiolini ha tenuto accesi i riflettori anche su Nottola e sulla Valdichiana. Gli esiti del monitoraggio sull’operatività e i volumi di prestazioni dei due ospedali, daranno indicazioni più precise su come poi intervenire, per razionalizzare senza tagliare servizi alle popolazioni. L’aria che tira però non è bella. Invece di potenziare e rilanciare la sanità pubblica nei territori, per garantire risposte migliori e in tempi accettabili ai cittadini, l’unico “mantra” che aleggia è sempre quello della razionalizzazione, dell’ottimizzazione, che finora si è sempre tradotto in tagli ai reparti e alle strutture e allontamento dei servizi. Già oggi, i cittadini della Valdichiana senese, per fare visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici vengono spesso dirottati a 50 e anche 100 km di distanza: a Siena, ad Arezzo, a Cortona, ad Abbadia San Salvatore, a Castel del Piano e perfino a Orbetello o Grosseto. E la Toscana non è la regione messa peggio.

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