GUERRA COMUNE-PRESIDE A CHIUSI, I GENITORI: “SALVATE QUELLA CLASSE!”

mercoledì 10th, luglio 2019 / 12:16
GUERRA COMUNE-PRESIDE A CHIUSI, I GENITORI: “SALVATE QUELLA CLASSE!”
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CHIUSI – Non si placa la polemica tra Comune e preside sulla “soppressione” della classe prima nel plesso delle elementari di Chiusi città. Il Comunicato diffuso ieri dall’assessore Marchini ha fatto il giro del web ed è su tutti i media della zona. La notizia è ghiotta. E dal punto di vista giornalistico, la notizia – diciamolo – non è l’organizzazione delle classi, ma lo “scazzo” furioso tra l’Amministrazione comunale e il dirigente scolastico. Ovvero tra due istituzioni, da tempo l’una contro l’altra armata, ma adesso in guerra aperta e dichiarata.

Ovviamente, riportare e commentare un comunicato dell’amministrazione non significa parteggiare per l’amministrazione, ma dare notizia di un fatto. Quel comunicato è un fatto. Insolito, pesante. Foriero di ulteriori sviluppi. Qualcuno ha accusato questo giornale di non essere indipendente, di parteggiare appunto per l’amministrazione, in quanto non ha riportato la “campana avversa”. Che però, guarda caso, non ha suonato. Se fosse arrivato in redazione un comunicato della scuola avremmo riportato e commentato anche quello. Poi, quante volte abbiamo scritto che essere stampa indipendente non significa essere equidistanti. Significa non essere al soldo, non equidistanti. Su qualsiasi argomento. Non esiste stampa “oggettiva”, equidistante. Neanche il Televideo lo è, perché la scelta e la selezione delle notizie è già un modo per parteggiare. In sostanza i giornali, prima di criticarli, bisognerebbe saperli leggere e sapere com’è che si fanno. E fare un giornale è cosa diversa che scrivere un commento su facebook.

Detto questo crediamo, anzi siamo convinti, che il Comunicato durissimo di Sara Marchini (insolito anche perché, lo abbiamo già scritto, non è nello stile della giovane assessora, sempre pacata, gentile, timidina) tragga origine dalla lettera che due genitori hanno inviato al preside e al sindaco il 5 luglio scorso. Quindi il Comunicato, che per l’assessore Marchini sembra quasi un “battesimo del fuoco”, essendosi messa lei stavolta in prima linea, e non il solito decisionista Bettollini, è stato anche ponderato. E’ uscito infatti 4 giorni dopo. Che saranno stati 4 giorni frenetici.

La scuola in sostanza, dopo aver raccolto e accettato una quindicina di iscrizioni alla prima classe di Chiusi città con tempo normale a gennaio, ha chiesto conferma il 24 giugno e poi il 5 luglio ha comunicato via telefono alle famiglie, che la classe non si farà e che dovranno iscrivere i figli al tempo pieno allo Scalo. Questa la tempistica raccontata nella lettera citata. Che poi parla di disagio delle famiglie, di risposte interlocutorie e di “prese in giro” e chiede di salvare quella classe.

I genitori dei bambini iscritti alla prima elementare a Chiusi Città non hanno ricevuto alcuna comunicazione scritta, dopo l’accettazione dell’iscrizione. Per cui alcuni dicono di sentirsi autorizzati a considerare i loro figli iscritti a alla prima classe di Chiusi Città. E a Chiusi città li porteranno il 15 settembre.

Diciamo che la gestione della vicenda se non è “drammatica” come l’ha definita l’assessore Marchini, è quantomeno piena di falle... E tutti chiedono di trovare una soluzione che salvi il diritto dei genitori a iscrivere il figlio/a dove ritengono più opportuno e nello stesso tempo salvi anche la permanenza della scuola a Chiusi città, perché la soppressione della classe prima può essere preludio alla successiva chiusura della scuola intera. La formazione tre classi prime (due allo Scalo e una a Chiusi città) è stata concordata e approvata anche in sede di Conferenza zonale dell’istruzione ed educazione (i comuni) e dall’organismo scolastico provinciale (quello che era il Provveditorato). Perché questo improvviso e unilaterale cambio delle carte in tavola da parte della scuola?

Anche sui social, il Comunicato di Sara Marchini a nome del Comune ha trovato consensi e c’è chi addirittura propone di rivolgersi a Striscia la Notizia o al Gabibbo che a Chiusi già venne anni fa a smascherare lo scandalo dello stadio incompiuto. Molti di dicono “pronti a tutto”, dal sit-in davanti alla scuola a proteste più clamorose.

Alcuni esponenti del Pd come i segretari di circolo di Chiusi città e Montevenere hanno espresso sostegno all’assessore. Lo stesso ha fatto il capogruppo consiliare Annullli. Apprezzamenti anche da parte di figure legate al mondo della scuola e vicine ad altre forze politiche come i Podemos chiusini, il cui capogruppo Luca Scaramelli invece è schierato apertamente e decisamente con il dirigente scolastico e contro l’amministrazione. Così come l’ex consigliera di An Cosetta Quiriconi.  Ma qua e là emerge anche un certo timore a esporsi, a mettere la faccia in una battaglia pubblica. C’è chi fa capire di temere ripercussioni per i propri figli. E questo è un pessimo segnale…

E’ evidente, comunque, che il nodo non è o non è più la settimana corta, ma il braccio di ferro tra due “poteri” e la soppressione d’ufficio dell’unica classe prima alle elementari del centro storico. Che è anche il capoluogo del comune. Sopprimere la prima vuol dire non avere la seconda il prossimo anno e così via… L’andamento demografico d’altro canto non sembra tale da prefigurare inversioni di tendenza. E se il numero di 15 era stato raggiunto, perché forzare e obbligare al tempo pieno quei bambini e le loro famiglie, peraltro comunicandolo sei mesi dopo l’avvenuta iscrizione e a due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico? E infine: a Chiusi Scalo lo spazio è e sarà sufficiente?

La salvaguardia dei diritti dei cittadini (adulti e bambini) e dei presìdi formativi (le scuole) viene prima della sperimentazioni che si fanno quando e se si possono fare. E in modo concordato e ponderato, non per capriccio o impuntatura. O per far vedere chi comanda.

m.l.

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