IL VOTO POPOLARE E LE FUSIONI MANCATE: TANTE CAPRIOLE E POCA AUTOCRITICA

martedì 13th, novembre 2018 / 11:59
IL VOTO POPOLARE E LE FUSIONI MANCATE: TANTE CAPRIOLE E POCA AUTOCRITICA
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Inutile stare a girarci intorno. Le fusioni dei Comuni non piacciono ai cittadini, che sistematicamente le bocciano. Quattro anni fa successe nei 5 comuni dell’altro Orvietano (provincia di Terni), ieri in Toscana i referendum consultivi hanno detto NO alla fusione tra Montepulciano e Torrita di Siena, a quella tra Asciano e Rapolano, tra Dicomano e San Godenzo e anche ala fusione tra Bibbiena e Ortignano Raggiolo, quest’ultimo comune assurto al suo quarto d’ora di celebrità quando Renzi lo citò come uno dei pochi dove il Pd aveva tenuto in una tornata amministrativa…  E’ passata solo la fusione tra Barberino Va d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa.  Insomma è finita 4-1 per il NO.

Ora sarà inevitabile una riflessione, soprattutto dalle parti del Pd, che è stato ovunque il partito più strenuamente fusionista. Non senza eccezioni e defezioni dalla linea. Ma in generale così è stato. E non da adesso. Nel Pd, a livello nazionale, ai tempi dell’onda renziana c’era chi pensava addirittura a “fusioni per legge”. E proprio in Toscana il Consiglio regionale votò una risoluzione per le fusioni anche in caso di vittoria del SI’ in uno solo comune. Come in effetti successe tra Abetone e Cutigliano all’ inizio del 2017.

Quella risoluzione e anche la fusione dall’alto Abetone-Cutigliano furono votate, per dire, anche dai consiglieri senesi Bezzini e Scaramelli. Anche se poi quest’ultimo si è schierato nettamente contro la fusione tra Torrita e Montepulciano, la più vicina a casa sua (Chiusi), in netta contrapposizione con il suo ex amico e sodale iperrenziano Giacomo Grazi, sindaco di Torrita. Strano il no di Scaramelli  al matrimonio Montepulciano-Torrita, perché nel 2014, da sindaco, fu proprio lui a proporre la fusione Chiusi-Chianciano in un comune unico che si sarebbe chiamato come la stazione ferroviaria e il casello autostradale. Il suo omologo chiancianese Marchetti, lista civica appoggiata dal centro destra, rispose picche e non se ne è mai fatto niente. La cosa finì lì. Ma l’ex sindaco di Chiusi non è l’unico esponente noto del Pd ad aver fatto qualche capriola su questo argomento.

L’ex sindaca torritese e assessore provinciale Silvana Micheli, ad esempio negli ultimi tempi si è espressa per il NO alla fusione con Montepulciano, ma a Torrita c’è chi ricorda di averla vista partecipare alla fondazione del Comitato per il SI’.

E così la deputata Pd senese Susanna Cenni che si fa fotografare alla cena del per il SI’ e poi, dopo il voto scrive: “A proposito di fusioni… Ieri si sono conclusi i referendum in alcune realtà Toscane per la fusione tra Comuni. Vicino a casa mia un risultato importante come quello tra i Comuni di Barberino e Tavarnelle. In provincia di Siena invece bocciati i progetti di fusione tra Torrita e Montepulciano e tra Rapolano ed Asciano. Perché differenze così grandi? A dire il vero mi piacerebbe sentire la risposta a questa domanda da parte di alcuni ex parlamentari ed ex dirigenti Toscani che hanno fatto delle fusioni un progetto politico a prescindere, un mantra quasi ossessivo: emendamenti per gli incentivi in ogni legge di bilancio, addirittura una proposta di legge per le “fusioni obbligatorie”. (…) L’idea di affrontare il tema della crisi della finanza locale con le fusioni, il superamento delle province, il taglio del numero dei consiglieri comunali, delle giunte, poi l’accorpamento delle Regioni Ecc…i tagli alla politica spesso sono stati l’orizzonte principale di questi passaggi con il risultato di delegittimare giorno dopo giorno istituzioni e politica, senza svolgere una discussione seria e coinvolgente sull’ordinamento degli Enti Locali, una riforma vera, deleghe, risorse, personale, chi fa cosa…e perché, in quale cornice operi. Siamo arrivati sin qui anche per questo, con pezzettini di riforma fatti ed altri incompiuti o falliti. (…) Le riforme indotte dall’alto vanno a sbattere. Anche per questo, e certo non solo per questo, molte fusioni sono fallite. E non ho sentito alzarsi molte voci negli anni passati quando il “mantra” veniva recitato e chi esprimeva qualche riserva veniva necessariamente collocato nel deposito dei gufi. Oggi siamo qui, la sinistra non Governa più e in Toscana perde un Comune dietro l’altro, e le piazze democratiche vengono organizzate da donne impegnate nel civismo, nel lavoro, nelle professioni, senza bandiere di partito. Magari è arrivato il momento di fare il punto anche sulla nostra idea di Stato e di Enti Locali. Magari è il momento di fare un ragionamento sull’idea di rappresentanza, di delega. Magari dei ragionamenti veri, perché senza questo anche il congresso che dopo sabato inizierà il suo percorso rischia di non servire a nulla e ridursi all’ennesima stanca conta sui nomi. Magari. Prima che sia troppo tardi”.

