IL 26 AGOSTO SARA’ ILLUMINATA LA CROCE SULL’AMIATA. MA SOLO FINO AL PRIMO WEEK END DI SETTEMBRE
Il prossimo 26 agosto la croce posta sulla sommità del Monte Amiata verrà illuminata, come accadde esattamente 80 anni fa, nel 1946, quando Papa Pio XII, con un collegamento radio “accese” la croce appena ricostruita, dopo che nel ’44 i nazisti l’avevano fatta saltare in aria.
La croce originale costruita interamente in ferro, stile Torre Eiffel, era stata posizionata nel 1910, in piena Belle Epoque. L’idea fu del Papa di allora Leone XIII, il progetto dell’architetto senese Luciano Zalaffi. Il ferro necessario fu portato da Abbadia San Salvatore fino alle vetta dell’Amiata a mano e dorso di mulo, da volontari, lungo sentieri ancora impervi. La strada attuale non esisteva. Qualcosa di simile avvenne anche nel 1946, quando dopo la distruzione ad opera delle truppe germaniche in ritirata, cittadini comuni, fabbri, meccanici, artigiani si adoperarono per recuperare le parti integre e sostituire quelle divelte dall’esplosione e per ricostruire il monumento posto ai 1.738 metri della vetta. Che fu re-inaugurato, appunto 80 anni fa, il 24 agosto.
Le parole pronunciate allora dal pontefice Pio XII, figura peraltro controversa, “richiamavano la pace, la concordia e il superamento degli odii e la capacità di tornare a costruire insieme”, così si è espresso il sindaco di Abbadia, Niccolò Volpini, che poi ha aggiunto: “Il 26 agosto la Croce tornerà a illuminarsi e vorremmo che quella luce richiamasse ancora una volta il valore di una comunità capace di ritrovarsi e di ricostruire insieme ciò che era stato distrutto”.
La celebrazione, sulla vetta, avrà inizio alle 18,30. Interverranno oltre allo stesso Volpini, anche il Presidente dela Regione Eugenio Giani, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena e vescovo della diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza, i sindaci del Monte Amiata, sia del versante senese che di quello grossetano, ovvero Piancastagnaio, Radicofani, Castiglion d’Orcia, Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Cinigiano. Alle ore 20,o0 il quartetto d’archi dell’orchestra Oida di Arezzo accompagnerà il momento della progressiva accensione della croce. Che rimarrà illuminata fino al primo fine settimana di settembre. E non per sempre. Questo perché anche la Chiesa ritiene l’illuminazione della croce un fatto solenne, ma che va bene una tantum, e non come soluzione perenne. Per rispetto dell’ambiente e della delicatezza dei luoghi, che verrebbe alterata dalla croce illuminata.
Una decina di anni fa, esattamente nel 2015 qualcuno propose di ri-illuminare anche la croce posta sulla sommità del Monte Cetona, illuminata “una tantum” il 28 giugno 1968, quando ad accenderla fu direttamente Papa Paolo VI, dal Vaticano. Nell’occasione il pontefice rivolse anche un discorso alle popolazioni del Cetona, in diretta radio. Ma fu un fatto eccezionale. Una tantum. La Croce del Cetona era stata eretta, per volontà del vescovo di Chiusi e Pienza Mons. Carlo Baldini e dall’Azione Cattolica, l’anno prima dell’illuminazione, nel 1967. Ad inaugurarla vennero l’arcivescovo di Siena mons. Castellano e il presidente della Camera dei Deputati On. Brunetto Bucciarelli Ducci.
Lo stesso Papa Paolo VI nel discorso radiofonico non mancò di sottolineare la particolare delicatezza del territorio del Cetona. “Un territorio che racchiude memorie di arte e fede incastonate nell’attrattiva di una splendida cornice naturale”. Proprio così disse. Come a lasciar intendere che per qualche giorno la croce illuminata può andare, per sempre no. E infatti i comuni di Cetona e Sarteano nel 2015 dissero di no alle lampadine perenni.
