CHIUSI SCALO, PRESTO LA SALA POLIVALENTE, MA COME LA CHIAMIAMO? L’IMPORTANZA DEL NOME, MA NON SOLO DEL NOME

giovedì 07th, marzo 2024 / 15:31
CHIUSI SCALO, PRESTO LA SALA POLIVALENTE, MA COME LA CHIAMIAMO? L’IMPORTANZA DEL NOME, MA NON SOLO DEL NOME
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CHIUSI SCALO –  Quella per dotare Chiusi Scalo di una sala pubblica polivalente, cioè di un luogo di incontro, ma anche sede deputata per fare iniziative politiche, incontri letterari, mostre, presentazioni ecc. è una battaglia che come Primapagina portiamo avanti da una quindicina d’anni. e l’idea era contenuta anche nei programmi eettorali prima della Primavera (elezioni 2011) e poi dei Podemos (elezioni 2016). Questo perché a Chiusi Scalo una sala pubblica non esiste e chi vuole proporre qualcosa deve raccomandarsi alla parrocchia, alla Cgil, alla Pubblica Assistenza, alla Banca Tema, alle contrade… Quando, alcuni mesi fa il Comune ha annunciato di aver preso in affitto i locali di Via Leonardo da Vinci dove aveva sede la filiale della Banca di Spoleto per destinarli a tale scopo, abbiamo ovviamente salutato la notizia con “magno gaudio”… Perché avevamo segnalato anche noi quei locali come possibile location e perchè finalmente uno dei tormentoni di questi anni sembra avviarsi ad una soluzione.
Da un paio di settimane il Comune ha anche pubblicato una sorta di bando per dare un nome a quello “spazio”. Che indica come “Spazio Giovani”, specificando che “sarà un luogo pubblico, creativo, accogliente, dove condividere idee, incontri, momenti significativi con persone e realtà diverse, dove poter studiare in tranquillità, dove poter giocare e anche solo parlare”.
Scrive ancora il Comune: “Potrai venire per incontrare amici e amiche, per ideare e organizzare iniziative con la tua associazione, per vedere film, serie tv e per vivere eventi culturali, per partecipare a incontri formativi, studiare o lavorare … e tutto quello che saremo in grado di immaginare e realizzare insieme.
Ci piacerebbe dare a questo spazio un nome, che parli di Chiusi e di giovani.
Troviamo insieme il nome! Clicca qui https://bit.ly/giovanichiusi per proporre la tua idea!
Hai tempo fino al 30 marzo 2024″. 
Come abbiamo già detto, apprezziamo la decisione di aprirlo finalmente uno spazio polivalente. E anche la scelta di una location centrale, accessibile, visibile. Comoda.
Ci permettiamo però di dissentire amichevolmente (non sono queste le cose su cui si può anche litigare) sull’impostazione e la definizione di “Spazio Giovani”, perché una connotazione del genere esclude in partenza chi giovane non è. E poi perché i giovani ormai frequentano altri spazi. Sarà difficile, davvero molto difficile, vederli lì a gruppi ad organizzare qualcosa. Al massimo ce li potrai vedere, qualcuno, se ci sarà una succursale della biblioteca, per ritirare qualche libro o consultarlo.
Per il resto i giovani – intendendo per giovani i ragazzi e le ragazze tra i 15 e 35 anni –  ormai fanno altro, vivono in una bolla tutta loro, che non comunica con il resto del mondo, con generazioni diverse dalla loro. Questo è un dramma, per chi ha vissuto altre stagioni.  Ma così è.
Anche il Festival Rock che si tiene d’estate è roba per gente sopra i 30 (e anche ai 40), i ventenni sembrano estranei a quel genere di happening. Qualcuno suona, qualcuno fa teatro, ma sono minoranze più che sparute. Difficile incontrare e vedere ventenni interessati alle presentazioni di libri, alle conferenze, agli spettacoli in cui non siano coinvolti… ed è così anche per lo sport. E’ vero che quest’anno va malissimo, ma quanti  giovani e giovanissimi vanno a vedere il Chiusi la domenica, il basket o le ragazze del volley?
Quanti giovani che non siano del giro partecipano alle iniziative lodevoli e anche di qualità che propongono quelli del GEC nella loro “officina culturale” che è situata proprio di fronte ai locali in cui nascerà la sala polivalente? Pochi.
E’ lodevole che il Comune si ponga il problema di parlare ai giovani e offrire loro opportunità e spazi per incontrarsi e fare cose insieme. Ma è difficile che funzioni perché il mondo e le cose vanno in altra direzione.
Allora noi proponiamo che i locali di via Leonardo da Vinci che l’amministrazione ha deciso di destinare a spazio per la città e i cittadini, abbiano, anche nel nome, una accezione diversa. Che includa giovani e non solo giovani. Tutti.
Chiusi e Chiusi Scalo in particolare hanno ha bisogno di ripartire. Di rimettersi in moto. Serve una scintilla, un colpo di pedale che riaccenda il motore. Serviva anche un spazio e quello ci sarà. Ma deve essere anche visibilmente aperto e inclusivo. Se venisse percepito come una una sorta di doposcuola in cui far incontrare i ragazzi delle Medie, sarebbe un guaio. Un buco nell’acqua.
Insomma, noi più che “spazio giovani” quei locali vorremmo definirli una sorta di PUNTO ZERO, il punto da cui ripartire. Per provare a rilanciare l’idea stessa di comunità. Un luogo in cui anche gli adulti, i pensionati, gli attivisti di associazioni e comitati, gli artisti, chi scrive e chi ama leggere, chi dipinge o fotografa, tutti insomma possano incontrarsi, parlare, discutere, ascoltare. Un luogo in cui si possano allestire mostre d’arte, fare dei reading, fare i corsi dell’Università popolare, e magari leggere i giornali la mattina. Probabilmente anche il Comune ha la medesima idea, ma la definizione “spazio giovani”, anche se provvisoria in attesa del nome vero, è riduttiva.
Ovviamente se i giovani e i giovanisimi occupassero quei locali tutti i giorni dalla mattina alla sera per progettare e proporre cose loro, noi di primapagina saremmo i più felici del mondo. Vorrebbe dire che il motore è ripartito… Purtroppo invece temiamo che ci vorrà tempo, perché la gente a Chiusi come altrove, l’abitudine a incontrarsi e a parlare e a confrontarsi l’ha persa.
Quando nasce un luogo nuovo che ha questo scopo, il nome è importante, perché fa capire di cosa si tratta, ma alla fine la cosa che conta di più è che il luogo ci sia. Che sia visibile e aperto (in tutti i sensi). Poi si può chiamare anche Andrea, Pippo o Maria. Ma dato che il Comune stesso invita a fornire delle idee in proposito, cerchiamo di non sbagliarlo…
m.l.
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