IL LIBRO-INTERVISTA DI STEFANO SCARAMELLI E UN TITOLO AUTOGOL: L’AQUILONE NON E’ MAI LIBERO, VOLA ATTACCATO AD UN FILO…

mercoledì 16th, ottobre 2019 / 01:12
IL LIBRO-INTERVISTA DI STEFANO SCARAMELLI E UN TITOLO AUTOGOL:  L’AQUILONE NON E’ MAI LIBERO, VOLA ATTACCATO AD UN FILO…
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SIENA – Stefano Scaramelli sta girando come una trottola per la Valdichiana (e non solo). Qualche incontro sulla sanità, in veste di presidente della Commissione, una visita a sostegno dei lavoratori del’Autogrill di Montepulciano, sull’A1 chiuso da un anno (e qui ha fatto bene a farsi vedere e a portare la solidarietà della Regione alle maestranze), ma soprattutto incontri per presentare il suo libro-intervista. Domenica prossima lo presenterà “in casa”, a Chiusi Scalo, bar Golosia, nel pomeriggio.

Più che un suo libro è un libro su di lui. Sulla sua esperienza politica, che dura da quasi 20 anni. Era il 2002 quando Luca Ceccobao, candidato alle elezioni comunali per il Pds lo volle nella sua squadra. Da allora ha fatto l’assessore, poi il sindaco, infine il consigliere regionale (dal 2015). Certo 20 anni non sono pochi, ma Scaramelli è giovane, non ne ha ancora 45, forse è ancora presto per stilare un bilancio del tipo “le mie memorie”. E questo lo avevamo già scritto in un articolo precedente, in occasione dell’annuncio dell’uscita del libro, per Grifo Edizioni. Libro-intervista, dicevamo, che si intitola “Libero aquilone”. Ecco, nel titolo Stefano Scaramelli ha preso un granchio.

Libero aquilone è un ossimoro. Una contraddizione in terminis. L’aquilone è bello a vedersi quando volteggia nel cielo, ma è la cosa meno libera che esista. Un aquilone non è e non può essere mai libero, perché è attaccato ad un filo. Ed è “pilotato” da qualcuno che tiene in mano quel filo. Se il filo si spezza o viene lasciato andare, l’aquilone non vola più, diventa un oggetto in balia del vento, delle correnti, come una foglia secca, una carta sporca, un palloncino sfuggito ad un bambino…  E si perde. O si aggroviglia e cade…

Scaramelli è evidentemente per le cose volanti. Qualche anno fa voleva costruire una stazione volante sopraelevata… ora eccolo che se ne esce con l’aquilone. Per un politico in carriera, paragonarsi e definirsi un libero aquilone però è un errore. Un autogol alla Niccolai. E’ come dire libero aeroplano… Esistono i liberi aeroplani? No. Anche i droni senza pilota volano a comando. C’è sempre qualcuno che li guida, a distanza. Da lontano, da una consolle.

Ecco, al momento non si capisce bene quale sia la consolle dell’ex sindaco di Chiusi. Per ora, lui che è stato un renziano della primissima ora (gli va dato atto di essersi schierato per e con Renzi quando ancora c’era poco da guadagnare) e leader indiscusso dei renziani senesi, non ha seguìto Renzi nel nuovo partito Italia Viva, è rimasto nel Pd, ma si ha l’impressione che stia solo aspettando di vedere come si metterà la partita delle candidature per le regionali della prossima primavera.  Renzi ha già detto che Italia Viva non si presenterà. Per cui meglio stare al coperto, dove qualche chance di fare il bis ci può anche essere. Fuori dal Pd di chance non ne avrebbe. O ne avrebbe molte di meno.

Detto questo, va apprezzato, a nostro avviso, il tentativo di tornare a parlare di politica. Scaramelli lo fa a modo suo, da giovanotto un po’ viziato e molto sicuro di sé. Lo fa da un piedistallo che si è costruito da solo e sul quale gli piace tremendamente issarsi a benedire… Come se uno, a 40 anni, potesse dare lezioni come un ottantenne che ne ha passate di cotte e di crude. Oggi a 40 anni si è ancora ragazzi, e il vento può pure cambiare.  Anche Ceccobao, come lui ha fatto il sindaco di Chiusi e in Regione è stato addirittura assessore e non solo presidente di commissione, ma a Chiusi nessuno lo nomina, neanche per sbaglio, nessuno lo cerca. Sembra che nessuno lo conosca. Per dire…

Ma, come dicevamo, il tentativo di parlare in qualche modo di politica, anche di ideali, di valori di riferimento, di come uno intende l’impegno civile e sociale è una cosa da non buttare via. Il che non vuol dire condividere i valori, le scelte, i metodi o le idee di Scaramelli. Il libro può essere utile comunque per stanare Scaramelli e per fare dei ragionamenti sui vari temi. Verba volant, scripta manent dicevano i latini. E un libro è scritto, nero su bianco. Rimane a futura memoria. Certe cose che dice nell’intervista gli potranno essere ricordate, all’occorrenza.

Fino ad un annetto fa, forse anche qualche mese fa, in provincia d Siena il giovane Scara aveva un certo seguito. Era un punto di riferimento per una parte almeno del Pd. Una parte rilevante. Adesso questo seguito non si sa esista ancora oppure no.  La sua parte all’interno del Pd se ne è andata, altri che lo osannavano e lo seguivano hanno preso via via le le distanze attestandosi su posizioni diverse e spesso anche lontane (vedi Bettolini sull’alta velocità e altre questioni) anche prima che Renzi e la Boschi salutassero la compagnia.

Ora anche Scaramelli è in mezzo a guado. Orfano – politicamente parlando –  del suo mentore, del leader cui si è votato anima e corpo dal 2012 in poi…  Adesso, con Renzi fuori dal Pd, anche Scara nel partito rischia di ritrovarsi come un separato in casa. Ospite quasi, più che dirigente riconoscibile e riconosciuto. Ammesso che il Pd esista ancora e sia ancora un partito e non solo una sigla che prende dei voti alle elezioni. E li prende un po’ per tradizione e per inerzia e un po’ perché a sinistra non c’è altro.

Staremo a vedere se a primavera, quando si stileranno le liste per la Regione, l’aquilone volerà ancora e in quale direzione, o sarà già in balìa del vento, abbandonato a sè stesso e alle correnti gravitazionali…  Il problema è che al momento non si capisce nemmeno chi è che tiene in mano il filo.

m.l.

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