Anche secondo noi già la croce su ogni vetta è un po’ una forzatura, illuminarla in maniera fissa lo sarebbe ancora di più, e sono una “forzatura” anche i ripetitori per le Tv e la telefonia. Sulla sommità dell’Amiata sono una selva e sono più alti della croce. Sul Cetona le antenne sono posizionate non proprio in vetta, ma sono comunque ben visibili da km e km di distanza. Dicono che sia il prezzo da pagare al progresso e alla comodità della televisione e dei telefonini, che però in cima all’Amiata fanno comunque le bizze.
M.L.










Abraham Maslow si rigira nella bara……Per chi non se lo ricordasse o conoscesse è quello della ”Teoria dei Bisogni”. La sua piramide è espressiva dell’organizzazione del mondo moderno,tuttavia c’è chi lo contesta.Quest’ultima condizione è quella del superfluo che diventa necessario,soprattutto in una fase storica come questa che attraversiamo,contestata da molti soprattutto per la paura del sormontamento della nostra civiltà e religione occidentale da parte di altri. E’ solo una mia opinione ma credo che siccome il vento non si ferma con le mano, credo che ci meritiamo quanto avvenga. Daltronde c’è chi dice che siamo noi che abbiamo votato le classi dirigenti e sarebbe arduo dar loro torto. Si può essere daccordo o meno con tale riflessione ma se pensassimo alla veridicità del fatto che ” ognuno pensa a seconda del modo in cui si procuri da vivere”che è identificato come una condizione del ”materialismo storico”, i conti tornano alla fin fine.
Scusa, ma che c’entra con l’accensione della croce per una decina di giorni, in occasione di una ricorrenza? Se intendi dire che dell’illuminazione della croce se ne potrebbe anche fare a meno, ti rispondo di sì, e che se l’illuminazione fosse perenne sarebbe – come ho scritto – una forzatura dell’equilibrio del luogo. Ma una celebrazione “una tantum” per una ricorrenza che peraltro ha a che fare con la fine della guerra e la ricostruzione e dunque con la memoria collettiva e condivisa di un territorio anche più vasto del Monte Amiata, io non ci vedo motivi per alzare polveroni e fare polemiche. E non mi scandalizza nemmeno il fatto che i sindaci e il presidente della Regione (espressione dello stato laico) intervengano insieme a preti e vescovi. In certe occasioni non solo è normale, è pure doveroso… Credo. E se ciò che si celebra ha a che fare con la pace, male non fa…
Certe volte cato Marco la politica e la cronaca credo che abbiano bisogno della dirimenza e cioè della distinzione temporale sia dei valori sia della proprietà dei linguaggi e dei concetti.Ho alzato forse ”un polverone” come dici tu di fronte all’attualità che viviamo che con le tue parole viene scavalcata dicendo che chi ne parla nel modo in cui ne parlo io sia un fatto da intendersi quasi anomalo al punto che forse resti inviso alla maggioranza delle persone ? Insisto nel dire e di collocare quanto tu parli nel Post nella situazione odierna in cui si trova l’Italia che oltre ad essere una situazione generale precaria e di sottosviluppo è anche una situazione dove in ogni momento si danno le cose per scontate quale è questa della croce illuminata perchè in pratica ti vorrei far capire che tutto vada riparametrato nella scala dei bisogni generali e più pressanti ed attuali ed ecco perchè mi è venuto spontanea la riflessione sul fatto che non ci trovo nulla di strano che venga illuminata ma trovo strano che in un momento come questo anche l’attenzione della maggioranza delle persone