INCENDIO ALLA CASA DEL POPOLO DI ABBADIA DI MONTEPULCIANO: PRESI I PRESUNTI RESPONSABILI. AVEVANO IN CASA SIMBOLI FASCISTI E NAZISTI E UN VIDEO COMPROMETTENTE
MONTEPULCIANO – Non fu un corto circuito. Né una “bravata”, una ragazzata. L’incendio che nell’ottobre scorso devastò la Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano, alla vigilia delle elezioni regionali, fu un atto doloso. Con tutta probabilità di natura politica. Un tempo avremmo scritto “di chiara marca fascista”. Dopo più di 6 mesi di indagini sono stati individuati e sottoposti a misure cautelari i due presunti responsabili del gesto. Si tratta di due giovani di 19 e 23 anni, italiani, residenti nel territorio, che erano stati “immortalati” dalle telecamere di sorveglianza nonostante avessero cappuccio e volto coperto (si è scoperto poi, dalle bandiere del Pd rubate all’interno della struttura e date alle fiamme anch’esse, insieme ad un libro su Antonio Gramsci).
Ed è proprio questo particolare che fa pensare alla matrice politica dell’episodio. Le perquisizioni a casa dei due giovani hanno portato alla scoperta di bandiere e simboli riferibili al nazismo e al fascismo, coltelli e pure una pistola giocattolo e due targhe rubate all’interno della Casa del Popolo. Che è come aver trovato la refurtiva in casa dei ladri…
Ma soprattutto, nei cellulari dei due giovani sono stati trovati un video girato da loro e inviato ad una terza persona, che riprende il rogo di un libro su Antonio Gramsci e di alcune bandiere storiche del Pci e del Pd e altre riprese dell’incendio della struttura.
Pare che i due avessero anche l’intenzione di impossessarsi dei fondi destinati alla ricostruzione. Il 23enne aveva infatti creato un sito internet fasullo proprio per truffare chi voleva fare donazioni per ricostruire la Casa del Popolo danneggiata. La sua posizione è più grave e infatti il Gip ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari. Per il 19enne invece solo obbligo di dimora a Montepulciano. Quest’ultimo avrebbe chiesto di essere interrogato, per poi ammettere la responsabilità del gesto, motivandolo però come una sorta di vendetta verso il gestore del bar della struttura con cui aveva dei dissapori ed escludendo dunque la matrice politica. Se sia solo un tentativo di alleggerire l’accusa lo vedremo più avanti.
Vale la pena ricordare che il danno provocato dall’incendio non è stato irrisorio. Oltre al danno materiale infatti va considerata la distruzione dell’enorme archivio storico che era custodito nella soffitta sopra al primo piano e curato da Pd e Auser. In totale si stima un danno complessivo di oltre 400 mila euro.
Inevitabile collegare l’episodio (e la scoperta della matrice dolosa e quasi certamente anche politica) alla notizia recente del gruppo di adolescenti denunciati a Siena per apologia di fascismo e nazismo, detenzione illegale di armi, incitamento all’odio razziale. Lo ha fatto anche il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini che parla apertamente di “un filo nero che collega questo episodio ai recenti fatti emersi anche a Siena. Sono segnali che non possono essere sottovalutati e che chiamano tutti a una responsabilità collettiva”. “Ci auguriamo che tutte le forze politiche (anche quelle molto timide o addirittura silenziose dopo l’incendio dell’ottobre 2025) le istituzioni e le realtà associative sappiano fare fronte comune nella difesa dei valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la nostra Repubblica” conclude Angiolini, ricordando che “la Casa del Popolo di Abbadia ha rappresentato da sempre un presidio di socialità e partecipazione. Il suo incendio resta una ferita ancora aperta per tutta Montepulciano”.
“Vorrei parlarci con quei due ragazzi, vorrei sentire da loro, dalla loro voce, il perché del gesto e perché provano odio verso le bandiere rosse, i simboli e i luoghi, le figure del movimento operaio e contadino, a tal punto da bruciarli…” ha scritto in un post il segretario uscente del Pd senese Andrea Valenti.
In effetti l’allarme è serio. Perché il fascismo, quello vero, quello del ventennio, nel 1921 cominciò proprio così: con gli incendi alle case del popolo, con le aggressioni verbali e fisiche nei confronti degli avversari, ma anche dei giornalisti, degli intellettuali, e con qualcuno che riteneva che tutto ciò fosse normale e altri che si voltavano dall’altra parte, indifferenti, perché loro nelle case del popolo non ci andavano e la cosa dunque non li riguardava. E sappiamo tutti come andò a finire.
M.L.









Idem, come per i ragazzotti di Siena : la mamma dei cretini è sempre gravida !
Mitomani, frustrati,alienati e, chi più ne ha ne metta !!
Riprendendo l’affermazione di Andrea Valenti mi piacerebbe sentire da questi due ragazzi cosa sanno del fascismo. Tutto qui, perché se ne conoscessero anche solo una minima parte non avrebbero fatto quello che hanno fatto.
