IL 26 AGOSTO SARA’ ILLUMINATA LA CROCE SULL’AMIATA. MA SOLO FINO AL PRIMO WEEK END DI SETTEMBRE

lunedì 17th, agosto 2026 / 18:35
IL 26 AGOSTO SARA’ ILLUMINATA LA CROCE SULL’AMIATA.  MA SOLO FINO AL PRIMO WEEK END DI SETTEMBRE
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Il prossimo 26 agosto la croce posta sulla sommità del Monte Amiata verrà illuminata, come accadde esattamente 80 anni fa, nel 1946, quando Papa Pio XII,  con un collegamento radio “accese” la croce appena ricostruita, dopo che nel ’44 i nazisti l’avevano fatta saltare in aria.

La croce originale costruita interamente in ferro, stile Torre Eiffel, era stata posizionata nel 1910, in piena Belle Epoque. L’idea fu del Papa di allora Leone XIII, il progetto dell’architetto senese Luciano Zalaffi. Il ferro necessario fu portato da Abbadia San Salvatore fino alle vetta dell’Amiata a mano e dorso di mulo, da volontari, lungo sentieri ancora impervi. La strada attuale non esisteva. Qualcosa di simile avvenne anche nel 1946, quando dopo la distruzione ad opera delle truppe germaniche in ritirata, cittadini comuni, fabbri, meccanici, artigiani si adoperarono per recuperare le parti integre e sostituire quelle divelte dall’esplosione e per ricostruire il monumento posto ai 1.738 metri della vetta.  Che fu re-inaugurato, appunto 80 anni fa, il 24 agosto.

Le parole pronunciate allora dal pontefice Pio XII, figura peraltro controversa, “richiamavano la pace, la concordia e il superamento degli odii e la capacità di tornare a costruire insieme”, così si è espresso il sindaco di Abbadia, Niccolò Volpini, che poi ha aggiunto:  “Il 26 agosto la Croce tornerà a illuminarsi e vorremmo che quella luce richiamasse ancora una volta il valore di una comunità capace di ritrovarsi e di ricostruire insieme ciò che era stato distrutto”.

La celebrazione, sulla vetta, avrà inizio alle 18,30. Interverranno oltre allo stesso Volpini, anche il Presidente dela Regione Eugenio Giani, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena e vescovo della diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza, i sindaci del Monte Amiata, sia del versante senese che di quello grossetano, ovvero Piancastagnaio, Radicofani, Castiglion d’Orcia, Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Cinigiano.  Alle ore 20,o0 il quartetto d’archi dell’orchestra Oida di Arezzo accompagnerà il momento della progressiva accensione della croce. Che rimarrà illuminata fino al primo fine settimana di settembre. E non per sempre. Questo perché anche la Chiesa ritiene l’illuminazione della croce un fatto solenne, ma che va bene una tantum, e non come soluzione perenne. Per rispetto dell’ambiente e della delicatezza dei luoghi, che verrebbe alterata dalla croce illuminata.

Una decina di anni fa, esattamente nel 2015 qualcuno propose di ri-illuminare anche la croce posta sulla sommità del Monte Cetona, illuminata “una tantum” il 28 giugno 1968, quando ad accenderla fu direttamente Papa Paolo VI, dal Vaticano. Nell’occasione il pontefice rivolse anche un discorso  alle popolazioni del Cetona, in diretta radio.  Ma fu un fatto eccezionale. Una tantum.  La Croce del Cetona era stata eretta, per volontà del vescovo di Chiusi e Pienza Mons. Carlo Baldini e dall’Azione Cattolica, l’anno prima dell’illuminazione, nel 1967. Ad inaugurarla vennero l’arcivescovo di Siena mons. Castellano e il presidente della Camera dei Deputati On. Brunetto Bucciarelli Ducci.

Lo stesso Papa Paolo VI nel discorso radiofonico non mancò di sottolineare la particolare delicatezza del  territorio del Cetona. “Un territorio che racchiude memorie di arte e fede incastonate nell’attrattiva di una splendida cornice naturale”. Proprio così disse. Come a lasciar intendere che per qualche giorno la croce illuminata può andare, per sempre no.  E infatti i comuni di Cetona e Sarteano nel 2015 dissero di no alle lampadine perenni.

Anche secondo noi già la croce su ogni vetta è un po’ una forzatura, illuminarla in maniera fissa lo sarebbe ancora di più, e sono una “forzatura” anche i ripetitori per le Tv e la telefonia. Sulla sommità dell’Amiata sono una selva e sono più alti della croce. Sul Cetona le antenne sono posizionate non proprio in vetta, ma sono comunque ben visibili da km e km di distanza. Dicono che sia il prezzo da pagare al progresso e alla comodità della televisione e dei telefonini, che però in cima all’Amiata fanno comunque le bizze.

M.L.

 

 

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