CHIUSI, SI VOTA IL 3-4 OTTOBRE. ALLEANZE A SINISTRA, IL PD SI E’ MESSO SOTTO SCACCO DA SOLO

mercoledì 04th, agosto 2021 / 11:14
CHIUSI, SI VOTA IL 3-4 OTTOBRE. ALLEANZE A SINISTRA, IL PD SI E’ MESSO SOTTO SCACCO DA SOLO
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CHIUSI – Adesso è ufficiale, per le amministrative e le suppletive del collegio senese della Camera si voterà il 3-4 ottobre. Manca un mese esatto (anzi un giorno in meno) alla presentazione delle liste. Il tempo dunque comincia a stringere sul serio. A Chiusi si registrano poche novità: una breve intervista all’emittente NTI della segretaria del Pd che nulla aggiunge e nulla toglie alla situazione precedente e la seconda esternazione in pochi giorni del referente di Sinistra Civica ed Ecologista Marco Nasorri che accusa quelli di Italia Viva e in particolare Stefano Scaramelli di aver sfiduciato per la seconda volta il povero Sonnini, con la mossa di candidare Massimiliano Barbanera, chiamandosi fuori dalla coalizione di centro sinistra e allo stesso tempo però chiede al Pd di decidersi a chiudere il cerchio delle alleanze e tenere fede ai patti… Tutto qui. E non è molto.

Solo che il Pd tentenna e non chiude questo benedetto cerchio. E non lo fa perché ha capito che si è infilato in un imbuto, anzi si è messo sotto scacco da solo. La spiegazione è semplice. Con il sistema elettorale vigente nei comuni sotto i 15 mila abitanti, come Chiusi, lo schieramento che vince le elezioni ottiene 8 consiglieri più il sindaco, le liste che perdono si dividono, proporzionalmente in base ai voti ottenuti, i 4 seggi di minoranza. Il Pd ha aperto una trattativa per formare una coalizione ampia e organica di centro sinistra con Possiamo, con Sinistra Civica ed Ecologista, con il Psi e con il Movimento 5 Stelle. Aveva  provato anche con Italia Viva che però ha deciso diversamente.

Ora se dovesse chiudere il benedetto cerchio, dovrebbe garantire almeno un posto in lista a ciascuno degli alleati. Qualcuno ne ha chiesti anche di più, perché non tutti i candidati saranno eletti. Il rischio concreto per il Pd è quello di ritrovarsi, anche in caso di vittoria elettorale, con 3 e o 4 consiglieri non espressione del Pd, ma delle forze alleate. Sappiamo che in questi mesi, mentre trattavano co il Pd, Possiamo e 5 Stelle hanno sicuramente “trattato” anche con la parte avversa, ovvero con la lista civica-civica promossa da Gaetano Gliatta, Massimo Tiezzi e altri… E dunque basterebbe che gli eventuali consiglieri in quota Podemos e M5s (che tutt’ora sono all’opposizione) al primo scazzo – e può capitare – votassero con quelli della minoranza, che Sonnini perderebbe la maggioranza, venendo sfiduciato all’istante.

Quale partito può mettersi in una situazione del genere con una simile spada di Damocle sulla testa? Da qui le titubanze tardive del Pd. Evidentemente tanta è stata la foga e la furia iconoclasta nei confronti del sindaco uscente Bettollini, che nell’annunciare e proclamare la volontà di aprire e allargare la coalizione e ricomporre la sinistra la segretaria Cardaioli e i suoi supporters non hanno fatto i conti. Li stanno facendo adesso, e non tornano. E in ogni caso, in qualsiasi coalizione, una fetta di torta agli alleati la devi garantire… Con 12 posti in lista e soprattutto 8 soltanto in consiglio, non è semplice garantire una fettina a tutti. La torta è risicata. E – come dicevamo – il rischio conseguente molto alto. Sonnini sarebbe perennemente sotto scacco. Prigioniero e ostaggio di una coalizione di cui una parte può voltargli le spalle in qualsiasi momento. Anche con due soli consiglieri in quota “alleati” il Pd potrebbe rischiare un clamoroso 6-6 in consiglio, con il solo sindaco a fare l’ago della bilancia. Se ad un consigliere Pd viene il raffreddore…

Dunque il Pd ci sta pensando. Da qui anche la dichiarazione di Sonnini di qualche giorno fa, sulla possibilità di correre da soli. Lui due conti li sa fare e li avrà fatti. Non avrà neanche voglia di fare l’ostaggio per 5 anni.

Però correre da soli, dopo aver sbandierato per un anno intero la prospettiva e la volontà di allargare la coalizione anche alle forze che oggi sono all’opposizione sarebbe  certamente un segnale di confusione, di pochezza politica, di incapacità a dare senso compiuto alle dichiarazioni e ai proclami… In sostanza il Pd darebbe l’impressione di un partito di maggioranza che ha parlato a vanvera per 12 mesi…

Se il famoso e già citato cerchio non dovesse chiudersi e il Pd decidesse alla fine di correre da solo, che cosa faranno Podemos, M5S, Sinistra Civica ed Ecologista e Socialisti? Si mormora che qualcuno abbia tentato anche nelle ultime ore un riaggancio con la lista civica-civica, e qualcun altro starebbe invece pensando ad una lista propria, che alla fine, per il solito sistema elettorale, andrebbe a vantaggio dello schieramento più forte.

Ultima notazione: Podemos e Sinistra Civica ed Ecologista ribadiscono entrambi la loro disponibilità ad appoggiare Sonnini e a ricomporre il campo della sinistra frantumato anche a causa della stagione renziana… Obiettivo che anche noi riteniamo condivisibile. Quello che non dicono però, è che per superare la stagione del renzismo, hanno riesumato e si stanno rimettendo nelle mani di personaggi che la frantumazione della sinistra l’avevano cominciata e praticata prima dei renziani  e che molti di loro (podemos) hanno strenuamente e giustamente combattuto in passato. Come noi. Ma davvero la ricomposizione della sinistra chiusina passa per il ritorno in auge (magari dietro le quinte, che è anche peggio) di Ceccobao, Ciarini e compagnia cantante?

m.l.

 

 

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