Mi chiedo se oltre alla responsabilità diretta e personale di chi compia il gesto,se la responsabilità morale investa anche la famiglia. E non è questione di maggiore età o meno, ma di educazione a pensare, di educazione impartita. E allora se si riconosce giusto il fatto che dell’effetto occorra ricercarne anche la causa,qui si entra in altre considerazioni che si allargano ed investono non solo le persone che sono coinvolte in primo e secondo piano come di conseguenza, ma si debba tirare in ballo il sistema, quello di ieri e quello di oggi, specialmente quando si sà che esista a maggioranza chi si giri dall’altra parte perchè sembra loro che tali gesti non li riguardino.Il fascismo nella sua storia si è affermato così ed a causa di quella maggioranza silenziosa che è colpevole moralmente anche se non ha commesso direttamente il fatto. E questi sono i più come numero nella nostra società di massa. Ecco anche perchè la natura del fascismo investe tutta la collettività e la formazione delle menti che possono essere più deboli perchè esiste un sistema che ha le caratteristiche strutturali per le quali si arrivi a produrre questo, e le responsabilità riguardano in primis l’educazione a pensare.E spesso chi pensa che il mondo debba andare avanti così come è andato e continua ad andare fin’ora perchè tanto non si possa cambiare la natura umana considerando allo stesso tempo una utopia la necesità del cambiamento, è su un terreno sbagliato perchè certifica e suggella con tale modo di pensare oggi più che mai comune a molti l’impossibilità di tale cambiamento.E questa è in gran parte la forza di questo sistema accettandone l’esistente. Da qui la lotta giusta e lecita ed anche faticosa di coloro che desiderano un mondo diverso sapendo che alle regole che determinano questo sistema spesso occorra soprattutto moralmente e politicamente dire di no perchè se non si rompono tali equilibri secolari ed ancestrali il mondo sarà sempre come è adesso, dove una minima parte degli uomini ne domina una massima parte,culturalmente, economicamente e materialmente e questo è una causa primaria che porta alla guerra che è il modo ormai assodato e proprio delle classi dominanti di rigettare indietro l’affermarsi di principi che sarebbero letali per chi difende lo status quo e tali classi lo sanno bene tutto questo….Spesso la politica di costoro cerca ogni ragione per far penetrare nelle pubbliche opinioni il fatto che tali principi siano superati ma nello stesso tempo prepara sempre in qualsiasi modo il terreno perchè tutto questo venga accettato dalle classi subalterne che subiscono e sottostanno a tali processi ma che progressivamente non trovano mai le ragioni culturali in primo luogo per opporsi e diventano così perdenti. Il risultato sono anche in piccolo gli avvenimenti riportati dal Post di Lorenzoni ed ecco perchè mi piace sempre riportare le più volte dette parole del Prof.Nasser Khalili: ” La più grande arma di distruzione di massa è l’gnoranza e se l’ignoranza è il problema la soluzione deve essere l’educazione”.Ecco perchè occorre lottare in primo luogo perchè questa si possa affermare e far parte inalienabile del sistema dominante, poichè senza questa non c’è futuro per nessuno ! Chi rimesta cercando di nascondere o sminuire tali principi vendendo spesso fumo e devianza, oggi fa anche parte delle classi subalterne poichè tale modo di sentire è entrato a far parte del ” modus pensandi” di tali classi e spesso diventa inconsapevolmente una vittima quando non si rende conto, ma può diventare anche un esecutore consapevole che si schiera dalla parte opposta perchè ritiene di salvaguardare col proprio comportamento quelli che è spinto a considerare come dei propri interessi personali od in antitesi di quelli sociali e collettivi, quindi il problema per l’ennesima volta è in primis culturale.Difatti estremizzando il concetto,la cultura individualista viene difesa strenuamente dal sistema vigente che cerca di oscurare, rimandare ed allontanare quella legata alla socialità. Abbiamo mai per esempio pensato e riflettuto quanto contribuisca a tutto questo la religione, tutte le religioni intese e presentateci come inalienabile bisogno umano di credere ? Tutte le religioni fanno leva sull’individuo inteso come concetto a se stante,come centro unico, promettendo la speranza della sopravvivenza dopo la morte,che diviene una speranza nelle menti umane pur rimanendo una incognita.Il nesso centrale di tutto questo è l’uomo,diventato il simbolo di una lotta per la libertà in un mondo dove altri uomini come lui obbediscono agli stessi indirizzi, alle stesse pulsioni e soprattutto investendo tutte le energie morali e materiali per la loro sopravvivenza a seconda di come comanda,raccomanda ed educa il sistema dove vivono.Un grande padre della psicoanalisi come Sigmund Freud ebbe a dire ad un certo punto della sua vita:”Se l’uomo distoglierà dall’aldilà le sue speranze e concentrerà sulla vita terrena le forze rese così disponibili,riuscirà probabilmente a rendere la vita sopportabile per tutti e la civiltà non più oppressiva per alcuni.” Molti dei cambiamenti avvenuti nella storia delle nazioni e dei popoli oggi sono considerati dalla cultura imperante degli aspetti superati dalla storia al punto che si rifiuta ossessivamente in ogni campo della critica politica il concetto della continuità storica degli avvenimenti diffondendone come metodo d’indagine e culturalmente la non dipendenza dell’uno dall’altro che ne segue.Chiediamoci una buona volta a cosa serva tutto questo e cosa faccia trionfare se non la continuità del dominio. Troppo difficile ?
Probabilmente la consapevolezza storica di questi ragazzi è minima. Parlerei piuttosto di fascinazione adolescenziale (e non solo) verso messaggi trasgressivi, provocatori e negativi, tra cui, ahimè, anche fascisti. Per questo credo che sia responsabilità di noi adulti e delle istituzioni fornire messaggi alternativi che possano promuovere i valori dell’accoglienza, dell’integrazione e della solidarietà, laddove esiste un vuoto di contenuti, spesso riempito con la violenza e l’intolleranza