venga sviata dai problemi più pressanti perchè -caro Marco un altra volta- occorrerebbe capire che la nostra società funziona purtroppo in questo modo e se si continua a dare spazio ed importanza alle croci illuminate anche per una settimana si continuerà sulle orme di questa Italia che è fatta in questo modo che vediamo.Talvolta si tuona sulle ”armi di distrazione di massa”riferite a come venga occupato il cervello delle persone ed anche questo-come del resto tanti altri avvenimenti di cui si parla- io li colloco in quel settore della distrazione di massa,compiuta volutamente sia da quei politici che tu definisci laici sia dagli altri che accendono le luci.Tu mi dici che occorre tener conto di tutto, ma chi alla fine si rompe i santissimi zibidei di tale solfa che ormai da ani ed anni ha conquistato tutta l’italia ,in questa fase che viviamo, permetti che chi non condivide tale connubio possa criticare e dire che non gli torni bene ? E non è che si tuoni contro la Croce Illuminata ma contro un METODO ed un MODO DI CONDURRE LA POLITICA E L’INFORMAZIONE CHE E’ STATO DIMOSTRATO ROVINOSO ED ANCOR PIU’ ROVINOSO VERSO LE CATEGORIE SOCIALI CHE HANNO SEMPRE AVUTO PIU’ BISOGNO. Ed allora per favore occorre distinguere anche in questi casi che appaiono più leggeri di cui parla il post, e come io ti riconosco che le tue affermazioni sono sempre documentate e spiegate a diversità di altri tuoi colleghi che non pubblicano ogni tanto le critiche politiche che non gli tornino bene- credo che occorra non sottovalutare anche chi di fronte a queste situazioni rispetto ai fatti non importanti ma che vengono fatti diventare importanti ha da dire le propria.Ecco perchè ho tenuto presente quella ”scala dei bisogni”, perchè se si abbandona quella si abbandona la visuale corretta delle cose e si sottovaluta il fatto che questa politica che in tali campi viene condotta anche dai rappresentanti dello stato laico- che poi sono quelli che mandano sin da subito soldi ed armi all’Ucraina ma ci sarebbe anche tanto altro da dire- come vedi esiste oggettivamente una situazione stridente CHE RAPPRESENTA UN MODO DI VEDERE LE COSE E CHE NON CREDO DEBBA ESSERE BOLLATO COME estremismo culturale per il fatto che io mi son sentito di marcare proprio tenendo presente la scala dei bisogni,che non sono affatto le luci sulle croci. Personalmente,- forse non a te non sò- ma a me ne può fregare di meno delle luci sulla croce dell’Amiata.Di certo a parecch altri si, ma tali altri credo che sarebbe bene che pensassero ad altri tipi di ”croci” che sono quelle di coloro che le croci se le portano sulle spalle e dei quali i partiti dicono di difenderne gli interessi e che sono proprio loro che invece che sono i primi a non difenderli. Lo dicono ma non lo fanno. Ecco perchè non si diventa credibli, ma questo lo sanno anche loro perchè sanno che la maggior parte delle volte il popolo bue mangia ciò che produce la trattoria, ed è anche questa che produce le luci su altri tipi di croci.La finisco dicendo che anche sulle cose e sui fatti più marginali come quello del post, occorrerebbe riportare la testa della gente a dei principi generali al fine che sappiano distinguere il superfluo dal necessario, ma talvolta oggi questo non paga ed allora ci si accoda non dando importanza anche a cose minime per finire poi inevitabilmente a sminuire quelle più importanti. Ed è quello che succede perchè anche nelle cose più piccole stanno racchiusi i motivi più grandi.Basterebbe non solvolarli.
