CHIUSI: I COMUNISTI CONTRO L’IMPIANTO ACEA, E QUEL VOLANTINO DA PAURA

martedì 17th, settembre 2019 / 19:28
CHIUSI: I COMUNISTI CONTRO L’IMPIANTO ACEA, E QUEL VOLANTINO DA PAURA
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CHIUSI – Per chi ha una certa età e ha vissuto la stagione politica degli anni ’70-80 con la tessera del Pci in tasca, con l’utopia berlingueriana sullo sfondo, scoprire che oggi, 2019, esistono ancora dei comunisti che prendono la parola sui temi del territorio, può essere una consolazione, rispetto alle tante e cocenti delusioni dell’ultimo trentennio, da quando cioè il Pci non c”è più.

Però i comunisti un tempo lo governavano questo territorio, con il 70% dei voti.  Adesso sono una forza residuale di opposizione. Un po’ sui generis. E orgogliosamente solitaria. Per nulla attratta da velleità governative o da alleanze politiche. Fino a poco tempo fa anche i 5 Stelle avevano un atteggiamento del genere, ora non più. Ci son rimasti solo i comunisti, che non c’entrano niente con Rifondazione, Potere al Popolo o altre formazioni alla sinistra del Pd. Sono i comunisti di Marco Rizzo, per intenderci.

Ne parliamo perché giovedì prossimo, 19 settembre, a Chiusi (sala San Francesco, ore 21,00) terranno una conferenza pubblica per dire “No al carbonizzatore”. Cioè all’impianto che Acea Ambiente vuol realizzare nell’area del centro carni, zona industriale de Le Biffe. L’iniziativa è assolutamente legittima e potrebbe anche essere utile al confronto su un tema molto discusso, almeno sulla stampa e in Consiglio Comunale. E’ sorto anche un Comitato che ha raccolto oltre 2000 firme, sempre contro.

Il Partito Comunista, dopo la Lega è il  secondo partito che prende posizione contraria all’impianto. Questo, dicevamo, ci può stare. Su questioni del genere non c’è mai unanimità. E’ normale che ci sia chi dice no, insomma. E’ un punto di vista.

Il volantino invito diffuso dal PC per pubblicizzare la serata, però sembra quantomeno un po’ tendenzioso. Sopra un grande NO a caratteri cubitali, nero come la pece, campeggiano tre ciminiere da cui esce una nube altrettanto nera e densa… che neanche a Seveso. Roba che somiglia ai manifesti della Lega o a quelli che faceva il vecchio Msi, contro i comunisti (quelli veri).

Ora, diciamolo, essere contrari, si può, ci mancherebbe altro, ma evocare paure con immagini “terrificanti”, non è quantomeno, molto corretto. Diciamo che è un modo un po’ terroristico di fare propaganda. Il che soprattutto se viene da una formazione che si autodefinisce comunista è… disarmante.

Anche perché l’mpianto proposto da Acea non è un  inceneritore, non brucia niente, ma utilizzerà un processo “idrotermale” con acqua calda a 200 gradi. Non ci saranno ciminiere. E nel piano strutturale del Comune di Chiusi c’è anche scritto che inceneritori, discariche e ‘carbonizzatori’ a Chiusi non si possono costruire.

Sembrano essere un po’ troppo sicuri i comunisti delle ricadute negative del progetto:  “Anche  a causa della provenienza varia delle potenziali 80.000 tonnellate di fanghi biologici, l’impianto causerà effetti genotossicologici, fitotossicologici, sanitari, biologici e ambientali assai critici, a danno della salute della popolazione circostante e dell’ambiete limitroifo”, si legge nel volantino.

Ora, noi saremmo stati più cauti. Avremmo usato il condizionale: “potrebbe causare…”.  Scrivere invece “causerà effetti tossicologici” più che un contributo al dibattito appare una sentenza, e senza appello. Un modo per dire la propria, ma anche per evitare il confronto. Le sentenze non si discutono… Che cosa puoi discutere con chi ha già le sue irremovibili e granitiche certezze?

Quindi, detto questo, l’iniziativa poteva (potrebbe) essere utile, ma le premesse non depongono a favore. Peccato.

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