LA TRE GIORNI POLIZIANA DEL “CORRENTONE” PD. ELLY SCHLEIN FREDDINA CON I SUOI SUPPORTERS

lunedì 01st, dicembre 2025 / 17:22
LA TRE GIORNI POLIZIANA DEL “CORRENTONE” PD. ELLY SCHLEIN FREDDINA CON I SUOI SUPPORTERS
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MONTEPULCIANO – L’assessora alla cultura del comune di Montepulciano Lara Pieri l’ha definita “una nuova Ventotene”. Probabilmente ha esagerato. O semplicemente ne ha dato una lettura quantomeno troppo ottimistica. Però, tra venerdì e domenica, sotto quel tendone piazzato nel giardino di Poggiofanti, proprio sotto alle mura del centro storico, qualcosa è successo. E sotto quel tendone c’erano un bel po’ di quelli che contano dentro il Partito Democratico. E’ venuta pure la segretaria nazionale Elly Schlein. 

Ma l’iniziativa non era esattamente una kermesse del Pd.  Era una kermesse di una parte del Pd. Ovvero delle correnti che hanno sostenuto la segretaria alle primarie del 2023 e ora, in vista delle politiche del 2027 e dunque della necessità di individuare la candidatura a premier del Campo Largo, mettono un po’ le mani avanti. Qualcuno (Il Corriere della Sera, per esempio) ha scritto che “presentano il conto”.

C’erano Franceschini e i suoi, insieme agli ex seguaci di Letta (Anna Ascani e qualcun altro) e inoltre Andrea Orlando, Speranza, Boccia, Provenzano, Debora Serracchiani, la capogruppo alla camera Chiara Braga, il colonnello di Elly in Toscana Marco Furfaro,  Misiani, Marina Sereni, Annalisa Corrado (una dei parlamentari che erano sulla Sumud Flotilla) e perfino Gianni Cuperlo, che è quello che fa sempre i discorsi più sensati e più robusti, ma conta meno del due di briscola.

In sostanza sotto il tendone di Montepulciano, dove – dicono – faceva freddino, c’era tutta la “maggioranza interna” al Pd, ormai più larga di quella delle primarie di due anni fa.  Elly Schlein però ha tenuto a precisare che lei è “la segretaria di tutto il Pd” e che non vuole “discussioni autoreferenziali”. Il Manifesto, a tal proposito ha citato un vecchio film di Bernardo Bertolucci girato guarda caso anche quello in provincia di Siena: “Io ballo da sola”… . “Sono figlia di tutte le culture politiche che hanno dato vita al Pd”, ha concluso Schlein con un tono ecumenico, che sembra una mano tesa o un “ramoscello di ulivo” alla destra interna, che in contemporanea si è riunta sabato a Prato a casa dello scontento numero uno del Pd Toscano Biffoni, ex sindaco della città e consigliere regionale più votato alle recenti elezioni, ma rimasto fuori dalla stanza dei bottoni.

Qualcuno tra gli intervenuti (Orlando) ha invitato la segretaria a non galleggiare e pattinare cercando di mettere d’accordo tutti, ma a fare scelte nette, ben riconoscibili dagli elettori. Ai rilievi critici, Elly Schlein ha risposto citando i numeri della crescita del partito in termini di tessere e di voti (meglio dire di percentuali, perché i voti non dappertutto sono cresciuti).  Dalla platea di Montepulciano in tanti si sono espressi per Elly unica candidata del Pd alle eventuali primarie di coalizione. Nessuno ha proposto e neanche ipotizzato un eventuale piano b. Ovvero una candidatura diversa.

Qualcun altro ha sentenziato “mai più governi tecnici o di larghe intese”, ma su questo l’impressione è che non tutti siano sulla stessa linea. E il Pd è sempre in mezzo ad un guado.  C’è da fare il Congresso, per esempio. La scadenza naturale del mandato di Elly Schlein è a febbraio 2027, ovvero quando sarà già campagna elettorale per  le politiche. Meglio anticiparlo? Ma a quando? I rischio di arrivare alle elezioni con una leader “scaduta” è reale, e ad aprile 2026 ci sarà  il referendum sulla giustizia… Insomma gli spazi di manovra sono risicati. Lei, la segretaria, lo ha fatto capire, non intende farsi tirare per la giacchetta neanche da chi le è stato finora più vicino.

Intanto la “Ventotene” di Montepulciano non ha partorito un “manifesto epocale”, ma ha sancito che a guidare il correntone sarà un Triumvirato composto da Michela De Biase (moglie di Franceschini) per AreaDem, Nico Stumpo per gli ex Art 1 e Marco Sarracino per l’area Orlando.

Si pensa ad una Assemblea nazionale del Partito da tenersi entro dicembre, massimo gennaio, una sorta di congresso smart, per arrivare ad una re-investitura di Elly Schlein con numeri più ampi di quelli del 2023 e evitare di arrivare alle elezioni politiche con una leadership scaduta o delegittimata. In ogni caso, il correntismo dentro il Pd non è finito, la segretaria non è sembrata tutta baci e abbracci nei confronti dei suoi sostenitori. Anzi, è apparsa a tratti pure infastidita e piuttosto glaciale. Sarà stato il freddo di quel tendone?

Domanda finale: certo può anche far piacere che un partito (o una parte di esso) scelga questo territorio per una iniziativa nazionale, è tutta pubblicità, ma…  il correntone che ha organizzato la tre giorni poliziana, un teatro, un palasport, una struttura riscaldata e con un pavimento al posto del ghiaino non se la poteva permettere?

m.l. 

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