carlo, in tutta sincerità, io non credo che illuminare la croce per qualche giorno sia un modo per sviare l’attenzione della gente dai problemi pressanti del mondo e della quotidianità. Perché la stessa cosa si potrebbe dire allora per qualunque spettacolo, evento sportivo, celebrazione storica ecc… L’illuminazione della croce è un evento, una celebrazione, come una messa o come una rappresentazione teatrale, come un concerto o una marcia, come un meeting di atletica o una partita di calcio. Secondo me la notizia c’è e va data. E va considerata per quella che è. Come primapagina fra due giorni proporremo uno spettacolo teatrale a Chiusi. Non lo dovremmo fare perché nel mondo ci sono e tragedie di Gaza e dell’Ucraina oppure certe cose è meglio che si facciano proprio perché ci sono quelle tragedie e anche uno spettacolo (che resta uno spettacolo) può servire a far ragionare su di esse? Io sono per la seconda… E non credo che sia come ballare sul Titanic…
Il modo di concludere questo dibattito potrebbe sembrare superficiale se si seguisse lo schema dei paragoni poichè non tutte le manifestazioni hanno lo stesso valore e vengono fatte per riempire la testa alla gente chiaramente.Molte volte si rischia di diventare logorroici ed anche banali se si mettesse tutto sullo stesso piano.Le differenze esistono ed è bene farle notare perchè tutto serve e questo lo sò da me, ma evocare i bisogni e la loro scala in ogni occasione e cioè la critica, credo che serva a molto di più.Ed oggi credo che nel mondo tale scala spesso in mille modi venga dimenticata ed oltretutto ritengo che sia nelle priorità della cultura considerarla per non allontanarsene.Ecco perchè personalmente ho avuto lo spunto per una riflessione che non è e non vuole essere la negazione di una libertà di pensiero che ci deve essere ma che vuole essere una constatazione che oggi nel mondo ”si seguono più le luci” che le sostanze sul perchè tali luci vengano accese,perchè tutto ha una spiegazione.Volerla escludere e paragonarla ad un altra qualsiasi riveste un significato anche preciso,tant’evvero vedi ed osserva chi sia che pigi l’interruttore; pensi forse che oltre ad essere una mera rievocazione possa essere un azione neutra fra due entità diverse che hanno deciso di convivere ? Spesso la convivenza anche se doverosa per il rispetto sociale e delle idee, nella testa della gente serve a non diradare le nebbie e quando ci sono le nebbie quelle luci la cui visibilità la si scorge da ogni parte a grande distanza spesso hanno l’effetto dei fari abbaglianti delle macchine : si vede peggio ! Dipende da ciò che si possieda sotto i capelli ed oggi da come va il mondo non mi sembra che come cittadini chi abbiamo eletto a fare politica sappia ben manovrare la pila.Tutto qui.
Niente da dire su una celebrazione e sull’accensione per qualche giorno, ma la croce è un simbolo e ha un significato esclusivamente religioso, il solo fatto di vederne tante sulla cima delle montagne è una prevaricazione, contraria a quanto afferma la costituzione che purttoppo solo il 2 giugno ci affanniamo a difendere o lo si fa solo in occasioni da sfruttare politicamente come il referendum dei mesi scorsi. Rispetto per la celebrazione religiosa e per chi nel 2026 ancora crede a certe favole ma la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni civili è fuori luogo, ma si sa ogni occasione è buona per farsi propaganda presentandosi con in dosso una fascia tricolore.
