IL PD SI E’ GIOCATO ANCHE LA TOSCANA. LETTA PRONTO A LASCIARE. IL SEGRETARIO SENESE VALENTI SPIEGA CHE PARTITO VORREBBE

lunedì 26th, settembre 2022 / 18:13
IL PD SI E’ GIOCATO ANCHE LA TOSCANA. LETTA PRONTO A LASCIARE. IL SEGRETARIO SENESE VALENTI SPIEGA CHE PARTITO VORREBBE
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SIENA-  Diciamolo chiaramente, se l’ex presidente della Regione, candidato con il partito che governa ancora la maggioranza dei comuni e ha governato il territorio per decenni, perde le elezioni contro il candidato del centro destra, che è il vicesindaco di Grosseto (e niente di più),  il problema è grosso. “Una catastrofe” l’ha definita il suddetto ex presidente di regione, ovvero Enrico Rossi. E ne ha ben donde, direbbe il vecchio Pizzul… Stessa sorte è toccata nel collegio uninominale del Senato a Silvio Franceschelli, ex presidente della Provincia di Siena, e nel collegio aretino a Vincenzo Ceccarelli, capogruppo in Regione, che paga quasi 10 punti nei confronti di Tiziana Nisini della Lega…  Pd e centro sinistra si sono giocati anche la Toscana. Il Pd vince in un solo collegio uninominale, con Ilaria Cucchi, candidata in quota Sinistra Italiana-Verdi, e forse non è un caso… Il terzo polo Renzi-Calenda non si è neanche avvicinato alle vette (basse) di centro destra e centro sinistra e si è fermato intorno al 9%, con un picco del 12% a Siena. In sostanza Stefano Scaramelli pur non avvicinandosi neanche alla quota del centro destra e del centro sinistra ha riportato ancora una volta un buon risultato. Invirtù della legge elettorale non aveva possibilità alcuna di essere eletto, ma il suo lo ha fatto e adesso quel 12% lo giocherà sul piano locale, magari per spuntare la candidatura a sindaco di Siena nel 2023. Questo era il suo obiettivo.

Nella sua città, Chiusi, Scara ha un plafond consolidato di 400 voti. Alla Camera, è andato meglio del M5S (11,5% contro il 10,15). Nela città di Porsenna, che ha votato nel 2021 per il Comune, il Pd resta primo partito con 1.240 voti pari al 32%. Seconda forza Fratelli d’Italia con 900 voti e il 23%. Centro destra però, nel complesso sotto al centro sinistra di soli 100 voti, uno più uno meno… Anche a Sarteano, dove s è votato nel 2022 il Pd è primo partito (699 voti pari al 31,5%), ma il centro destra è sopra al centro sinistra: 948 voti (41,6%) contro 859 (37,7%).  Stessa situazione a Chianciano, cittadina governata dal centro destra: Pd 887 vori e 28,8%, Fratelli d’Italia 824 e 26,7.ma coalizione di centro destra sopra ai “progressisti” di 100 voti circa. Non fa eccezione Montepulciano con il Pd al 30,2 e Fratelli d’Italia al 26,2, ma coalizione guidata da Giorgia Meloni sopra dei soliti 100 voti e 2 punti percentuali. Insomma anche la Valdichiana conferma il trend nazionale e lo conferma pure nell’inconsistenza totale della sinistra a sinistra del Pd, ridotta a presenza minima più che marginale. Con l’1% difficile ipotizzare una qualche ripartenza.

Per quanto riguarda il Pd, Enrico Letta ha già detto che lascia. «Faremo un congresso di profonda riflessione, sul concetto di un nuovo Pd che sia all’altezza di questa fida epocale, di fronte a una destra che più destra non c’è mai stata. Assicurerò con spirito di servizio la guida del Pd fino al congresso a cui non mi presenterò da candidato». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, in conferenza stampa al Nazareno. Tutto sta a vedere quando il partito vorrà fare il congresso e se il segretario rimarrà a bagnomaria. Nei panni di Letta non avremmo aspettato neanche un minuto. La sconfitta è tale che non ammette tergiversazioni.

