GIANI AL 48%, LA TOSCANA NON SI LEGA. ITALIA VIVA FA FLOP, MA SCARA CE LA FA…

lunedì 21st, settembre 2020 / 22:39
GIANI AL 48%, LA TOSCANA NON SI LEGA. ITALIA VIVA FA FLOP, MA SCARA CE LA FA…
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La Toscana non si Lega. La spallata della destra non c’è stata. Il centro sinistra mantiene la guida della Regione. Eugenio Giani vince sfiorando il 49% sulla candidata leghista del centro destra Susanna Ceccardi rimasta al 40. Flop del M5S che si ferma al 6,38 e debacle della lista di sinistra di Tommaso Fattori che non va oltre il 2,2.

Smentiti gli exit poll delle ore 15,30 che davano Giani avanti, ma solo di 3 punti scarsi. E anche tutti i sondaggi della vigilia che per settimane hanno parlato di testa a testa, se non di sorpasso della destra. Più azzeccato per ciò che riguarda il distacco di Giani sulla Ceccardi il sondaggio diffuso da Fattori (10 punti di vantaggio), un p’ meno azzeccato per quanto riguarda la performance della lista di Sì Toscana a Sinistra che non è andata come diceva il suo leader vicina alla doppia cifra. Il 2,2% è un risultato misero assai, che conferma come forse sarebbe stato più utile provare a stare nella coalizione di Giani.

Sondaggi ed exit poll ribaltati anche per quanto riguarda il risultato complessivo delle regioni chiamate al voto. Fino alle 15 e 30 di oggi sembrava profilarsi un 5-2 per il centro destra. Per ora siano al 3-3, e si attende il risultato della Valle d’Aosta. Il centro sinistra regge e vince in Toscana, Puglia e Campania. L centro destra in Veneto (plebiscito per Zaia: 76,4%), Liguria e anche nelle Marche, strappate al centro sinistra.

Per quanto riguarda la Toscana il Pd tiene attestandosi sul 35% e confermandosi primo partito nella regione (a due terzi delle sezioni scrutinate). Seggi conquistati 22. Seconda forza del centro sinistra è Italia Viva che non andrebbe però oltre il 4,5%. Che le consente comunque di eleggere due consiglieri (che dovrebbero essere l’assessore uscente alla sanità Saccardi e Stefano Scaramelli). Tutte le altre liste della coalizione di Giani sono al momento sotto al 3%, quindi senza seggi conquistati. Dovrebbero farcela per il Pd anche Simone Bezzini e una tra Anna Paris ed Elena Rosignoli. Vedremo.

Il candidato presidente Giani ha ottenuto sempre a due terzi della sezioni scrutinate almeno 90 mila voti in più rispetto alla somma dei voti di lista dei partiti della coalizione, il che vuol dire che molti hanno votato solo lui (per vincere) o qualcuno ha usato il voto disgiunto. Soprattutto a sinistra. La conferma viene dla fatto che Tommaso Fattori candidato presidente della lista Sì Toscana a Sinistra, ha preso (unico caso) meno voti della sua lista. Irene Galletti del M5S ne ha preso invece qualcuno in più. La scelta di Fattori di correre in solitaria non ha pagato, la sinistra a sinistra del Pd non entra nemmeno in Consiglio. Fuori Fattori, ma anche i due partiti comunisti che non hanno superato il 2% in due. Vediamo se dopo questa performance proveranno a mettersi almeno insieme… Una riflessione dovranno farla anche i 5 Stelle, che in due anni si sono rimangiati tutto il maiale tornando ad essere una forza marginale di testimonanza. Ma loro almeno i consiglio ci saranno con Irene Galletti.

La destra vede calare la Lega rispetto al 2018 e 2019 a vantaggio del partito di Giorgia Meloni (21,5 la Lega, 13,5 Fratelli d’Italia), mentre Forza Italia scompare praticamente dai radar, ottenendo il 4%, meno di Italia Viva a cui forse ha ceduto parte dei consensi.

I conti si faranno con più calma e a scrutinio finito. Ma la tendenza è chiara. La Toscana ferma l’onda fascioleghista e la tiene a debita distanza. Susanna Ceccardi ha già fatto gli auguri a Giani. Se ne tornerà al parlamento Europeo, dove non si sta certo male.

Noi che avevamo teorizzato il voto disgiunto Giani presidente e lista Sì Toscana a Sinistra siamo dispiaciuti per il risultato misero di Fattori (temevamo che potesse andare così e l’avevamo anche scritto), ma tiriamo un sospiro di sollievo per la vittoria del centro sinistra e neanche di misura. Pericolo scampato. Non è andata come in Umbria. Stasera un bicchiere di Brunello o di Nobile di Montepulciano ci sta proprio bene.

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