In 9 righe hai detto la sostanza che io ho detto con 23. Ma per amor della polemica- che proiettarla ogni oltre limite si rischia di diventare sciocchi ed anche logorroici- è il fatto che tu dici in sostanza ”rispetto per chi crede in certe favole”, mentre io vorrei aggiungere che certe manifestazioni racchiuse nella presenza dei segni servono, perchè è il loro uso che interessa, e guarda caso vedi bene da chi venga fatto. Ma chi lo fa tale uso,lo sà sapientemente mascherare perchè a differenza di tanti e vorrei dire dei più, tale uso si conosce bene a cosa serva, solo che non si tiene presente, anzi, spesso chi lo rimarca in senso critico tale uso è destinato a prendersi una sequela di negatività da parte dell’establishment politico e spesso anche da quello mediatico che tende quest’ultimo a sminuire ed a non valutare i concetti, anzi talvolta ad affermare la loro necessità di coadiuvante presenza :Vorrei domandare a lor signori ma anche esteso a tutta la platea dei loro partiti – maestri mirabili nel fornire l’acqua all’abbeveratoio- come mai nelle risoluzioni politiche all’interno del loro partito non emerga separatezza fra i concetti della laicità dello stato e la condivisione del credo religioso da parte dei singoli politici sostenitori del famigerato campo largo.Probabilmente risponderebbero che la priorità sia quella di poter battere la destra poi successivamente quella di dettare la linea, ma la storia di quel partito e non solo di quello, insegna invece un altra cosa ed è quella che il renzismo e i politici ai margini di questo che coadiuverebbero tale visione politica spingano per fiaccare la resistenza dei loro nemici interni poichè puntano alla guida politica di tale partito senza fare sconti a nessuno. Tempo fa il tanto disprezzato da quest’ultimi Marco Travaglio, in un suo celebre discorso sul Fatto Quotidiano ebbe a dire come messaggio rivolto ai militanti di quel partito : ” se non hanno capito la fregatura portata da Renzi e dal renzismo siano pronti a ricascarci nuovamente”,contenti loro contenti tutti”. In effetti il caposaldo che raggruppa le forze centriste del PD si prepara a dare la scalata alla segreteria e visti i cavalli di troia all’interno del partito credo che abbiano buone probabilità di riuscirci anche perchè devono combattere con forze che ormai fanno acqua da tutte le parti.Come se non ci fosse abbastanza Centro nel PD e nella sua politica e come osserviamo si ripropone ancora una volta il camuffamento valoriale e politico che è tipico di quel partito la cui fetta di appartenenza fu una delle fette formative dello stesso e che ne ha condizionato il percorso grazie alla mirabile intelligenza politica di dirigenti usciti dai DS e dal PDS…. che hanno fatto finta di non capire per ragioni legate spesso al mantenimento di privilegi personali quell’odore d’incenso che usciva dalle sagrestie e chi c’era dietro quell’odore che tirava le fila.Questo tanto per ribadire la ragione ancor più marcata dell’importanza dei simboli nell’USO della politica.Ed i fautori di quell’USO in quella piccola e parziale occasione di cui si parla nel post c’erano tutti in rappresentanza di quelle correnti.Ed allora personalmente non sono d’accordo del ”melting pot” che ne esca perchè ormai provato e riprovato nel tempo e che ha dato risultati che parecchi non vogliono sentire e che cercherebbero in cuor loro di poter scavalcare dalla memoria.Per farla finita una volta per tutte vorrei dire che posto per assurdo il fatto che l’ateo sia rappresentato da un ape e posto invece che un credente sia rappresentato da una mosca,se ne deriva quanto segue: anche se l’ape potesse spiegare alla mosca che il polline è meglio della merda,la mosca non capirebbe mai.E questo forse conferma la giustezza della teoria della relatività,ma con una differenza: che c’è chi vive nel mondo reale e cerca d’interpretarlo e si sforza di trarne delle considerazioni e di non rinunciare a metterle in discussione e chi gli è sufficiente vivere nel mondo creato dalla propria mente alla quale preferisce rendere conto e ci si accomoda fantasticamente bene senza pensare che la verità sia una soltanto : quella oggettiva ! Infatti la verità è una ed il fatto che vengano veicolate più verità spesso corrisponde ad uno strattagemma che permette al più forte di soggiogare il più debole e da questo ne derivi che ci si domandi che ”alle cose per farle vere basta crederci”.La domanda può essere anche quella : chi dei due campi meglio ? Ma la risposta credo che possa contemplare la presenza del fatto che esista la dignità umana che è un assodato fortissimo nella storia dell’evoluzione da bestia ad uomo e con essa anche lo stesso principio dell’evoluzione in quanto ciò che venga inteso come ” cambiamento”.Ecco perchè le ”luci” detto in senso metaforico, rivestono alla fine un modo di pensare importante certamente che ha fatto e continua a fare la storia e non sono una bazzecola come tanti possano pensare sminuendo, ma sono il segno di una presenza che s’impone alla vista di tutti, salvo ciò che scrisse nel 2002 una mano con un pennarello su una delle vetrine di Ponte Vecchio a Firenze in occasione della serrata dei commercianti contro il Florence Social Forum e che spingerebbe anche ad una riflessione : ”Le luci speso attirano gli allocchi”.
