CHIUSI, AL POSTO DELLO STADIO UN NUOVO PALASPORT?

martedì 25th, marzo 2014 / 17:59
CHIUSI, AL POSTO DELLO STADIO UN NUOVO PALASPORT?
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E FORSE ANCHE UNA PISCINA… LA EMMA VILLAS INTERESSATA ALL’OPERA. IL COMUNE HA FRETTA E DECIDE LE LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE. LA PRIMAVERA VOTA A FAVORE…

Il Consiglio Comunale di venerdì scorso ha votato e approvato le linee di indirizzo per l’assetto e la gestione degli attuali e futuri spazi sportivi locali. Definitivamente accantonato il progetto nuovo stadio. Il calcio rimarrà al “Comunale”  con l’impegno per la società che se ne assumerà la gestione a impiantare sul campo principale un manto in erba sintetica che consentirà un uso maggiore con minore manutenzione. Dimenticati tutti i problemi più volte sottolineati relativi alla “messa norma” dell’impianto e alla mancanza di spazi di servizio e posteggi. Evidentemente le cose cambiano. Sarà per il fatto che il pubblico ormai è poco e anche i posteggi ne servono meno?

Per realizzare il manto sintetico, il gestore del campo potrà accendere un mutuo e pagarlo con il contributo che il comune continuerà ad erogare (circa 15 mila euro l’anno). Rimarrà ad uso calcistico anche il secondo campo, quello di allenamento adiacente al primo. Abbandonata l’ipotesi di cementificazione prevista dal Piano Strutturale. Evidentemente non è più vero che “la situazione urbanistica del comparto ha già destinato l’area ad altro uso…” come invece il Comune aveva più volte ribadito. Quante cose si dicono… E come si fa presto a dimenticarsene se non fanno più comodo.

Per l’area di Pania, quella dello stadio incompiuto, fatta salva la destinazione sportiva, si andrà ad una soluzione simile a quella praticata per il Palasport di Poggio Gallina con la società Coopersport.  Una sorta di cittadella dello sport realizzata da un soggetto privato, che però rimarrà di proprietà pubblica. Il soggetto privato si farà carico della costruzione e della gestione per 30 anni. Il Comune cederà le strutture già realizzate (tribune, spogliatoi, impianti elettrici e termici ecc., per un valore di circa 1 milione e 800 mila euro) e, dopo aver estinto il mutuo contratto per lo stadio, erogherà al gestore un contributo di circa 70 m ila euro l’anno, per 30 anni…  In sostanza il Comune non spenderà più i 190 mila euro annui per il mutuo, ma solo 70 mila e si troverà ad avere una struttura sportiva comunque pubblica.

Ma di che struttura si parla? E chi sarebbe il soggetto interessato a costruirla e a gestirla? In Consiglio Comunale la cosa è rimasta sul vago. Di sicuro non sarà uno stadio per il calcio. E allora cosa? L’ipotesi più probabile, e accennata dal consigliere di minoranza Cioncoloni, è quella di un Palasport che inglobi la tribuna e gli spogliatoi già realizzati e consenta alla lanciatissima Emma Villas di puntare non solo alla serie B1, ma anche più in alto nel volley. Sarebbe infatti la società di Gian Marco Bisogno, il soggetto più fortemente interessato all’operazione. Accanto al palasport potrebbe venir fuori anche una piscina coperta.  Cosa questa richiesta da parecchi cittadini nelle varie assemblee pubbliche di gennaio.

Insomma sul tappeto per ora c’è solo l’idea del Palasport bis, più grande, più moderno e più  accessibile di quello di Poggio Gallina, ormai “stretto” per la stessa Emma Villas di B2. E a guardare con favore a questa ipotesi c’è anche la Coopersport che vedrebbe decongestionarsi il palasport attuale cn la possibilità di rispondere meglio alle varie società…

Le linee guida proposte dalla giunta sono state votate anche dalla Primavera che ha ritenuto la proposta migliore della propria (che prevedeva la conclusione dello stadio), non dalla consigliera Fiorini che ha ritenuto la questione ancora troppo fumosa e poco chiara.  La Primavera dopo aver fatto buona parte della campagna elettorale del 2011 sullo scandalo dello Stadio, dopo aver affisso manifesti e indetto assemblee pubbliche per sottolineare quello spreco, adesso si è allineata ed è entrata praticamente in maggioranza. Almeno nella sua componente consiliare. Un autogol che toglie la giunta dagli impicci e l’aiuta a uscire dal pantano in cui si era cacciata da sola.

Sulla fattibilità del progetto palasport (ammesso che vada avanti), al di là dei costi che il gestore dovrebbe accollarsi, ci sono anche le perplessità legate ad esperienze simili di altre società del circondario che dopo aver fatto il salto verso il professionismo sono poi rovinosamente cadute o sono state costrette ad emigrare verso porti più sicuri:  la Trasimeno Volley di Castiglione del Lago dovette trasferirsi a Perugia;  Orvieto, Cortona, Selci sono andate in B2 o B1 e poi sono dovute tornare indietro ripartendo dalla C o dalla D… Perugia è andata prima a San Giustino poi ha dovuto “fondersi” con Città di Castello per mantenere la A1… E parliamo di realtà tutte più grandi di Chiusi.

Ci si chiede se Chiusi coi suoi meno di 9.000 abitanti, e con un comprensorio dove il Volley non ha grandi tradizioni (eccetto Castiglione del Lago) potrà contare su un bacino di utenza tale da garantire gli spettatori che servono per affrontare la B1 e poi la serie A2 e magari anche la massima serie…  Ci si chiede se con l’ingresso a pagamento e con una squadra che  nelle categorie superiori potrebbe anche trovarsi non nelle primissime posizioni,  il seguito sarebbe sempre lo stesso oppure no… Insomma ci si chiede se l’onda che ora è forte non debba essere presa con cautela, stando attenti a non farsi travolgere da troppo facili entusiasmi. E ci si chiede anche come supportare l’eventuale salto della Emma Villas verso il professionismo vero, con un movimento di base che non faccia perdere l’antica tradizione chiusina, e possa ampliare nel contempo il bacino di utenza, coinvolgendo magari alcuni paesi limitrofi…

La discussione in Consiglio ha palesato una certa fretta dell’amministrazione nel voler chiudere la questione e in questi casi, la fretta non è mai buona consigliera. Certo, così Scaramelli & C. toglierebbero di mezzo la patata bollente (e andata a male) dello stadio, farebbero un’operazione di immagine assecondando l’onda del Volley e alla fine risparmierebbero pure qualche decina di migliaia di euro… Ma anche nel 2003 lo stadio fu pensato e progettato per assecondare l’onda montante del calcio in serie D…

Tutto si può fare e se si riesce a non gettare a mare quel milione e 800 mila euro già speso per lo stadio rimasto a metà, e rendere l’opera produttiva, tanto meglio. Basta non fare le cose solo pensando al tornaconto in termini di propaganda. Perché quelle, come abbiamo visto, poi finiscono male…

 

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