DOPO LA CAMPANIA I RIFIUTI TOSSICI FINISCONO IN TOSCANA, LO DICE IL PROCURATORE ANTIMAFIA

mercoledì 13th, novembre 2013 / 19:37
DOPO LA CAMPANIA I RIFIUTI TOSSICI FINISCONO IN TOSCANA, LO DICE IL PROCURATORE ANTIMAFIA
0 Flares 0 Flares ×

MA LA COSA ERA GIA’ NOTA. ED E’ STRANO IL SILENZIO SUL’INQUINAMENTO DA NICHEL DELLA FALDA A SUD DI CHIUSI…

Non c’è solo la terra dei fuochi. Ovvero quel’area della Campania in cui sono stati sotterrate tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici e che ora è una valle della morte. Proprio dalla Campania arriva la conferma che «dopo aver smaltito al Sud per vent’anni i rifiuti tossici prodotti al Nord, ora la camorra napoletana sta portando i rifiuti campani altrove, in primis in Toscana ma anche in Paesi come la Romania e la Cina». Lo ha detto senza mezzi termini il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti al forum per la difesa della natura che si è tenuto a Napoli la scorsa settimana.

Capito? Due cose dice il Procuratore antimafia: 1) che i rifiuti vengono dalle fabbriche del Nord, 2) che dopo la Campania, adesso finiscono soprattutto in Toscana.

Purtroppo però non è una novità. La cosa era già nota. E noi su primapagina ne avevamo già abbondantemente parlato. Quando una certa quantità di rifiuti speciali e pericolosi fu rinvenuta durante i lavori di raddoppio, sotto la massicciata stradale della Siena-Bettolle, per esempio.

Sempre su Primapagina nei primi anni 2000 pubblicammo un servizio in cui si adombrava il sospetto che dei rifiuti speciali fossero stati “interrati” nella cava in cui si sta costruendo (si fa per dire) il nuovo stadio di Chiusi.

Il sospetto derivava da segnalazioni ricevute da alcuni cittadini  che avevano notato un insolito transito di automezzi nelle ore notturne. E anche da un verbale della polizia municipale. Il sindaco di allora, Ceccobao, si affrettò ad accusare la stampa, cioè primapagina di fare allarmismo e dire cose senza alcun fondamento. Anzi usò il termine “false”.

E il tutto finì con una multa di 8.000 euro al gestore della cava, per smaltimento irregolare e non autorizzato di inerti. Qualcosa insomma era successo in quella cava. L’Arpat Toscana e il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri competente per territorio, interpellati in proposito ammisero che in Italia moltissime cave erano sistematicamente usate per occultarvi rifiuti speciali e tossici. E che la Toscana non faceva certo eccezione. Può darsi che nella cava di Pania a Chiusi, non sia mai stato interrato alcunché, e ce lo auguriamo, però le dichiarazioni di Arpat e Noe lasciavano intendere, allora come adesso, che potrebbe essere anche il contrario. Visto che interrare rifiuti nelle cave era ed è prassi diffusa e consolidata.

Ora è giusto scandalizzarsi, indignarsi e protestare (come fanno i cittadini della terra dei fuochi), è giusto preoccuparsi e indignarsi per il fatto che anche la Toscana stia diventando ricettacolo dei traffici illeciti di rifiuti gestiti per lo più dalla Camorra e altre organizzazioni criminali (anche questo dice il Procuratore antimafia Roberti).

Ma è strano che nessuno si allarmi per l’inquinamento da nichel della falda acquifera a valle del depuratore di Bioecologia presso l’ex centro carni di Chiusi. Inquinamento peraltro certificato dalla stressa Arpat e del quale primapagina ha dato ampiamente notizia.

Gli articoli sulla questione sono stati letti da migliaia di persone (sia sul sito che su facebook), ma non si sono registrate reazioni. Come se il problema fosse irrilevante o inesistente. Un quotidiano ne ha parlato, ma senza capire di cosa si stava parlando, tant’è che ha dato risalto al fatto che l’acqua del pubblico acquedotto risultava “sana” e non toccata da quell’inquinamento. Come se l’acquedotto di Chiusi c’entrasse qualcosa con il depuratore di Bioecologia che è un impianto che tratta e smaltisce solo rifiuti organici e liquami ed è a diversi chilometri a valle dell’acquedotto.

Da cosa derivi la contaminazione della falda da nichel, non è chiaro. Non è detto che la causa sia da ricercarsi nel depuratore in questione, anche se è stata rilevata durante controlli a quel’impianto.  Nell’area delle Biffe  ci sono aziende che trattano nichel per le loro lavorazioni? Crediamo sia il caso di andare a verificare. Il sindaco ha detto che lo farà. Noi gli chiediamo di sbrigarsi. Un anno fa circa pubblicammo una serie di servizi sull’allarme della popolazione per l’aumento di malattie rare e tumori, proprio nell’area delle Biffe a Chiusi Scalo e a Ponticelli (il primo paese a valle del depuratore).

Ora, non è detto che ci sia una connessione tra la contaminazione della falda e l’aumento di tumori e malattie. Ma tutte e due le cose sussistono e stupisce che non solo la politica, ma anche la gente comune alzi le spalle e faccia finta di niente.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×