uno può anche considerare la religione una sciocchezza, oppure l’oppio dei popoli, o ancora un alibi per fare guerre coloniali, di conquista o per assoggettare i cittadini, e tutto ciò può anche far storcere il naso sulla presenza delle croci su ogni sommità montuosa (è scritto anche nell’articolo), ma l’accensione delle Croce dell’Amiata per una decina di giorni è SOLO la celebrazione di una ricorrenza, d un fatto già avvenuto 80 anni fa per salutare il ritorno alla pace dopo la guerra mondiale e la ricostruzione della croce stessa dopo distruzione ad opera delle truppe tedesche in ritirata. Io francamente non ci vedo nulla su cui polemizzare. Da che mondo è mondo le celebrazioni ufficiali vedono insieme autorità civili e religiose e non credo che si tratti di un momento creato ad hoc per farsi propaganda, perché gli stessi sindaci amiatini non sono tutti dello stesso colore, né il vescovo può essere ascritto ad una parte precisa dello schieramento politico. Una volta ri-spente le lampadine dopo il primo week end di settembre, la croce resterà lassù sulla vetta, ma la cerimonia passerà agli annali, come tutte le cose. Scivolerà nella memoria… Magari fra altri 80 anni ne faranno un’altra. Ma come cantava Guccini “noi non ci saremo”.
Il fatto che da che mondo è mondo le celebrazioni vedano insieme autorità civili e religiose insieme non è detyo che per quesro sia una cosa giusta. Ci sono un sacco di cose brutte o sbagliate che succedono da che mondo è mondo ma questo non le rende giuste. Ci sono cose ben più gravi, certo, ma il rapporto tra stato e religione è un tema serio e certe prevaricazioni su temi importanti nascono e si alimentano anche per certi avvenimenti che sembrano dettagli.
Luca, in questo caso non si celebra la croce sul monte, ma la “ricostruzione della croce” dopo la distruzione della guerra, quindi si celebra un fatto di pace e un messaggio di pace. Credo tra ‘altro che di questi tempi ce ne sia bisogno. Quando si celebrano fatti inerenti la pace, la liberazione dal nazifascismo e la fine di quell’incubo, credo che le celebrazioni non possano prescindere dalla presenza congiunta delle autorità civili e religiose. Succede anche il 25 aprile ed è giusto così. Il che è cosa diversa per esempio dallo sfilare con la fascia tricolore o con quella della Regione alle processioni del venerdì santo o piazzare le madonnine in ogni rotatoria o posteggio.
