VOLLEY, RIFONDAZIONE DA ZERO PER LA VALANGA ROSA DELLA VITT CHIUSI. NUOVO COACH MATTEO BARBANERA, FIGLIO DEL PRESIDENTE

martedì 25th, agosto 2026 / 16:18
VOLLEY, RIFONDAZIONE DA ZERO PER LA VALANGA ROSA DELLA VITT CHIUSI. NUOVO COACH MATTEO BARBANERA, FIGLIO DEL PRESIDENTE
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CHIUSI – In ambito sportivo, dopo l’Umana San Giobbe Basket che disputa il campionato di serie B Nazionale maschile (terza serie dopo A1 e A2), la formazione femminile della Vitt Chiusi di volley occupa la piazza d’onore, come livello e categoria, essendo iscritta al campionato di serie B2 che è nazionale, ma suddiviso in gironi interregionali e si configura come quarta serie dopo A1, A2, B1.

Per una realtà come Chiusi, poco più di 8.000 abitanti, una categoria di tutto rispetto. Tanto più che la Vitt nell’ultima stagione ha dominato gran parte della regular season e ha disputato la finale Play Off per il salto di categoria. L’ha persa (e forse l’ha buttata via, con l’ultima parte di stagione giocata con il freno a mano tirato), ma l’ha comunque giocata e non era scontato.

Però qualche ruggine e qualche scoria deve essere rimasta, nella formazione,  perché l’allenatore Pippi è stato esonerato e sostituito. Della rosa della stagione 2025-2026 sono rimaste solo tre giocatrici, peraltro fra le più giovani. Tutte le altre hanno preferito cambiare aria e se ne sono andate. O non sono state confermate, questo non è chiaro.

Ma il quadro che il nuovo Ds Roberto Braga si è trovato di fronte al momento di costruire la squadra per la stagione 2026-27 deve avergli messo paura: squadra da rifondare e costruire totalmente. Per giocare un campionato di volley servono almeno 14 elementi perché si gioca in 6 più il libero. Almeno un cambio a testa è necessario. In realtà ne servono di più. Tre su 14 sono meno di un terzo,  ragionando sullo “stretto indispensabile” come direbbe l’orso Baloo del Libro della Jungla disneyano.

Braga ha giocato a lungo, è stato uno dei pilastri della cavalcata trionfale della Emma Villas dalla B2 alla Superlega, il volley lo conosce, ha molti contatti, si è messo l’elmetto, si è rimboccato le maniche ed ha cominciato piano piano a tirar su un mattoncino alla volta, come quei muratori che costruiscono la casa da soli lavorandoci il sabato e la domenica.

Ha beccato qualche “no grazie” e qualche porta in faccia perché pare che Chiusi nel mondo volley, nonostante una lunga e consolidata tradizione, non abbia una nomea positiva, anzi. Le giocatrici non ci vengono volentieri a giocare. Non si sa perché ma così è.

Comunque, partendo dalle tre atlete superstiti Sara Termo, Lucrezia Ferrari e Adelaide Ceccarini, rispettivamente centrale, opposto e libero ha avviato la rifondazione.

Tra nuovi acquisti e rientri alla base dopo esperienze altrove, ad oggi il roster è composto da 10 giocatrici: le tre citate, più i nuovi acquisti  Chiara Senia, palleggiatrice ex Crema in Lombardia; Valentina Rolando schiacciatrice, ex Grosseto con esperienza anche negli Usa (ma è del 2007, ha solo 20 anni); Sabina Visciano, schiacciatrice;  le “rientranti” Giulia Rossi, palleggiatrice; Clementina Mezzanotte, centrale; Giulia Barbanera, libero; Margherita Gori schiacciatrice. Quest’ultima è del 2009, ma anche le altre sono tutte giovani, anche molto giovani. Totale 10 atlete. Ne mancano almeno altre 4 a stare, come dicevamo, allo “stretto indispensabile”. E servirà soprattutto qualche elemento di esperienza, con almeno un minimo di trascorsi nella categoria. Altrimenti sarà dura.

