Un film in Tv e i “volti antichi” dei Fratelli Mancuso che nel 2000 portarono un pezzetto di Oscar a Città della Pieve

Ieri sera sul canale 27, Paramount Channel, in seconda serata è andato in onda il film “Il talento di Mr. Ripley” di Anthony Minghella del 1999, premio Oscar nel 2000… Attori: Matt Damon, Jude Law, Gwynett Paltrow, Cate Blanchet, Philip Seymour Hoffman e alcuni italiani come Sergio Rubini, Rosario e Beppe Fiorelllo, Stefania Rocca…
Insomma un filmone, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, già adattato per il grande schermo nel 1960 nel thriller interpretato da Alain Delon “Delitto in pieno sole” e portato al cinema anche da Wim Wenders ne L’amico americano (interpretato da Dennis Hopper) e Liliana Cavani in Ripley’s Game.
Il film di Minghella è ambientato negli Usa e in Italia tra Ischia e Procida, Napoli, Venezia e Sanremo… Tra gli attori e pure tra gli autori della colonnna sonora de “Il talento di Mr Ripley“, figurano anche i fratelli Enzo e Lorenzo Mancuso, cultori e interpreti della canzone antica e popolare della loro terra d’origne, la Sicilia, ma che da 35 anni abitano a Città della Pieve.
Minghella li scelse perché colpito dai “loro visi antichi” e dalle loro voci: “Antiche e dure come la terra eppure plasmate sulle corde dell’anima, come i religiosi canti a cappella della tradizione sacra”… Infatti hanno facce da greci, che richiamano le facce delle statue di Fidia e i loro canti echeggiano talvolta i cori della tragedie classiche che si rapprentavano negli anfiteatri ai tempi d Euripide, 2.500 anni fa…
I Fratelli Mancuso grazie ai loro raffinati lavori, alla loro pluridecennale ricerca basata sul recupero di strumenti musicali, materiali e moduli esecutivi della tradizione siciliana, filtrati e reinventati in uno stile personale nuovo ed antico al tempo stesso, sono ormai riconosciuti a livello mondiale come icone culturali della Sicilia e della sua musica. Ma sono anche due figure che fanno parte a pieno titolo da un tempo ormai lungo, del panorama culturale di Città della Pieve dove vivono e lavorano in una dimensione da antichi artigiani. Quegli artigiani che erano e sono anche artisti e di elevato spessore. Ma magari poco conosciuti e poco celebrati…
Quindi Colin Firth non è l’unico premio Oscar (“Il discorso del Re“, 2011) ad aver scelto Città della Pieve come buen retiro. In qualche modo anche i fratelli Mancuso un pezzetto di Oscar nella città del Perugino lo hanno portato. Esattamente 11 anni prima.
Sono personaggi piuttosto schivi e la loro musica non è propriamente musica da cassetta, è studio profondo di tradizioni ancestrali dove il sacro e il profano si intrecciano, si fondono e si plasmano in un prodotto che affonda le radici nel passato e attraversa però il presente, come nell’opera “Rumore di acque” del 2010, dedicata alle tragedie del Mediterraneo, il mare loro… E anche nostro.
Un applauso forse tardivo, ma sincero glielo dedichiamo volentieri.
m.l.
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A Città della Pieve i Fratelli Mancuso sono piuttosto noti e anche il pubblico locale ha avuto modo di ascoltare le loro performances, nel corso degli anni. Ma nei paesi dei dintorni non è stato così. I due artisti, nonostante siano una “icona mondiale della musica popolare” sono pressoché sconosciuti, così come la loro ricerca musicale. Credo che non sarebbe una cattiva idea colmare la lacuna, se i fratelli Mancuso saranno d’accordo e troveranno il tempo. I vari festival e chi tiene le redini e i cordoni della borsa dei vari teatri del comprensorio ci facciano un pensierino… Sarà una scoperta.
li ho appena ascoltati su radio classica (concerto del marzo 2012 alla Cappella Paolina); è semplicemente vergognoso che queste registrazioni non siano acquistabili; come sempre dipendiamo dalla degnazione di una corte