CITTA’ DELLA PIEVE: IL SEGRETARIO PD MARIO FATTORINI LASCIA IL TIMONE (MA ERA DIMISSIONARIO DALLA SCONFITTA ALLE COMUNALI)

venerdì 08th, novembre 2019 / 17:34
CITTA’ DELLA PIEVE:  IL SEGRETARIO PD MARIO FATTORINI LASCIA IL TIMONE (MA ERA DIMISSIONARIO DALLA SCONFITTA ALLE COMUNALI)
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CITTA’ DELLA PIEVE – La decisione era presa da tempo. Non è stata la debacle alle regionali  la goccia che ha fatto traboccare il vaso, quanto piuttosto la sconfitta alle comunali, con la perdita del Comune da parte del centro sinistra, a vantaggio di una lista civica a trazione leghista. Di fatto è dal 29 maggio, tre giorni dopo le comunali, che Mario Fattorini segretario del Pd pievese era dimissionario. Ha solo aspettato, come gli aveva chiesto il partito, anche la tornata elettorale regionale. Adesso però il periodo il tempo è scaduto e da due giorni la segreteria del Pd è di fatto vacante. La spiegazione la fornisce lo stesso Fattorini che in una nota inviata al partito e anche alla stampa scrive:
“Dopo aver dato un periodo di tempo, richiestomi nella Direzione Comunale del 29/05/2019, confermo ad oggi la decisione di rassegnare le mie dimissioni da Segretario Comunale.
Questa esperienza mi ha arricchito sia nella crescita personale che politica dandomi la possibilità di conoscere persone e ambienti a me sconosciuti.      
Sapevo che non sarebbe stato facile, ho  dato tutto ciò che era possibile dare per offrire a Città della Pieve una prospettiva nuova. Ho avuto il privilegio di non perdere mai i miei valori di uomo  che sono stati sempre in linea con quelli del PD e così dapprima, ho combattuto per il rinnovamento degli schemi spesso ingessati dalle logiche di partito e successivamente, per un progetto di riunificazione negli ideali progressisti e riformisti della tradizione di questo partito.
Non sono stato premiato  dal voto del 26 maggio ed ho perso senza se e senza ma. Nonostante ciò per lealtà, che ho sempre messo nel mio incarico, ho continuato perché consapevole che il partito stava attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia ed il timone non poteva essere gettato. Oggi anche all’alba del nuovo corso politico della Regione, ritengo doveroso mettere fine al mio incarico. Colgo così l’occasione per ringraziare tutti coloro che in questi quasi cinque anni hanno collaborato con me,dandomi piena fiducia e sostegno.
Mi auguro per il bene di Città della Pieve che il partito riparta con nuovi stimoli per fare  una forte opposizione all’attuale Amministrazione Comunale che è di destra. Spero inoltre che il nuovo corso  possa generare un nuovo gruppo dirigente  a cui oggi manca il senso di comunità! I contrasti e le diverse visioni sono solo un modo per crescere sia che si vinca sia che si perda”.
Mario Fattorini getta dunque la spugna, ma non perché ha deciso di passare a Italia Viva, come stanno facendo in parecchi (vedi il segretario del Pd di Chiusi Cimarelli che ha seguito Scaramelli nel nuovo partito di Renzi). lascia l’incarico perché sotto la sua guida il Pd ha perso le elezioni e il comune, ed è così che si fa. Squadra che vince non si cambia, squadra che perde sì. E di solito si parte dall’allenatore. Fattorini lancia comunque messaggi di esortazione al Pd a ritrovare unità compattezza e vivacità, senso di comunità e visone politica. Invita il suo partito a sfruttare il purgatorio dell’opposizione per rilanciarsi creare anche un nuovo gruppo dirigente.
Viene da dire che se altri, anche a livello nazionale avessero fatto lo stesso (dimissioni dopo una sconfitta epocale) forse il Paese inteso come Italia potrebbe stare meglio di come sta. Veltroni disse che sarebbe andato in Africa e non c’è mai andato, Renzi disse che se avesse perso il referendum smetteva di fare politica, e invece il referendum lo ha perso, ma è ancora lì a mettere zizzania, e così via, quelli di Leu sono usciti dal Pd e hanno raccattato meno del 3%, ma sono ancora tutti alloro posto…
In Umbria dirigenti come Catiuscia Marini, Leonelli, Guasticchi & compagnia non dovrebbero più dire una parola. Anzi dopo il disastro che hanno fatto dovrebbero emigrare il più lontano possibile.
 In un quadro del genre le dimissioni presentate e “congelate” per responsabilità, poi ripresentate una settimana dopo la sconfitta regionale, di Fattorini sono una piccola perla. Possono sembrare una fuga ( l’amarezza c’è, è indubbio), ma sono al contrario un gesto politico serio. E poi, diciamolo, Mario Fattorni si è avvicinato al Pd sull’onda del renzismo, prima non aveva mai fato politica attiva. Ma non ha fatto come Renzi, il quale non solo non si è dimesso dopo la sconfitta al referendum e alle politiche del 2018, ma si è fatto pure il partitino suo, la sua piccola nuova Dc con l’intento di stare nel mezzo e sfruttare il potere che ha l’ago della bilancia. Sembra di essere tornati ai tempi del Psi e dei Repubblicani…
Il segretario del Pd pievese, ormai ex segretario, ha deciso di lasciare il timone, perché la sua barca è andata a sbattere. Ma non è sceso come fece Schettino. E’ rimasto a bordo finché glie è stato chiesto di rimanere. Ha guidato la barca nella tempesta, sapendo che la rotta non era tanto sicura e la baia piena di scogli. Adesso dice, amici e compagni avanti un altro. Chapeaux.
M.L.
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