CHIUSI, LA SCOMPARSA DELLA SINISTRA A SINISTRA DEL PD

venerdì 21st, giugno 2019 / 18:20
CHIUSI, LA SCOMPARSA DELLA SINISTRA A SINISTRA DEL PD
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CHIUSI – C’è stato un tempo in cui la sinistra a Chiusi alle elezioni prendeva l’80%. Il Pci da solo il 66. Erano altri tempi, si dirà. Ma c’è stato un tempo recente in cui una listarella di sinistra messa su in quattro e quattr’otto prese più voti dei 5 Stelle. Era il 2016. Elezioni comunali. La lista Possiamo-Sinistra per Chiusi ottenne 600 voti. Che in termini assoluti sono un bel tesoretto in un paese di 8.000 abitanti.

Alle ultime Europee invece (26 maggio) la lista “La sinistra”, la più vicina per caratteristiche e programmi ai Podemos chiusini, di voti ne ha presi poco più di 100. Una miseria. Appena oltre la soglia del nulla. Io che ho votato e sostenuto i Podemos nel 2016 e ho votato La Sinistra alle Europee mi sarei aspettato almeno un accenno di riflessione, un tentativo, anche minimo, di capire cosa è successo dal 2016 ad oggi. Cosa abbia spinto centinaia di elettori di sinistra (e non parlo solo di quelli del Pd) a votare direttamente la Lega. Non i 5 Stelle perché anche i grillini i voti li hanno persi e parecchi. Molti di più.

E invece neanche una parola, una iniziativa, un post sui social. Niente di niente.

E dire che al di là delle elezioni ci sono state anche altre occasioni per intervenire, per “dire qualcosa di sinistra”…

Ci sono stati ad esempio un paio di spettacoli teatrali, uno a Moiano e uno al Mascagni (“7 minuti” e “On the road. Again”) allestiti da gente di Chiusi, che hanno affrontato temi caldi, anzi roventi, del dibattito politico attuale: uno ha affrontato il tema del lavoro, dei rapporti tra maestranze e padrone, e tra maestranze del luogo e immigrati e l’altro il tema delle migrazioni epocali, dei muri al confine… Quest’ultimo parlava di America, ma con riferimenti validi anche per l’Europa… Insomma due piece teatrali che potevano apparire come musica per le orecchie di una sinistra minimamente attiva e attenta… Niente. Non è volata una mosca.

Poi c’è stata la festa della Costituzione, organizzata a Chiusi, dall’Anpi Valdichiana. Tre giorni di dibattiti e ragionamenti di altissimo livello, con alcuni giornalisti, giuristi, costituzionalisti e parlamentari che erano stati i front men della battaglia referendaria del 2016, fatta anche dai podemos locali.  E anche in questo caso nada de nada.  Scarse anche le presenze all’iniziativa.

Infine il congresso internazionale di Slow Food. Iniziativa interna all’associazione, non pubblica, per carità. Ma comunque evento capace di sollecitare riflessioni su temi ambientali, sulla biodiversità, sui rapporti di produzione nel mondo agricolo.. Roba serissima e di grande interesse. Ancora una volta nemmeno una riga di commento, nemmeno un intervento sui social…

Nel mezzo c’è scappata anche l’agognata fermata del Freccia rossa alla stazione di Chiusi, obiettivo che i Podemos chiusini avevano inserito nel loro programma elettorale, in contrasto (giustamente) alle idee bislacche sulla stazione volante propugnate da Scaramelli e altri sindaci del territorio…  Ancora niente salvo qualche battuta acidula sulla festa con porchetta organizzata per salutare il treno Av dal sindaco Bettollini…  In sostanza qualche mugugno sul metodo, ma nessuna valutazione su un risultato che sarebbe stato da sbandierare come proprio.

Vediamo se alle iniziative per il 75° anniversario della Liberazione della città ci sarà uno scatto di orgoglio o se la sinistra a sinistra del Pd lascerà ancora una volta la piazza e la scena alla sola Amministrazione Comunale e all’ANPI.

Strana questa sinistra chiusina silenziosa, al massimo lievemente astiosa sui metodi del sindaco, ma assente praticamente su tutta la linea. E su tutti i fronti.  Poi a guardar bene ti accorgi che buona parte dei candidati dei Podemos del 2016 sono ormai lontani dal gruppo o persi nelle nebbie; che alcuni di loro hanno partecipato agli spettacoli citati e i Podemos non se ne sono neanche accorti (ed è un peccato).

Dopo le elezioni del 2016 scrivemmo su queste colonne che quelli di Possiamo avevano in tasca l’egemonia culturale della città ed esprimevano il meglio che c’era sulla piazza. Ed era vero, perché tra loro c’erano teatranti, musicisti, artisti, giornalisti, grafici, scrittori…  Forse quell’ambiente ce l’ha ancora, l’egemonia culturale. E’ la parte più propriamente politica che fa acqua e si è squagliata come neve al sole.  Poteva andare meglio, diciamocelo.

A questo punto per la sinistra chiusina (a sinistra del Pd) le strade sono due: o fare “quadrato” con Bettollini e i pochi superstiti del Pd, o fare comunella con ciò che resta dei 5 Stelle e con chi ormai vota direttamente Lega per mandare a casa Bettollini nel 2021. Vie di mezzo non ce ne sono. O sono come il limbo silenzioso e limaccioso attuale. Che è una palude mortifera, non una strada.

E credo che anche il Pd dovrà cominciare a porsi il problema e a ragionare di conseguenza…

m.l.

 

 

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