CITTA’ DELLA PIEVE AI TEMPI DEL PERUGINO, UN LIBRO DI MARIA LUISA MEO E MARILENA ROSSI CAPONERI

martedì 17th, ottobre 2023 / 11:13
CITTA’ DELLA PIEVE AI TEMPI DEL PERUGINO, UN LIBRO DI MARIA LUISA MEO E MARILENA ROSSI CAPONERI
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IL VOLUME SARA’ PRESENTATO VENERDI’ 20 OTTOBRE ALLE ORE 17,00 ALLA SALA S. AGOSTINO.

CITTA’ DELLA PIEVE –  Com’era l’antica Città della Pieve, cioè Castel della Pieve, nell’epoca in cui visse Pietro Vannucci “Il Perugino” che qui nacque e che qui operò lasciando opere fondamentali? Un po’ si intuisce dal Palio dei Terzieri, che per molti versi ne ricostruisce l’atmosfera, almeno per quanto riguarda costumi e “caste” cioè il contesto la stratigrafia sociale, il modo di abbigliarsi di dame e cavalieri, notabili, clero e popolino. E soldataglie. Ma il Palio non spiega tutto. E’ una festa, una rievocazione, non un saggio.

E’ un saggio invece il libro che sta per uscire e che sarà presentato venerdì 20 ottobre alle ore 17,00 alla Sala Sant’Agostino. Il titolo è “Castel della Pieve. L’età del Perugino”, l’editore è la Libera Università di Città della Pieve, autrici, Maria Luisa Meo e Marilena Rossi Caponeri.

Maria Luisa Meo, ex docente del Liceo Calvino, ex assessore comunale alla cultura non è nuova a opere del genere,  ormai è avvezza a ricostruire con dovizia certosina e documentazione minuziosa la storia e la vita della città, di particolari momenti di quella storia, che è una storia lunga e non comune. Lo ha fatto, per esempio, un anno fa, con il libro “Vittoria, la figlia del Re”, uscito nell’ottobre 2022 per le edizioni Primapagina con il sostegno dell’Associazioone Turistica Pro Loco Pievese, testo in cui riscostruisce appunto il periodo, tra il 1880 e il 1910, in cui Vittoria Guerrieri di Mirafiori, figlia di Vittorio Emanuele II e il suo compagno poi marito Paolo De Simone vissero a Città della Pieve, facendo costruire ville e palazzi, impiantandovi attività economiche innovative sia in campo agricolo che industriale, non senza trovare resistenze nella nobiltà papalina locale e di una borghesia ancora piuttostro arretrata…

Con questa nuova fatica letteraria, scritta a quattro mani con Marilena Rossi Caponeri, Maria Luisa Meo apre una finestra sulla Città della Pieve ai tempi del Perugino. Cioè tra 1400 e 1500. Lo fa ricostruendo, in maniera molto documentata, l’immagine della vita nel ‘400 pievese e umbro, attraverso la descrizione degli spazi fisici, dell’organizzazione politico-amministrativa e sociale, della realtà economica e delle vicende storiche locali, nazionali e internazionali. Sì perchè questo territorio al confine tra lo Stato della Chiesa e prima la Repubblica di Siena, poi il Granducato di Toscana, tra la metà del ‘400 e la metà del ‘500 si trovò al centro fatti rileventissimi, compresa una quasi guerra mondiale tra Firenze con il Papa, la Spagna e il Sacro Romano Impero di Carlo V da un lato, la Francia coi senesi dall’altro. E con Perugia che era sì papalina, ma non semprer allineata e coperta e spesso in rotta di collisione con il papa stesso…

Il quadro che emerge anche dal libro è quello di un tempo contraddittorio, segnato da violenze e guerre di potere, ma anche da un forte spirito solidaristico e da una sensibilità artistica che tese a sublimare la realtà in una visione di perfezione. Mentre si succedevano fatti tragici, mentre condottieri di ventura si fronteggiavano senza scrupoli, mentre scontri interni insanguinavano le strade, l’arte del Perugino trascendeva la contingenza in una proiezione astratta e le storture del mondo si risolvevano in un impianto di bellezza e di armonia. Sono gli anni del Perugino, appunto, il “meglio maestro d’Italia”, ma anche di Luca Signorelli, di Raffaello, di Piero Della Francesca, di architetti come il Rossellino, Antonio da Sangallo, Baldassarre Peruzzi, Galeazzo Alessi, tutti pittori e architetti che in questo territorio hanno lasciato opere importanti e immortali…

Il libro si compone di due parti: la prima ricostruisce un quadro generale del periodo; la seconda si incentra nella trascrizione delle Riformanze degli anni 1459-1462. Le Riformanze sono i verbali dei Consigli della Comunità conservati presso l’Archivio Storico Comunale di Città della Pieve e l’Archivio Storico Diocesano di Città della Pieve. Dalle Riformanze si traggono indicazioni concrete e per ricostruire con rigore la vita del tempo.

Come Primapagina tra agosto e settembre abbiamo portato in teatro a Chiusi, Città della Pieve e Castiglione del Lago lo spettacolo “Tradire! La notte prima dell’assedio” che racconta un fatto storico dell’epoca (l’assedio mancato di Chiusi da parte di Ridolfo Baglioni e Ascanio Della Corgna con le truppe fiorentine, papaline e imperiali nel 1554) e due antefatti (il furto del Santo Anello avvenuto nel 1473 che diede origine alla committenza di due grandissime opere, una del Perugino e una di Raffaello, e la congiura di Magione del 1502 con epilogo pievese), episodi di quel clima rovente e sanguinoso, ma anche di grande creatività artistica… Il volume di Maria Luisa Meo e Marilena Rossi Caponeri che ricostruisce anche documentalmente quell’epoca, conferma nella sostanza la nostra lettura del periodo e ci soccorre da un punto di vista storiogafico anche laddove ci siamo presi qualche licenza per esigenze di copione…

Un’opera importante anche per Città della Pieve, che dopo la grande mostra sul “divin pittore” aggiunge, nell’anno del qiuionto centenario della morte, un altro tassello di conoscenza di un periodo che ha segnato, forse più di qualsiasi altro, la storia della città.

m.l.

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