Su che tipo di cogresso serve al Pd è decisamente più chiaro il segretario senese Andrea Valenti:

“Il dato delle elezioni politiche è netto è incontrovertibile . La destra, a trazione Fratelli d’Italia, le ha vinte. A loro, ora, tocca l’ onere di governare .
Noi, che queste elezioni le abbiamo perse, abbiamo il dovere di stare dove gli italiani ci hanno collocato, all’opposizione, e di farla nel modo più coerente e battagliero possibile.
Credo che uno dei problemi del mio Partito sia stato un governismo spinto, quando per responsabilità , quando per interessi nazionali, quando per volontà.
Spero che stavolta non accada. Abbiamo un disperato bisogno di ricostruire un profilo. Inoltre, nella storia politica italiana, alcune delle più grandi vittorie della sinistra sono arrivate quando stavamo sui banchi dell’opposizione .
È ovvio che sono preoccupato per l’Italia, per la nostra collocazione europea, per le scelte economiche, sociali, sui diritti. Ma quando parla la democrazia, se ne accetta il responso.
In questo non mi consola, anche ne sono orgoglioso, il risultato che abbiano fatto nella nostra Provincia, sicuramente uno dei migliori in Italia.
Di certo è importante , come è importante il risultato su Siena città, dove siamo ampiamente avanti al centrodestra.
Una legge elettorale sbagliata, una riduzione dei collegi sbagliata che ha ridotto i margini di rappresentanza. Perché sui dati della provincia di Siena, noi avremmo vinto i collegi uninominali di camera e senato.
Oggi ho ascoltato il segretario Enrico Letta.
Io credo che il PD non abbia bisogno dell’ennesimo congresso che si trasforma in una conta sui nomi. Credo che si sia bisogno di un congresso di rifondazione e costitutivo (un congresso per tesi, si sarebbe detto un tempo), dove si decide finalmente un nuovo profilo , che per me non può che essere ispirato alla socialdemocrazia europea, all’europeismo, alla concezione moderna di partito (che non è liquidità).
Quando tira un vento forte come quello che ha spinto la destra devi riflettere su te stesso e su chi sei. In un Partito la riflessione non può che essere collettiva. Perché errori ne abbiamo fatti, e dobbiamo analizzarli senza attenuanti , ma anche senza la volontà di autolesionismo distruttivo. Sarebbe anche peggio.
Certo, se l’Italia avesse rispecchiato la nostra Provincia, sarebbe un lunedì diverso.
Io devo ringraziare ancora le volontarie e i volontari, le iscritte e gli iscritti, le amministratrici e gli amministratori, le giovani e i giovani democratici, le bravissime persone che hanno lavorato senza posa in questi giorni. Siamo stanchi ma, almeno qui, non sconfitti. Potevano fare di più ? Forse sì. Ma ho visto di nuovo una comunità spendersi fino in fondo.
Come ho visto un candidato del nostro territorio spendersi fino in fondo, macinare chilometri, incontrare centinaia di persone, non risparmiarsi un secondo. Sono fiero di aver proposto alla Direzione il nome di Silvio Franceschelli. Non sappiamo ancora come andrà, ma di sicuro meriterebbe di rappresentarci .
A breve faremo le nostre analisi nei luoghi giusti. Di nuovo un grazie a tutte e tutti”. 
A dire il vero Valenti certe cose, sulla linea del Pd, le ha dette anche in campagna elettorale. Lo ha fatto anche in modo appassionato. Evidentemente non è bastato, perché il “popolo Pd” ormai è un’altra cosa rispetto ai valori di cui parla il segretario senese. Non è più né carne, né pesce e se non recupera il pacifismo (che è cosa diversa dall’atlantismo), un ecologismo che non sia solo di maniera, un po’ di “agenda Robin Hood” per dare segnali di redistribuzione del reddito e soprattutto se non recupera un pensiero critico nei confronti del liberismo e del mondo unipolare, andrà poco lontano. Ma serviranno anche facce nuove, capaci di scaldare un po’ i cuori appassiti  dei più anziani e di ridare speranza ai giovani. Certo servirà anche una buona dose di autocritica, che è sempre mancata e dopo una sconfitta epocaleinvece  non può mancare. Anche trincerarsi, come fa anche Valenti (ed è comprensibile che lo faccia, è il segretario) dietro il risultato di Siena e provincia può essere comunque fuorviante e può indure a nascondere le magagne sotto al tappeto come si fa con la polvere. La ripartenza, ammesso che sia possibile, non potrà essere indolore. Chi il capo lo ha ristretto, invece di allargarlo deve farsi da parte. Ha sbagliato e chi sbaglia paga.
A nostro modesto parere il nuovo Pd, dovrebbe anche tentare di ricucire gli strappi, di recuperare tutte le energie disponibili, di aprire un confronto vero con quel poco che resta della sinistra diffusa, senza avere la puzza sotto il naso, partendo dai grandi temi, ma anche dalle questioni aperte nei territori: per il senese si pensi alla questione stazione in linea per l’alta velocità, si abbia il coraggio di dire chiaramente che è una cazzata colossale; alla questione della Diga di San Piero in Valdorcia, allo sfruttamento della geotermia, a come rilanciare la sanità pubblica… Tutto questo, alla luce del risultato elettorale di ieri, se non lo fa il Pd chi lo dovrebbe fare? Chi non c’è?
m.l. 
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