LA MORTE DI CASADEI E QUELLA NOSTRA “CROCIATA” CONTRO IL MONOPOLIO DEL LISCIO E LE ORCHESTRE FASULLE

martedì 16th, marzo 2021 / 17:38
LA MORTE DI CASADEI E QUELLA NOSTRA “CROCIATA” CONTRO IL MONOPOLIO DEL LISCIO E LE ORCHESTRE FASULLE
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CHIUSI – Tre giorni fa è morto Raoul Casadei, il re del liscio, l’uomo che dagli anni ’70, ha fatto ballare milioni di italiani, facendo delle balere della Romagna un modello nazionale. Romagna Mia, Ciao Mare… la canzone popolare tipica delle aie contadine della pianura padana elevata all’ennesima potenza. Diventata cult e business. Casadei è stato anche l’inventore dello orchestre spettacolo, quelle che poi hanno monopolizzato tutte (ma proprio tutte) le feste popolari, non solo le balere romagnole. Dalle feste de l’Unità alle sagre di paese che le hanno via via soppiantate.

Dalle colonne di primapagina, nei primi anni 2000 lanciammo una sorta di “crociata” contro il monopolio del liscio nelle feste di paese e di partito. Più che altro in quelle di partito, dove un tempo (negli anni 70) si faceva anche un po’ di sperimentazione e si proponeva anche jazz, rock, blues, folk di qualità. Non solo musica da ballo.

Che poi anche sul termine musica da ballo ci sarebbe da discutere, perché si balla anche il folk, il rock e il blues. Lo swing e pure il jazz, volendo. Il tango di Piazzola o  la fisarmonica di Richard Galliano sono certo più “intellettuali” dei tanghetti e delle habaneras delle orchestre spettacolo, ma sono altrettanto ballabili. Se uno ci sa fare.

La nostra crociata però non era contro Casadei e la sua via romagnola al socialismo musicale… Perché l’orchestra Casadei suonava davvero. E anche bene. Ha sempre suonato. Ed esaltava una certa cultura, una certa tradizione. 

La crociata antiliscio di primapagina era contro quelle orchestrine, nate sull’onda di Casadei, ma fasulle, che non suonano, ma fanno finta, che usano solo basi preregistrate e sempre uguali, che hanno trasformato la canzone popolare in canzonette sciatte, improbabili, spesso con testi ammiccanti e pruriginosi e con suonatori che portano a spasso gli strumenti e ballicchiano sul palco, senza suonare mezza nota… Il tutto soppiantando il ballo vero (il valzer, la mazurka, il tango…) con balli di gruppo da polli di allevamento in batteria, il più delle volte su ritmi simil sudamericani, molto simil e poco sudamericani…

Negli ultimi 15-20 anni c’è stata un’invasione di orchestre del genere, che tra l’altro costano cifre esorbitanti agli organizzatori di eventi e dati i costi impediscono a chi organizza feste e sagre di chiamare altre band di tipo diverso, che suonino davvero, perché poi il pubblico abituato ormai ai balli di gruppo sempre uguali, se cambi ritmo non ci capisce più niente e non si diverte…

Una roba devastante dal punto di vista culturale, che ha devastato e desertificato anche le feste de l’Unità. E molto diversa dall’Orchestra Casadei…

Ci piacerebbe che anche gli appassionati e gli amanti del “lissio” e delle atmosfere da balera, ora che Raoul Casadei se ne è andato, anche lui portato via da questo maledetto virus, d’ora in avanti pretendessero, in suo onore, di ballare su musica suonata davvero, dal vivo, non per finta…  E ci piacerebbe che gli organizzatori di eventi (quando si potranno riorganizzare), imponessero essi stessi la musica live e non quella fasulla preregistrata.

Ci sarebbe più spazio anche per musicisti e band di tipo diverso, anche rock, blues, jazz, swing, probabilmente, ma anche i valzerini tipo Romagna mia avrebbero un altro perché. La musica è sempre una cosa meravigliosa, una cura per l’anima (e il ballo per il corpo), ma se è fasulla è peggio delle cure dei medicastri… Anche la musica popolare, da balera, ha una sua dignità se suonata come Cristo comanda. Come la suonava Raoul Casadei. Non è mai stata il nostro genere preferito e quindi noi, nel nostro piccolo, la nostra crociata la continueremo, imperterriti. Con il rispetto dovuto però agli avversari leali.

Marco Lorenzoni

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