TESORI ETRUSCHI DI SAN CASCIANO E CHIANCIANO IN MOSTRA A MILANO

mercoledì 14th, ottobre 2026 / 17:19
TESORI ETRUSCHI DI SAN CASCIANO E CHIANCIANO IN MOSTRA A MILANO
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Continua il tour stile “madonna pellegrina” dei Bronzi di San Casciano, le statue più giramondo che siano mai esistite. Dopo Roma, Napoli, Reggio Calabria, Berlino, Venezia, Grosseto e Aquileia, alcuni pezzi del “santuario ritrovato” del Bagno Grande, precisamente 8 bronzi, saranno esposti da oggi, 14 ottobre, al 10 gennaio a Milano alla Fondazione Luigi Rovati  in occasione della Mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”.  Una mostra che vedrà anche la partecipazione di reperti provenienti dal Museo delle Acque di Chianciano Terme e che mette idealmente a confronto due importanti popolazioni dell’Italia antica: Etruschi e Veneti. Attraverso la comune esperienze delle acque tra sacralità e cura.

Tra i pezzi di punta di provenienza Chianciano spiccano le straordinarie sculture provenienti dal santuario dei Fucoli, tra cui la celebre Thesan (dea dell’Aurora), scelta come immagine simbolo dell’intera mostra milanese. Insieme alle terrecotte dei Fucoli, è presente anche un importante reperto legato alla sorgente Sillene, che illustra l’antichissima frequentazione devozionale e le proprietà terapeutiche delle acque salutari del territorio chiancianese. Nell’esposizoione viene proposto un confronto inedito e peculiare sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e nello sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C. Mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino: spazi di guarigione spesso legati al mito e abitati da divinità, ma anche luoghi per la crescita della collettività, per il transito e per lo scambio culturale. Nella mostra emergono le affinità e differenze tra Etruschi e Veneti: convergenze nelle scelte materiche, soprattutto terracotta e bronzo, e nelle pratiche votive, come le deposizioni in acqua e l’uso di oggetti miniaturistici o defunzionalizzati; divergenze nelle dimensioni monumentali e nei ricchi apparati decorativi fittili dei grandi santuari etruschi. In alcuni punti, reperti etruschi e veneti dialogano direttamente, rendendo queste relazioni visivamente evidenti.
Trait d’union fra il Museo delle Acque di Chianciano e la Fondazione Rovati è Giulio Paolucci, archeologo chiusino direttore della struttura chiancianese e “conservatore” della Fondazione milanese.
La presenza dei reperti di San Casciano in questo caso è pertinente, trattandosi nel caso del “Bagno Grande” di un santuario usato sia per il benessere e la cura, sia come luogo devozionale e votivo sia in epoca etrusca che in epoca romana e anche nel periodo di passaggio e sovrapposizione delle sue civiltà.
Secondo noi i bronzi del santuario ritrovato di San Casciano avrebbero dovuto essere esposti anche al Museo di Chianciano, proprio per la particolarità e l’attinenza con l’acqua e le terme e al Museo Nazionale Archeologico di Chiusi, competente- diciamo così – per territorio, essendo il Bagno Grande situato comunque nell’agro chiusino e senza dubbio (lo testimoniano anche alcune iscrizioni trovate sui bronzi stessi) legato alla città di Porsenna, che era una delle “capitali” etrusche e mantenne grande importanza anche in epoca romana: la Cassia Vetus, ovvero il tracciato originario della consolare Cassia, la Cassia Vetus, conduceva da Roma a Chiusi, per poi proseguire successivamente verso Cortona, Arezzo e Fiesole.
Il motivo per cui i bronzi di San Casciano siano stati mandati ovunque, ma ne sia stata negata l’esposizione temporanea a Chiusi e Chianciano resta un mistero. Chi decide queste cose deve avere una strana concezione del marketing: ormai in giro per l’Italia e non solo li hanno visti in parecchi i Bronzi del Bagno Grande, chi verrà a vederli una volta che sarà realizzato il Museo apposito a San Casciano? I chiusini, i chiancianesi e gli appassionati della zona, cioè gli unici che non hanno avuto la possibilità di ammirarli? Ma quanti saranno mai?  Li avranno fatti bene i conti? E poi, già che ci siamo, diciamo pure che sarebbe interessante sapere a che punto è la progettazione del museo sancascianese. Se si chiede all’Intelligenza Artificiale, questa risponde che l’opera è a cura del Ministero della Cultura e l’inaugurazione è prevista per la fine del 2026. Cioè entro un mese e mezzo da oggi. Sarà vero? Per la cronaca il Ministero è lo stesso che ha disposto la chiusura al pubblico delle tombe etrusche di Chiusi, durante la pandemia di Covid nel 2020 e non le ha ancora riaperte.
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