Certo onorevole. Ha ragione. Ma quando è andata alla cena del Comitato per il Sì di Montepulciano-Torrita di Siena le ha dette queste cose a quelli del Comitato? O si è limitata  a fare come certi allenatori di volley che con la squadra che prende muri su muri in faccia chiama time out e al massimo dice “dai, forza, forza che vinciamo!” senza dire ai giocatori come fare per schiacciare meglio e evitare il muro avversario? Se glielo avesse detto, magari qualcuno avrebbe evitato certi scivoloni…

Ieri, a caldo, alle 18, solo due ore dopo la pubblicazione dei risultati del referendum, a Torrita di Siena il Pd ha convocato una conferenza stampa. Hanno parlato il Sindaco Grazi, i due capigruppo in Consiglio comunale di Torrita e Montepulciano, il coordinatore del Comitato per il Sì Giancarlo Pagliai, i due Segretari comunali del PD, i due membri delle Liste di opposizione a sostegno del SÌ. Il sindaco di Montepulciano Rossi non ha partecipato, né commentato. E’ negli Usa.

Il coordinatore del Comitato per il SI’ Giancarlo Pagliai ha poi diffuso una nota agli organi di informazione: “Con la vittoria del NO ha vinto il conservatorismo abbarbicato ad un passato che ormai non c’è più. È stata negata alle nuove generazioni la possibilità di sperare in un futuro migliore, e purtroppo le difficoltà di amministrare un Comune medio piccolo rimarranno tali. La vittoria del NO ha negato una grande opportunità di crescita ai cittadini Poliziani e Torritesi, le conseguenze di questa scelta scellerata non si faranno attendere, e qualcuno dovrà chiedere scusa e assumersene le responsabilità. Grazie a tutti coloro che votando SÌ, hanno tentato di fare in modo che questo non accadesse, purtroppo non riuscendoci. Faccio inoltre le mie congratulazioni al Comitato del NO, una affermazione così netta non può essere messa in discussione, nonostante le mie preoccupazioni sul futuro dei nostri Comuni, rimasti divisi e non uniti. Ovviamente, essendo il Coordinatore del Comitato SÌ Fusione, mi assumo tutta la responsabilità della sconfitta e sono pronto a pagarne le dovute conseguenze”.

Pagliai dunque ammette la sconfitta, onestamente, ma ne affibbia la colpa ai cittadini che non hanno capito…  Si dice pronto a “pagarne le dovute conseguenze, ma non fa autocritica sulla scelta.

In ogni caso è l’unico che ha preso carta e penna ed è uscito allo scoperto, mettendosi almeno lui in discussione.  Tutti gli altri si sono limitati a dire che “si è persa una grande opportunità che difficilmente si ripresenterà”. E ridagli con la colpa dei cittadini incapaci di vedere il nuovo…

Il sindaco torritese Grazi, cioè lo sconfitto principale, perché si è speso molto personalmente ed è a Torrita che il SI’ è stato surclassato dal NO, molto più che a Montepulciano, con una cittadina che gli si è praticamente messa contro in massa, ha dichiarato che non ha “la minima idea di dare le dimissioni”. Anzi in una trasmissione Tv, affermando che “una cosa è l’attività amministrativa altra cosa è il referendum” e che “il secondo non incide sulla prima”, ha pure lasciato intendere, tra le righe che avrebbe pure voglia di ricandidarsi. Anzi ha detto che non lo esclude. Ma la domanda è: dopo una batosta del genere, chi lo candida uno come Grazi? E chi lo appoggia?

m.l.

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