INCENDIO ALLA CASA DEL POPOLO DI ABBADIA DI MONTEPULCIANO: PRESI I PRESUNTI RESPONSABILI. AVEVANO IN CASA SIMBOLI FASCISTI E NAZISTI E UN VIDEO COMPROMETTENTE

mercoledì 27th, maggio 2026 / 09:16
INCENDIO ALLA CASA DEL POPOLO DI ABBADIA DI MONTEPULCIANO: PRESI I PRESUNTI RESPONSABILI. AVEVANO IN CASA SIMBOLI FASCISTI E NAZISTI E UN VIDEO COMPROMETTENTE
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MONTEPULCIANO – Non fu un corto circuito. Né una “bravata”, una ragazzata. L’incendio che nell’ottobre scorso devastò la Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano, alla vigilia delle elezioni regionali, fu un atto doloso. Con tutta probabilità di natura politica. Un tempo avremmo scritto “di chiara marca fascista”. Dopo più di 6 mesi di indagini sono stati individuati e sottoposti a misure cautelari i due presunti responsabili del gesto. Si tratta di due giovani di 19 e 23 anni, italiani, residenti nel territorio, che erano stati “immortalati” dalle telecamere di sorveglianza nonostante avessero cappuccio e volto coperto (si è scoperto poi, dalle bandiere del Pd rubate all’interno della struttura e date alle fiamme anch’esse, insieme ad un libro su Antonio Gramsci).

Ed è proprio questo particolare che fa pensare alla matrice politica dell’episodio. Le perquisizioni a casa dei due giovani hanno portato alla scoperta di bandiere e simboli riferibili al nazismo e al fascismo, coltelli e pure una pistola giocattolo e due targhe rubate all’interno della Casa del Popolo. Che è come aver trovato la refurtiva in casa dei ladri…

Ma soprattutto, nei cellulari dei due giovani sono stati trovati un video girato da loro e inviato ad una terza persona, che riprende il rogo di un libro su Antonio Gramsci e di alcune bandiere storiche del Pci e del Pd e altre riprese dell’incendio della struttura.

Pare che i due avessero anche l’intenzione di  impossessarsi dei fondi destinati alla ricostruzione. Il 23enne aveva infatti creato un sito internet fasullo proprio per truffare chi voleva fare donazioni per ricostruire la Casa del Popolo danneggiata. La sua posizione è più grave e infatti il Gip ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari. Per il 19enne invece solo obbligo di dimora a Montepulciano.  Quest’ultimo avrebbe chiesto di essere interrogato, per poi ammettere la responsabilità del gesto, motivandolo però come una sorta di vendetta verso il gestore del bar della struttura con cui aveva dei dissapori ed escludendo dunque la matrice politica. Se sia solo un tentativo di alleggerire l’accusa lo vedremo più avanti.

Vale la pena ricordare che il danno provocato dall’incendio non è stato irrisorio. Oltre al danno materiale infatti va considerata la distruzione dell’enorme archivio storico che era custodito nella soffitta sopra al primo piano e curato da Pd e Auser. In totale si stima un danno complessivo di oltre 400 mila euro.

Inevitabile collegare l’episodio (e la scoperta della matrice dolosa e quasi certamente anche politica) alla notizia recente del gruppo di adolescenti denunciati a Siena per apologia di fascismo e nazismo, detenzione illegale di armi, incitamento all’odio razziale. Lo ha fatto anche il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini che parla apertamente di “un filo nero che collega questo episodio ai recenti fatti emersi anche a Siena. Sono segnali che non possono essere sottovalutati e che chiamano tutti a una responsabilità collettiva”. “Ci auguriamo che tutte le forze politiche (anche quelle molto timide o addirittura silenziose dopo l’incendio dell’ottobre 2025) le istituzioni e le realtà associative sappiano fare fronte comune nella difesa dei valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la nostra Repubblica” conclude Angiolini, ricordando che “la Casa del Popolo di Abbadia ha rappresentato da sempre un presidio di socialità e partecipazione. Il suo incendio resta una ferita ancora aperta per tutta Montepulciano”.

“Vorrei parlarci con quei due ragazzi, vorrei sentire da loro, dalla loro voce, il perché del gesto e perché provano odio verso le bandiere rosse, i simboli e i luoghi, le figure del movimento operaio e contadino, a tal punto da bruciarli…”  ha scritto in un post il segretario uscente del Pd senese Andrea Valenti.

In effetti l’allarme è serio. Perché il fascismo, quello vero, quello del ventennio, nel 1921 cominciò proprio così: con gli incendi alle case del popolo, con le aggressioni verbali e fisiche nei confronti degli avversari, ma anche dei giornalisti, degli intellettuali, e con qualcuno che riteneva che tutto ciò fosse normale e altri che si voltavano dall’altra parte, indifferenti, perché loro nelle case del popolo non ci andavano e la cosa dunque non li riguardava. E sappiamo tutti come andò a finire.

M.L.

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