FERRAGOSTO DA INCUBO: IL TRASIMENO VICINO ALLA SOGLIA DEI -2 METRI SULLO ZERO IDROMETRICO. ANCHE TORRENTI E FIUMI IN SOFFERENZA
CASTIGLIONE DEL LAGO – E’ così in tutta Europa. Anche il Danubio, il Reno e il Po sono in secca e pagano difficoltà serissime anche per quanto riguarda la navigazione. Ma la situazione del Lago Trasimeno sta diventando drammatica: -191 cm sullo zero idrometrico. Il dato è di ieri 14 agosto. Nel 2003, altra annata segnata da una estate rovente e una forte siccità, il livello scese, al massimo, a -180 cm. Insomma il lago umbro, il più esteso dell’Italia peninsulare, sta avvicinandosi pericolosamente alla soglia dei -2 metri. Che anche dal punto di vista psicologico è una mazzata. E se dura questo caldo torrido, è probabile che ai -200 cm ci arrivi molto presto. La stagione turistica è compromessa. E anche l’immagine del lago con l’acqua che in certe zone si è ritirata fino oltre 100 metri dalla riva e rimane bassissima per altri 100 metri è per molti versi devastante. Ma non è la prima volta che accade. Non è la prima volta che i battelli per le isole non possono navigare e che sia praticamente impossibile fare un bagno decente. Chiaro che in queste condizioni, chi aveva intenzione di venire al Trasimeno per turismo ambientale-balneare ha dovuto optare per altri lidi. Per ora anche l’immissione diretta dell’acqua dalla diga di Montedoglio (200 litri al secondo) non ha portato i benefici sperati. Ma contro i 40 gradi e l’assenza di precipitazioni, salvo qualche sporadico nubifragio, c’è poco da fare. D’altra parte anche al mare, sia sul versante adriatico che su quello tirrenico l’acqua supera i 30 gradi, sembra di fare il bagno alle terme.
Tornando al Trasimeno la Regione ha avviato lavori di dragaggio e ha anche annunciato che si sta lavorando per arrivare ad una adduzione dal Montedoglio dai 200 litri/secondo attuali ad almeno 800 litri al secondo. Ma ci vorrà del tempo. Non sarà per ora. Forse per la stagione estiva 2027. Il Trasimeno come è noto dipende molto dalle piogge, non ha affluenti veri che portino acqua tutto l’anno. Solo fossi, torrenti e canali che sono quasi sempre in secca e quando sono in piena portano acqua e fango…
La siccità sta causando problemi non solo alle attività economiche legate al turismo, ma anche all’agricoltura e allo stesso ecosistema lacustre, con flora e fauna messe a dura prova. E con il rischio di proliferazione di specie ittiche “aliene” abituate ad acque più calde o paludi, che entrano in competizione con quelle autoctone. Nel vicino e più piccolo lago di Chiusi, per esempio, si sta combattendo una battaglia per catturare ed “estirpare” le numerosissime tartarughe americane, una specie arrivata di recente (forse immessa da qualcuno che ha ripulito l’acquario) e che si è moltiplicata a dismisura, come era successo anni fa con i gamberi della Lousiana. Ovviamente con ripercussioni negative su altri pesci tipici quasi completamente scomparsi. In pratica si assiste ad una vera e propria “sostituzione etnica” fra specie ittiche.
Se dura così, fra qualche anno sarà difficile anche mangiare un piatto di brustico o di tegamaccio, piatti che fanno parte della cultura materiale ancestrale delle popolazioni della zona fra i tre laghi (Trasimeno, Chiusi e Montepulciano) e sono anche oggetto di frequentatissime sagre (Porto, Villastrada, Borghetto…). I meteorologi dicono che la tendenza è questa: estati sempre più calde, piogge sempre meno e quando arrivano arrivano in forma di bombe d’acqua e nubifragi. Serviranno quindi opere e interventi strutturali per garantire la tutela degli specchi d’acqua e anche dei fiumi e torrenti, sempre più malmessi. Dalla zona di Piegaro segnalano le condizioni “pietose” in cui versa il Nestore lungo tutta la valle che ne porta il nome, dalla sorgente sulle colline dell’alto orvietano (Monteleone d’Orvieto), fino all’innesto nel Tevere dopo Marsciano. Il Paglia, altro affluente di destra del Tevere, che corre dal Monte Amiata fin quasi a Baschi non è messo meglio. C’è chi in Valnestore torna a parlare del progetto Diga sullo Ierna, un invaso previsto già negli anni ’70-80 e poi rimasto lettera morta… come la Diga di San Piero in Campo nel cuore della celebratissima Val d’Orcia, nel comune di Radicofani, avviata a costruzione e lasciata incompiuta come monumento allo spreco: fu fermata ai tempi dello scandalo Tangentopoli, nei primi anni ’90, mentre a Val d’Orcia diventava patrimonio Unesco…
Fra tanti esempi negativi, uno positivo ce n’è: ed è la conduttura che porta acqua dall’invaso di Montedoglio all’acquedotto di Chiusi, evitando così di attingere acqua potabile dal lago, come è avvenuto dal 1971, al 2025. Con grande beneficio per il Chiaro. A parte le tartarughe…
m.l.









Purtroppo è così, credo che se il trend in atto continua non riuscirò più a uscire con la barca dalla darsena di Castiglione, l’ ultima volta l’ ecoscandaglio mi segnava sui 60-70 cm. Poi il dato altrettanto impressionante è la temperatura dell’ acqua sui 32 gradi, con profondità che da nessuna parte raggiunge i 4 metri : tra Castiglione e l’ Isola Polvese siamo stabilmente sotto i 3, e il punto più profondo che si trova nei pressi dell’ Isola Maggiore segna sui 3.70.