X Luca Scaramelli. Certamente condivido il tuo pensiero fino in fondo ma spesso il mondo dove viviamo e la stessa società sono portatori oggi specialmente tramite il complesso mediatico di istanze e di preparazione coltivamdo un modo di pensare per il quale certe cose che dici assumono un carattere che possa essere benissimo sorvolato senza lasciare traccia nelle teste delle persone.In pratica la superficialità quando serve. E questa – oltre a chi compie certi atti concreti-è responsabilità anche di tale complesso mediatico che a seconda dei momenti aumenta o sminuisce l’importanza di tutto questo nei modi che ormai vediamo.Giusta è la considerazione tua che fai nella quale dici che le celebrazioni che vedono la partecipazione delle autorità laiche e religiose non è detto che siano una cosa giusta.In tal senso mi sembrerebbe opportuno da parte dei governi- ma mi rendo conto che sono parole al vento proprio per l’interferenza che la chiesa cattolica ha sullo stato laico- una profonda revisione dei patti lateranensi che il cardinal Gasparri fece con Mussolini e lo stato fascistizzato nel 1929.Sarebbe l’ora di poter approdare a tutto ciò poiche anche nazioni soprattutto come la Francia hanno una netta distinzione delle prerogative sulla convivenza fra stato e religione. Qui nella nostra Italia queste cose non vengono considerate proprio prima che politicamente soprattutto culturalmente – perchè per fare un esempio-la rivoluzione francese le ha imposte con la forza del popolo più di due secoli fa anche se ha rimangiato spesso i suoi figli, mentre l’unica rivoluzione che l’Italia ha avuto è stata quella fascista, quindi quella dove gli industriali e gli agrari hanno imposto al popolo di agire in tutt’altro modo che in Francia ed i risultati si vedono anche oggi in un popolo azzerbinato come il nostro…..altro che come dicono le destre che abbia sottostato per decenni all’egemonia culturale della sinistra…c’è ma l’egemonia culturale che ha impresso il suo marchio indelebile nella gente e quindi nella politica da parte fi ciò che esiste al di là del Tevere…la libertà religiosa ci vuole e nessuno la vuole togliere perchè il nostro è uno stato democratico ma alle leggi teocratiche dell’infallibilità della guida ed altro che cozzano contro i principi fondamentali dello stato liberale rivelano che il dominio e l’indirizzamento delle coscenze se avvenuto come nel passato da parte della Chiesa con i suoi dettami ed anche con la sua politica che spesso oggi sembra aderente a concetti di piena umanità mentre dall’altro campo è restrittiva delle facoltà laiche dettate dal liberalismo dello stato laico, se fosse per questo forza piena di governo di una nazione-estremizzando i concetti- vivremmo in uno stato confessionale e non laico, mentre il contrario è quello di vivere in uno stato laico che ammette e permette la libertà di pensiero e quindi anche di negare ma rispettandoli i principi religiosi.Tale separazione concreta e reale urge che si affermi visto che la gente è portata a non distinguere più le interferenze ed appare come cosa normale che vi siano presenze religiose nelle manifestazioni dello stato laico.La Chiesa su tali principi si è adeguata direi anche ipocritamente a tutti regimi ed ha funzionato anche sotto quello comunista quando in Unione Sovietica era ammessa ma non bandita,tant’evvero le chiese in Russia sono state sempre piene specialmente dal dopoguerra in poi, ma gli si imponeva di non varcare i confini fra istituzioni statali e quelle religiose e quest’ultime si sentivano represse.Cosa invece diversa che hanno fatto dopo la caduta del comunismo già dal giorno dopo quando la bandiera rossa è stata ammainata dalle guglie del Cremlino ed il pope letteralmente il giorno dopo ha santificato con l’incenso nella piazza rossa tale avvenimento. Nei regimi teocratici assolutistici la compressione della società da parte dell’istituzione religiosa si accentua in un modo parossistico ed investe ogni settore della vita civile ma la spiegazone di questo esiste e non è davvero casuale ed è quella che mentre noi in Occidente siamo