E’ giovane, anzi giovanissimo anche il nuovo coach che ha preso il posto di Pippi. Si tratta di Matteo Barbanera, 25 anni, con esperienza da allenatore solo nel settore giovanile e nello staff della prima squadra della Emma Villas Siena. Mai però alla guida di una prima squadra di un campionato impegnativo, in questo caso semiprofessionistico. A fargli da secondo sarà Alexandra Chechi, ex giocatrice della Vitt.

Una bella scommessa il giovane Barbanera in panchina. Ma il ragazzo non dovrebbe subire troppe pressioni dalla società, né sarà messo nel mirino al primo passo falso. Sulla carta almeno non dovrebbe succedere, perché è il figlio del presidente della società Massimiliano Barbanera. Che la questione allenatore l’ha dunque risolta con una soluzione interna, anzi attingendo direttamente alle risorse di famiglia. Tra l’altro – ma questo è aspetto diverso e più secondario rispetto al ruolo di allenatore – sono “risorse di famiglia” del presidente anche due giocatrici: Giulia Barbanera (figlia e dunque sorella dell’allenatore) e Adelaide Ceccarini (nipote).

In Italia non è vietato da nessuna norma che un presidente di società sportiva assuma come allenatore il figlio o ingaggi la figlia e la nipote come giocatrici. Si può fare. Certo nel caso del coach la posizione è delicata. Soprattutto se le cose dovessero andare male o non benissimo. E nello sport può succedere. Posizione delicata per il giovane allenatore, ma anche per il presidente e per tutti i soci e consiglieri.  Non solo per una questione di contratti ed emolumenti, ma anche per questioni più strettamente tecnico-sportive: un esonero in corsa per esempio, nel caso fosse necessario, potrebbe risultare complicato da mettere in pratica, senza minare o spaccare l’ambiente…  La scelta è legittima, ma noi prima di farla avremmo chiesto un parere a qualcuno che se ne intende. Magari a Velasco. Chissà cosa avrebbe risposto.

D’altro canto il giovane coach potrebbe venire additato come un raccomandato e il presidente potrebbe essere accusato di aver trasformato la squadra e la società in una questione di famiglia. Una piccola Dinasty. Il che espone oggettivamente il sodalizio pallavolistico chiusino a dei rischi. Tanto più se il campionato di B2, che è impegnativo – e si è visto nella scorsa stagione quanto impegnativo –  verrà affrontato con una squadra ricostruita da zero e piena zeppa di giovanissime under 20 e con un coach appena appena più “anziano”.

L’importante è aver chiaro dove si vuole andare a parare e quale può essere l’obiettivo. Nella situazione attuale ipotizzare una nuova finale play off, forse è sognare. Ma le squadre giovani possono anche stupire. Molto dipende dalla fame. E dal clima che c’è intorno.

Intanto, rispetto alla stagione scorsa, pare che sarà più impegnativo anche il girone. Che sarà soprattutto toscano. Insieme alla Vitt Chiusi, vi figurano  la Liberi e Forti di Firenze, il Prato, l’Empoli, il Cecina, il Chianti Volley San Casciano Val di Pesa, il Pontedera, il Castelfiorentino, poi le neopromosse Porcari (Lu), Grosseto e Bagno a Ripoli oltre al Viterbo e alle umbre Città di Castello e Marsciano. La trasferte più lontane Porcari e Cecina… Alcune sono squadre di capoluoghi di provincia o di cittadine comunque importanti e sopra i 30 mila abitanti. Il livello, dicono gli esperti, è più alto di quello del girone affrontato nel 2025-26. Presentarsi ai nastri di partenza con una rosa da squadra giovanile per una società che solo tre mesi fa è stata ad un soffio dal salto in B1, potrebbe potrebbe suscitare l’effetto di un grido di battaglia urlato… sottovoce.

m.l.

 

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