CHIUSI E QUEL LETTINO “DIMENTICATO”

venerdì 01st, novembre 2013 / 21:41
CHIUSI E QUEL LETTINO “DIMENTICATO”
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Una storia curiosa del passato ripropone oggi un tema importante: la salvaguardia del nostro patrimonio scientifico. Quanti altri “casi” potrebbero esserci?

CHIUSI – Chissà quanta gente avrà visto “distrattamente” quel lettino di legno pregiato. Dal passato giunge una curiosa notizia. Molti ricordano ancora oggi, le “furiose” battaglie negli anni ’80 soprattutto, per evitare la chiusura dei “piccoli” ospedali della zona in vista dell’apertura del famoso “Monoblocco” di Nottola. Proviamo ad immaginare quanto materiale sanitario, cartaceo, possa essere stato censito ed eventualmente portato nel nuovo nosocomio dai vecchi e piccoli ospedali che sarebbero stati convertiti in altro. Non parliamo solo di archivi cartacei, ma anche dei cosiddetti “strumentaria”, cioè strumenti medici propriamente detti: dai bisturi alle tavole operatorie e quant’altro. Per la cronaca, a Siena, esiste un centro universitario per la tutela e la valorizzazione del Patrimonio ( CUTVAP) diretto dalla Prof.ssa Francesca Vannozzi, docente di Storia della Medicina. Il distretto di Chiusi, per esempio, per anni, ha conservato, forse per caso, un pezzo unico nel suo genere. Si tratta di un lettino ostetrico in legno, di pregevole fattura, fabbricato da una famosa famiglia di artigiani, Sacchetti di Sinalunga, che pare fossero famosi in Italia tra l’800-‘900.

La particolarità di questo lettino è che oltre ad avere una targhetta di bronzo con inciso il cognome Sacchetti, e la data di fabbricazione, ha dietro lo schienale una manovella. Un altro esemplare di questo tipo era nel vecchio Ospedale di Montalcino, ma non aveva né targhetta né manovella. Sembra che il lettino “chiusino” l’avesse avuto in uso o custodia il prof. Trippi ex primario della chirurgia di questo ospedale, attività poi soppressa. Successivamente “passò”  al Prof D’Aloisio, primario della Divisione di Ostetricia e Ginecologia. In seguito, pare, che l’oggetto fosse stato situato nella ex sala riunioni e biblioteca divenuta poi ufficio del responsabile del distretto sociosanitario di Chiusi. Solo recentemente, il lettino è stato “riscoperto” visto che era addirittura ricoperto da un telo. Il percorso di questo lettino è quantomeno avventuroso e misterioso perché sembra che sia stato sia all’ex ospedale S. Cristoforo di Montepulciano dove erano stati raccolti i materiali sanitari degli ex ospedali della Val di Chiana e poi di nuovo a Chiusi. A questo punto è lecito chiedersi se nei “nostri” vecchi ospedali siano esistiti pezzi simili o anche altri strumenti pregiati finiti nel dimenticatoio e che forse sarebbe il caso di riscoprire e valorizzare.

Molto probabilmente la storia di questo pezzo unico non è ancora finita. Intanto, sarà “rivelato” alla giornata di Museologia medica che si svolgerà a Bologna l’8 Novembre.

“ Il letto – esordisce Davide Orsini, collaboratore del CUTVAP di Siena –  è in buone condizioni e in sicurezza, essendo all’interno di una stanza il cui accesso è controllato. Certamente non viene in questo momento valorizzato in alcun modo. A seguito della segnalazione, ho interessato i colleghi dell’Azienda USL 7 di Siena che mi hanno inviato subito alcune foto del letto. Dalle foto ho subito riconosciuto il manufatto, riconducibile – come è scritto anche nella targa presente sul letto – a Federigo Sacchetti. La famiglia Sacchetti di Sinalunga si era specializzata nella seconda metà dell’Ottocento nella costruzione di tavoli chirurgici, dei quali il letto di Chiusi rappresenta un bell’esempio. Federigo Sacchetti fu premiato come “costruttore di letti chirurgici e sedie ginecologiche” all’Esposizione nazionale di Torino del 1884. Tale dizione presente nella targa fa sì che il letto presente nel distretto di Chiusi sia databile negli anni immediatamente successivi al 1884. Con la collega Gigliola Terenna stiamo studiando questo e altri letti del Sacchetti. Si tratta  di una ricerca non ancora chiusa e che speriamo possa aiutare nella tutela e nella valorizzazione di questi arredi sanitari. I letti del Sacchetti – conclude Orsini -.saranno oggetto di un nostro intervento alla Giornata di Museologia medica che si terrà il prossimo 8 novembre a Bologna, per la quale abbiamo anche realizzato un testo che è stato pubblicato e sarà distribuito in quella occasione”.

David Busato

 

 

 

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