usciti dal Medio Evo con l’Umanesimo e l’Illuminismo passando alla società industriale, quegli stati dove domina la religione soprattutto mussulmana ma anche quella buddista non hanno vissuto tale evoluzione che da noi ha messo le radici nella nostra società civile ,ma sono passati dal Medio Evo all’età moderna in un secolo di storia, anche fra l’altro subendo la nostra dominazione economica ed anche culturale. Noi oggi siamo portati a criticare anche aspramente le loro usanze e le loro concezioni ma da loro lo stato liberale non è mai esitito, ci sono stati i Mullah ed hanno imposto ai poveri il loro credo ed il loro volere anche trasversalmente nei comparti tribali che formavano i governi.Ecco perchè oggi ci scontriamo con tali pulsioni che segnano la diversità delle concezioni fra noi e loro ed ecco anche il perchè da parte della nostra popolazione meno acculturata sulla comprensione di questo nascono le volontà di scavare distanze fra noi e loro, di non favorire l’integrazione e l’accoglienza rifiutando drasticamente tutte quelle disposizioni che andrebbero verso una loro integrazione nel nostro mondo e tutto questo è un problema e sarà un problema in crescendo per il prossimo futuro.Certamentye tali problemi non si risolvono a medio termine ma a lungo termine, però credo che occorra da parte dei governi attuare provvedimenti certi ed anche talvolta precisi e duri quando servano, proprio per non scivolare nel peggio e nel contrasto diretto ma fornire una intelligente integrazione ESENTE DA TUTTE QUELLE CONDIZIONI PER LE QUALI ANCHE LA NOSTRA POLITICA POSSA APPROFITTARE IN MANIERA CLIENTELARE DEI VOTI ED I VOTI FANNO GOLA SOPRATTUTTO IN UN MOMENTO COME QUESTO DOVE LA STESSA POLITICA E’ IN DECADENZA DA PARTE DEI CITTADINI ITALIANI MA CHE CON MEZZI CLIENTELARI IL SISTEMA LI INGLOBA E LI UTILIZZA PER I PROPRI SCOPI. SU QUESTO OCCORREREBBE METTERE GLI OCCHI MA A TANTI QUESTO NON STA’ BENE PERCHE’-DICONO CHE CERTI SETTORI DELLA SOCIETA’ SIANO PREVENUTI VERSO TALE POLITICA.
Tutti i torti non li hanno perchè lo vediamo nelle politiche del nostro governo che tende ad osteggiare l’immigrazione. Preciso che quella clandestina vada fermata e respinta e su questo non ci piove ma tale processo spesso lo si vede e comprende che venga osteggiato proprio da quei settori che ne beneficiano che sono associazionismi sia religiosi chè laici legati soprattutto alla sinistra come cooperativismo, associazionismo religioso pompato dalla chiesa cattolica,che detto fra noi da una parte espleta servizi ma da una parte introtita soldi pubblici a non finire che dovrebbero essere impiegati anche verso altre destinazioni esenti dal clientelismo politco diretto ed indiretto.Il problema è complesso ma anche in questo ed al suo interno si comprende ciò che voglia dire interferenza anche quando agli occhi dei più non appare ed appaia come un fatto ” normale”. E spesso è proprio tale ”anormalità” che a noi ci fanno apparire come cosa ”normale”. Ecco in fondo perchè occorrerebbe marcare di più la separazione fra stato laico e chiesa cattolica adeguando quei patti che risalgono ad un secolo fa,quando il Papa Pio XI disse che Mussolini era l’uomo della Provvidenza, ed il popolo bue applaudì. Eh ci credo che lo disse,avrei voluto vedere il contrario !…Ma al regime premeva ingraziarsi la chiesa cattolica e che non trovasse ostacoli verso la propria politica di espansione e di sopraffazione interna ed esterna e che avrebbe condotto poi alla guerra.E allora lo vediamo sia la doppiezza sia della politica dei governi sia della stessa Chiesa che s’incaricava da sempre di ammansire le persone per preparare poi l’avento dei regimi che gli avrebbero tornato comodo ? Questo l’hanno prodotto sotto ogni regime politico di adeguamento alle necessità ed è per questa ragione fondamentale che sono sopravvissute al crollo di imperi per 2 millenni ed appunto giudicando questo mi sembrerebbe anche idoneo che nel futuro un impuslso al cambiamento di certi rapporti possa essere produttivo per un benessere che poi nel tempo venga riscontrato come reale di tutti i cittadini.