CHIUSI, SFIORATA ESONDAZIONE DEL MONTELUNGO. BETTOLLINI CON L’ELMETTO CONTRO LA BUROCRAZIA REGIONALE

lunedì 29th, luglio 2019 / 12:03
CHIUSI, SFIORATA ESONDAZIONE DEL MONTELUNGO. BETTOLLINI CON L’ELMETTO CONTRO LA BUROCRAZIA REGIONALE
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CHIUSI – Oggi splende un bel sole e non c’è nemmeno l’afa dei giorni scorsi. Ma ieri Chiusi se l’è vista brutta. La bomba d’acqua che ha fatto un morto nell’aretino e ha causato danni ingenti ad Abbadia San Salvatore ha rischiato di creare problemi seri anche nella città di Porsenna. In particolare nella zona delle Torri dove l’azienda vivaistica Margheriti poteva  finire allagata e anche a Chiusi Scalo. E tutto ciò perché il torrente Montelungo è andato molto vicino all’esondazione.

Ma l’esondazione non sarebbe stata tutta colpa della grande quantità di pioggia (110 mm) e dell’intensità del temporale… Sarebbe stata soprattutto colpa di una “burocrazia malata”. Ad affermarlo è il sindaco Bettollini che dalla notte tra sabato e domenica ha allertato gli operai e le squadre di protezione civile e questa mattina ha voluto tenere una diretta facebook delle sue, proprio dall’argine del Montelungo, davanti agli escavatori in azione.

E quello della diretta facebook è un Bettollini ancora una volta con l’elmetto in testa. Incazzato nero e pronto a lanciare una nuova battaglia, questa volta contro i burocrati della Regione. Che con i loro “cavilli” hanno rischiato di vanificare anche il recentissimo lavoro di ripulitura dell’alveo del Montelungo.

Sì, perché, afferma Bettollini, l’alveo è stato ripulito e liberato da Chiusi Scalo fino quasi alla foce, ma proprio alla foce il taglio dell’erba e della vegetazione spontanea non è stato consentito, perché lì è area protetta, e ci sono le “cove” degli uccelli e di altri animali. Così è successo che ieri, in seguito al temporale, l’acqua del Montelungo è defluita rapidamente finché non ha trovato il “tappo” nei pressi della foce, poco dopo le Torri. Ed ha cominciato ad alzarsi di livello e a tornare indietro minacciando di esondare e allagare i vivai Margheriti e alla fine anche Chiusi Scalo, come avvenne nel 2006.

Preoccupato dalla situazione Bettollini si è assunto la responsabilità di provvedere ugualmente e ha firmato un’ordinanza per un intervento d’urgenza di ripulitura dell’alveo del torrente anche laddove non era consentito, in modo che l’acqua defluisse regolarmente senza far danni a persone o cose… In sostanza ha compiuto una forzatura, ma ha anche posto un problema serio: “Quando scatta l’allerta meteo e la Regione la comunica al Comune, il sindaco si deve attivare immediatamente e viene anche monitorato l’orario in cui egli si mette i moto e attiva i servizi di emergenza. Quindi viene investito di una responsabilità importante. Ma poi se poi la burocrazia scolasticamente consente la ripulitura della foce di un fosso pericoloso, perché Lì ci sono dei vincoli che la burocrazia stessa ha posto in essere, come fa il sindaco ad espletare la sua responsabilità?

Questo è il problema che pone il sindaco di Chiusi, che ieri, quando ha deciso di forzare i vincoli ha ottenuto l’ok dal Governatore Rossi, dall’assessore Remaschi e dal consigliere regionale Scaramelli. Tutti gli hanno detto “vai avanti!”, così ha raccontato nella citata diretta fb.

Ma il Bettollini con l’elmetto non si ferma  e chiede che tutti i sindaci si uniscano a lui in questa battaglia per avere un potere operativo reale e non solo nominale e per limitare i “tappi” che la burocrazia degli uffici spesso piazza sulla strada… “Meglio farla adesso, a bocce ferme, che non nel mezzo ad una emergenza, questa battaglia” dice il primo cittadino di Chiusi che in un impeto di sovranismo,  propone che il costo dell’intervento ancora in corso per ripulire la foce del Montelungo a Chiusi sia addebitato a quel dirigente ottuso che l’aveva vietato e non sia pagato dalla collettività…

In questo caso è andata bene. Ma se per un motivo qualunque (anche le ferie, siamo di luglio) l’intervento attivato non fosse stato possibile farlo, o fosse stato ritardato, come sarebbe andata?

Quello che pone sul tappeto Bettolini non è solo un problema di taglio dell’erba e di manutenzione. Ma è un problema di competenze e di conflitti di competenze tra enti. E tra chi deve assumersi delle responsabilità e chi ha il potere, stando dietro ad una scrivania, di porre vincoli, divieti, stop e quant’altro. Cosa quest’ultima, che in sé dovrebbe essere garanzia di tutela del territorio, ma che se applicata burocraticamente, senza discernimento e senza logica, diventa oggettivamente non solo un tappo, ma un pericolo.

 

Nella foto: escavatori in azione nell’alveo del Montelungo ostruito dalla vegetazione “intoccabile”.

 

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